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Full text of "La_Radio_per_Tutti_1930_17"

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Anno vii - n. 17. Lire 2 V 50 Conto Corrente con la Posta. 1 Settembre 1930. 



PER TUTTI 













































IAVOCI WTUTTIKONTINENTI 

NELLA VOSTRA CASA 

coi PHILIPS 2802 

La diffusione delle stazioni trasmit¬ 
tenti ad onde corte rende possibile 
il collegamento con tutti i continenti 
si dispone deirapparecchio rice¬ 
vente Philips tipo 2802 specialmente 
studiato per le onde corte ed 
ultracorte, ma chef permette 
anche la ricezione delle onde 
medie e lunghe. 

Questo ricevitore, munito di 
pentodo finale, è adatto anche 
per la riproduzione in^ altopar¬ 
lante dei dischi fonografici. 

APPARECCHIO RICEVENTE 



PHILIPS 2602 


ER ONDE ULTRA CORTE 


CANADA 


AMERICA 


AUSTRALIA 


AFRICA 


EUROPA 


GIAPPONE 


ETC- ETC' 



Nel 46 Bollettino Philips -Radio ,, N. 8 del mese di agosto si è iniziata la 
46 Campagna contro le perturbazioni radiofoniche ,,, É dovere ed interesse 
di tutti i dilettanti e commercianti di seguirla attentamente. 

Richiedete il Bollettino a: 

Bollettino PHILIPS- RADIO - Vìa Bianca di Savoia, 18 - Milano 


1 Settembre 1930. 


Anno vii. - N. t7. LA SCIENZA PER TUTTI 

LA RADIO PER TUTTI 


SOMMARIO 


Pag. 

Notiziario .3 

In ascolto . 3 

Le onde corte. — La stazione di Roma ad onda corta 

(g. b. a.) 9 

Alcune statistiche della radiofonia in Belgio .12 

Il laboratorio del professionista (Ercoue Ranzi de Angeijs) 13 

Problemi radiofonici . 1 7 

Tetrodi e pentodi (Arturo Recla).. .... 18 

Apparecchio con miti tivixlv ola Loewe (Dott. G. Meco zzi) . 21 

Il ronzìo degli apparecchi in alternata (continuazione) (In¬ 
gegner Monti Guarnieri). 26 


Pa>>. 

Nuove valvole alla mostra della radio a Berlino .28 

Note sulla messa a punto degli apparecchi .29 

Dal Laboratorio. — Note sull'apparecchio a cinque valvole 

alimentato in alternata (F. Cammareri).3 1 

Materiale esaminato .3 2 

Le idee dei lettori. — Concorso .35 

Lettere dei lettori .39 

Consulenza .43 

Dalla stampa radiotecnica .47 


A questo numero è allegato un piano di costruzione in grandezza naturale di un apparecchio 

in alternata con multivalvola Loewe. 


IL RONZIO DEGLI APPARECCHI IN ALTERNATA. 
I TETRODI E PENTODI. 

Gli interessanti argomenti di cui è stata iniziata la 
trattazione dai nostri collaboratori ing. Monti Guar¬ 
nieri e Reda è continuata in questo numero. La que¬ 
stione del ronzio degli apparecchi in alternata è di ca¬ 
pitale importanza per il dilettante costruttore, e le in¬ 
dicazioni che sono contenute nell articolo delVing . Mon¬ 
ti Guarnieri insegnano a discernere le cause del feno¬ 
meno e a trovare il rimedio. 

Il Recla invece conclude il suo studio sui tetrodi e 
pentodi. Anche quest'argomento ; che offre serripre 
nuove fonti di osservazione, presenta il massimo inte¬ 
resse data la diffusione sempre crescente delle nuove 
valvole, il cui funzionamento è molto più complesso 
di quello dei tetrodi e deve essere perciò conosciuto a 
fondo da chi le usa nei propri montaggi. 

L’APPARECCHIO CON MULTIVALVOLA LOEWE 
DESCRITTO IN QUESTO NUMERO. 

Come abbiamo già annunciato, pubblichiamo in que¬ 
sto numero un apparecchio con multivalvola Loewe 
alimentato interamente in alternata. Delle notevoli qua¬ 
lità della nuova valvola Loewe a riscaldamento indi¬ 
retto abbiamo già parlato nell'ultimo numero; nell'ap¬ 
parecchio descritto essa è usata in modo da trarre pro¬ 
fitto dalle sue caratteristiche. Il montaggio è analogo 
a quello che impiega la casa per la costruzione dei suoi 
apparecchi, soltanto si è proceduto a parecchie varia¬ 
zioni e semplificazioni . 

Quest'apparecchio rappresenta una delle più sem¬ 
plici realizzazioni per il dilettante, che desidera co¬ 
struirsi con mezzi semplici un apparecchio efficiente 
ed economico nello stesso tempo . Facciamo notare che 
anche il numero delle parti impiegate per la costru¬ 
zione è limitatissimo essendo eliminata nell'alimenta¬ 
tore perfino l'impedenza la quale è sostituita con due 
resistenze. 

È invece importantissimo che tutti i lavori delle 
resistenze come pure le tensioni ai capi del trasfor¬ 
matore siano esattissimi per non compromettere il suc¬ 
cesso dell'apparecchio. 

Esso costituisce inoltre un ottimo riproduttore gram¬ 
mofonico che permette di ricevere su fortissimo alto- 
parlante i dischi grammofonici . 

I PROSSIMI APPARECCHI DELLA R. p. T. 

È allo studio attualmente nel Laboratorio e speriamo 
di poter pubblicare già nel prossimo numero un appa¬ 


recchio a quattro valvole della massima semplicità e 
nello stesso tempo sensibilissimo. La massima atten¬ 
zione è stata rivolta a ottenere il massimo rendimento 
da ogni stadio in modo da poter ottenere la ricezione di 
tutte le stazioni con la massima facilità e con esube¬ 
rante volume di suono. Anche la qualità di riprodu¬ 
zione di quest'apparecchio- è stata curata al massimo e 
si è impiegato a questo scopo un trasformatore « Fer¬ 
ranti » il cui uso se anche è congiunto con prezzo un 
po' più elevato si risolve in un'economìa, perchè so¬ 
stituisce due stadii di amplificazione a bassa frequenza. 

Tutto sommato crediamo di poter presentare ai let¬ 
tori un apparecchio completissimo per uso domestico, 
che potrà sostituire con successo altri apparechi più 
costosi e più complessi. Notiamo infine che esso è a 
monocomando e che la messa a punto dei condensatori 
di sintonia è pure semplificata al massimo. 

IL CONCORSO FRA I LETTORI. 

In questo numero è pubblicato il tema del prossimo 
concorso che si presenta interessantissimo per la sua 
utilità pratica. Raccomanciigmo perciò vivamente a 
tutti i lettóri e specialmente a quelli che hanno una 
maggiore pratica di elettrotecnica di volersene occu¬ 
pare seriamente e volerci inviare la soluzione entro 
il termine stabilito dalle norme del concorso. 

A PROPOSITO DELLA COLTURA RADIOTECNICA 

ci è stato inviato per la recensione il CORSO COM¬ 
PLETO DI RADIOTECNICA PRATICA dettato dal 
doti. Mecozzi . Nel mentre ci riserviamo di riparlare 
dell'argomento in un prossimo numero, segnaliamo ai 
lettori questa provvida istituzione che offre a tutti i 
dilettanti di radiotecnica e a tutti coloro che hanno un 
interesse per la materia, un mezzo chiaro, moderno , 
completo, alla portata delle persone di media coltura , 
per conseguir e, una soddisfacente ed adeguata coltura 
radiotecnica. ~ 

A differenza dei soliti ir aliati e manuali talvolta in¬ 
completi, e comunque per la maggior parte astrusi ed 
oscuri per la gran massa degli appassionati, il corso 
dì radiotecnica pratica del dott. Mecozzi si impone per 
la ben noia chiarezza di trattazione e la elementare 
organicità della disposizione della complessa materia 
radiotecnica. 

Il corso, che consta di 64 lezioni ed è corredato da 
numerose illustrazioni e tavole, è pubblicato per cura 
della I. T. E. P. (Istituto tecnico e professionale) con 
sede in Milano, Via Tiraboschi N. 4 , a cui i lettori pos¬ 
sono rivolgersi per eventuali schiarimenti. 








































































2 


N. ! 7.-La Radio per Tutti. 


SOCIETÀ INDUSTRIE TELEFONICHE ITALIANE 


UTJ 


ANONIMA CAPITALE LIRE 12.000.000 INT. VERS. 

VIA GIOVANNI PASCOLI, 14 

MILANO 


uri 


APPARECCHI i RADIOFONICI 


RICEVENTI 
COMUNI E 
SPECIALI 




PER USO 
MILITARE 
E CIVILE 


SITI 40 B 

A 5 VALVOLE - 1 SCHERMATA 



STAZIONI TRASMITTENTI 


RICEVENTI DI OGNI TIPO 



T r> I 1a 1À A LI T A CENTRALINI TELEFONICI D’OGNI SISTEMA E TIPO - 

JC/ M-t JC/ JP A# A jf*. APPARECCHI TELEFONICI AUTOMATICI INTERCOMUNI¬ 
CANTI A PAGAMENTO CON GETTONE - TUTTI GLI ACCESSORI PER TELEFONIA E TELEGRAFIA 


La Radio per Tutti. - N. 17. 


3 




i a: i 



H Seconda esposizione internazionale di radio a Bucarest. — 
Dal 7 al 28 settembre sarà aperta la seconda esposizione in¬ 
ternazionale di radio a Bucarest. Lo scopo dell’esposizione è 
di stimolare ancora più l’interesse del pubblico rumeno per 
la radio, di dare ai radioamatori la possibilità di vedere riu¬ 
nite tutte le novità di questo ramo della scienza e di offrire 
alle industrie straniere di radio l’occasione di presentare i 
loro prodotti a qualche decina di migliaia di persone che 
visiteranno la mostra. 

Si riscontra attualmente un accentuato movimento radio¬ 
fonico. È evidente che molti amatori si interessano viva¬ 
mente dei progressi tecnici e delle innovazioni radiofoniche 
e sono di conseguenza assidui lettori delle riviste tecniche. 

Allo scopo di offrire ai visitatori dell’esposizione la pos¬ 
sibilità di trovare tutto quello che può avere importanza 
per radiofonia, il Comitato ha allestito uno stand ove sono 
esposti numeri di saggio delle principali riviste tecniche, di 
cui una parte viene distribuita gratuitamente ai visitatori. 
Facciamo notare che anche la «Radio per Tutti» sarà rap¬ 
presentata a questa mostra. 

Dell’esito terremo a suo tempo informati i nostri lettori. 

■ Abbiamo notizia che si sta per costruire una stazione ad 
onda corta da 7 kw. nel Marocco allo scopo di assicurare 
una costante comunicazione con la Francia. La stazione 
sarà in comunicazione con Sainte Assise e la stazione ri¬ 
cevente sarà quella di Villecresne. Si noti che questa sta¬ 
zione non sarà gestita dallo Stato, ma da una Compagnia 
privata e precisamente dalla Compagnie Générale de Télé- 
graphie Sans Fil. 

M Cambiamento di lunghezza d'onda della stazione di To¬ 
losa. — La stazione Radio-Toulose che si riceve benissimo 
anche da noi ha cambiato recentemente lunghezza d’onda : 
essa trasmette ora su 385 metri. 

B Un dottore tedesco è riuscito ad effettuare la diagnosi di 
una malattia agli occhi, mediante una radiofotografia invia¬ 
tagli da Buenos Ayres a Berlino ; mentre un dottore di Ma¬ 
drid ha fatto la diagnosi di una malattia di cuore con l’a¬ 
scolto dei rumori trasmessi a mezzo della radiofonia quando 
l’ammalato si trovava a Buenos Ayres. 

fl Sulla lunghezza d’onda di 30 metri, è stato installata una 
nuova trasmittente serba nei pressi di Belgrado ; il segnale 
è una battuta di metronomo alla frequenza di 50 colpi al 
minuto. Le sue trasmissioni, avvengono tra le ore ventuno 
e le ventidue di ogni lunedì. 

fl In Svezia le stazioni trasmittenti diffondono speciali in¬ 
formazioni destinate ai turisti e specialmente agli automo¬ 
bilisti. Ogni settimana sotto la guida dell’Automobile Club 
Svedese, viene comunicato lo stato delle principali strade. 

S Nel laboratorio Navale di Washington è oggetto di grandi 
studi, la « Skip distance » o distanza di assorbimento, così 
importante per le onde corte. Le distanze medie per la zona 
temperata nord a mezzogiorno, in estate, sono di ; km. 1610, 
km. 966, km. 483, km. 322 per le rispettive lunghezze 
d’onda di m. 16, 21, 32 e 40. In inverno le distanze aumen¬ 
tano .a km. 2173, km. 1175, km. 644 e km. 322. Queste 
distanze sono quelle del mezzogiorno, vale a dire le più de¬ 
boli, ma aumentano regolarmente dal mezzogiorno alla mez¬ 
zanotte e possono raggiungere due o anche tre volte que¬ 
sti valori. 


B Uno scienziato di Giava ha studiato l’influenza delle fasi 
della luna sulle onde elettromagnetiche ; ed è stato da lui ri¬ 
conosciuto che i migliori periodi di ricezione sono i seguenti : 
il primo cioè della luna piena o del primo quarto, il secondo 
della fase senza luna o del terzo quarto. 

■ In Siria su 428 metri di lunghezza d’onda esiste una pic¬ 
cola stazione della scuola tecnica di Beyruth. La sua potenza 
è di 1 kilowatt e il nominativo è : « N Allo lei Section Elec- 
trique des Arts et Métiers de Beyruth Liban ». 

■ La radio in Egitto. — Secondo le notizie pervenuteci da 
alcuni giornali esteri, non si può parlare veramente di radio¬ 
diffusione in Egitto, poiché essa è ridotta alla trasmissione 
di qualche disco di fonografo fatta da alcuni commercianti 
che possiedono un apparecchio trasmittente di ben scarsa 
potenza. 

Gli europei che dimorano in Egitto, dimostrano un certo 
interesse per la radio, ma la stazione più vicina è Stamboul 
in Turchia, distante circa 1300 chilometri. E con tutto questo 
è ritenuta una trasmittente locale. 

Le stazioni maggiormente ascoltate sono : Berlino, Bre- 
slau, Kharkow, Mosca, Napoli, Radio-Paris, Radio-Toulouse, 
Roma e Venezia. Sono usati generalmente apparecchi a gri¬ 
glia-schermo e sono diffusi in buon numero ricevitori spe¬ 
ciali per onde corte. 

Tra gli egiziani moltissimi hanno ben poco interesse per la 
radio. Solo le nuove generazioni che compiono i loro studi 
nelle scuole straniere cominciano a rendersi conto delFim- 
portanza di questa nuova scienza. 

In Egitto è possibile ascoltare le stazioni anche molto lon¬ 
tane, senza il minimo disturbo. A volte però i parassiti ren¬ 
dono la ricezione quasi impossibile, particolarmente nei mon¬ 
taggi che si stendono parallelamente al corso del Nilo. La 
ricezione diventa normale con l’inoltrarsi di qualche centinaio 
di chilometri nel deserto. 

fli Onde corte. — Tra il Giappone e Nauen sono state fatte 
delle prove che dimostrano come le onde di 26 m. con una 
potenza di 2 kilowatts sono più facilmente ricevute di quelle 
di 42 metri con potenza di kw. 7.3. 

Sono riuscite molto bene le esperienze per la trasmissione 
su lunghezza d’onda di 79 m. con potenza di 100 watts tra 
la Nuova Zelanda, le Isole Hawai e le Isole Filippine. 

fli Cose d'America. — Gli Americani hanno voluto trovare 

10 « speaker » più rapido del mondo, cioè quello che parla 
più velocemente dinanzi al microfono. Il concorso è stato 
vinto dallo speaker di Chicago, il quale è arrivato a pronun¬ 
ciare ben 2913 parole in 13 minuti e mezzo, vale a dire con 
una media di 217 parole al minuto. 

B I giornali americani hanno portato la notizia di un ((trust» 
che si costituisce a New York per lo sviluppo commerciale 
della televisione. 

La General Electric, la National Broadcasting e la Radio 
Keith Orpheum, sono l’anima di questo trust al quale hanno 
posto come capo dei lavori tecnici e commerciali il proprie¬ 
tario del (( Roxy » di New York. 

La quasi perfetta sincronizzazione della televisione con la 
trasmissione dei suoni, permette loro di sperare che tra 
breve la diffusione delle commedie o dei fìlms parlanti potrà 
farsi con ogni comodità. Si parla persino di un accordo fra 

11 fìlms in colori e la televisione. 
























4 

ES Una nuova invenzione. — È stato recentemente perfezio¬ 
nato, in uno dei grandi laboratori americani, un nuovo si¬ 
stema radiotecnico per determinare con una certa precisione 
rattezza degli aeroplani in volo. Mediante questo l’aviatore 
può costantemente leggere l’attitudine, fino a mille metri 
circa, e una piccola lampada si accende in colori verde, 
giallo e rosso quando l’apparecchio discende e si avvicina 
al suolo, rispettivamente a 80, 30 o 15 metri. L’apparecchio 
è pure munito di uno strumento che registra l’altezza in 
modo che in qualsiasi momento l’aviatore può vedere a quale 
altezza ha volato. 

L’insieme si compone di un oscillatore che emette delle 
onde riflesse dal sole. Il medesimo apparecchio riceve di 
nuovo le onde hertziane e ne risulta una interferenza che 
varia col variare dell’altezza nell’aeroplano. 

£3 Un grande giornalista americano ha dichiarato in un suo 
articolo, che un solo apparecchio radiofonico in una casa, 
è come un solo libro in una biblioteca. Non che sia neces¬ 
sario averne una collezione, come dei libri, ma come una sola 
automobile non può bastare in una famiglia, perchè non 
è sufficiente ad accontentare ed a trasportare il padre, la 
madre, i figli se questi sono numerosi, così non è possibile 
soddisfare i gusti di tutti i componenti di una famiglia riu¬ 
niti la sera intorno all’altoparlante. 

Quando i genitori vogliono la musica classica, i figlioli vor¬ 
ranno udire il jazz-band ; e quindi è necessario avere due 
apparecchi. Se il costo fosse limitato ! 

SI La lotta contro i parassiti in Cecoslovacchia. — In Ceco¬ 
slovacchia si è pensato che è necessario illuminare gli ascol¬ 
tatori sulla delicata questione dei parassiti e si ricorre ad 
un mezzo originale per la propaganda della lotta intrapresa. 

È stato lanciato in commercio uno speciale disco fonogra¬ 
fico sul quale sono incise le differenti perturbazioni, cau¬ 
sate dagli apparecchi elettrici come l’aspirapolvere, l’appa¬ 
recchio ad alta tensione, apparecchi di medicina, ecc. Un 
libro accompagna il disco e dà tutte le indicazioni necessa¬ 
rie per conoscere ed individuare la causa perturbatrice delle 

audizioni. . . 

Pare che i risultati ottenuti siano molto buoni ed inco¬ 
raggianti. 

Tutti i radio-clubs cecoslovacchi fanno una^ attiva pro¬ 
paganda per dare la maggior diffusione possibile a questi 
dischi. 

ES 11 vescovo di Oslo ha dichiarato che la diffusione delle 
pratiche religiose a mezzo della radio, non ha per nulla di¬ 
minuito lo zelo dei fedeli, ma ha anzi portato un notevole 
aumento di visite nelle chiese. 

B I reclami fatti dall’Ambasciatore tedesco a Mosca, a 
nome del suo Governo e contro il fatto che. venivano tra¬ 
messe delle conferenze di propaganda, in lingua tedesca, 
dalle trasmittenti radiofoniche russe, non hanno avuto alcun 
risultato. Non si può quindi nemmeno sperare di impedire 
che il Governo dei Sovieti sospenda tali pratiche. Esso af¬ 
ferma di avere il diritto di diffondere quanto vuole e nella 
lingua che più gli piace. 

Di tutti i tentativi fatti dalle altre nazioni al .medesimo 
scopo, sembra che soltanto il Governo italiano sia riuscito 
fino ad oggi ad impedire le conferenze di questo genere. 

B II Comitato Tecnico Internazionale di Polizia, riunito a 
Budapest il giorno 27 giugno ultimo scorso, ha discusso 
l’importante ed interessante questione della Radio-Polizia in¬ 
ternazionale. Nella lotta contro una criminalità organizzata e 
che dispone di tutti i mezzi moderni di. locomozione e di 
trasmissione, è stato riconosciuto che l’interesse dei paesi 
vuole una immediata creazione di collegamenti continui ra¬ 
diofonici nel quadro delle reti internazionali. 

Alla seduta erano presenti la Germania, l'Austria, la Fran¬ 
cia, la Jugoslavia, la Cecoslovacchia, l’Olanda, la Polonia, 
tutte concordi nel medesimo punto di vista. 

B II numero dei radioamatori in Danimarca, è continua- 
mente in aumento. Dal dicembra al 30 giugno ultimo scorso, 
la cifra globale deeli abbonati è stata portata da 345 000 a 
374 445 . Su 1000 abitanti della regione 106.6 possiedono ora 
la licenza. 

B II proibizionismo e la radio . — La polizia di New York 
ha scoperto l’esistenza di un grande numero di stazioni se¬ 
grete radiofoniche riservate ai contrabbandi di alcool. 


N. 17.-La Radio per Tutti. 

Questi, mediante le loro speciali trasmissioni, si tenevano 
al corrente delle sorveglianze nei diversi porti per le navi 
cariche d’alcool. Sono state scoperte, sino ad ora, quattro di 
queste stazioni, ma si calcola che esse siano complessiva¬ 
mente in numero di cento, 

B Una grande compagnia di radiofonia tedesca ha munito 
di apparecchi trasmittenti e riceventi molto sensibili i suoi 
bastimenti, per far sì che in caso di disgrazie, il radiotelegra¬ 
fista non abbia più bisogno di aspettare la risposta al suo ri¬ 
chiamo di S. O. S., e che gli basterà di stabilire la comuni¬ 
cazione con la terra, indicare immediatamente la posizione 
della nave e domandare il soccorso. 

Nel Mare del Nord trenta scialuppe sono state equipag¬ 
giate con un apparecchio di telefonia senza fili, in modo 
da eliminare a bordo il telegrafista. Il capitano può essere 
quindi continuamente in comunicazione con la costa senza 
dover dipendere da uno specialista. 

B II Ministero del P. T. T. ha deciso che i telegrammi a ta¬ 
riffa ridotta ed a consegna non urgente, saranno accettati 
nelle relazioni con l’Indocina e la Nuova Caledonia. Nelle 
comunicazioni con l'Indocina le tasse applicabili sono di 
franchi 4.70 per parola ; per la Nuova Caledonia franchi 6.20 
per parola con un minimo di venti parole. 

B Notizie brevi. 

— A Caen si è formata una federazione di radioamatori 
del Nord-Ovest che reclama l’installazione di una stazione 
trasmittente in questa città. 

— A Basilea la nuova stazione inizia le sue trasmissioni 
di prova su una lunghezza d’onda di m. 318.8. 

— Dieci stazioni radiotelegrafìche saranno prossimamente 
installate nel Thibet e nella Mongolia. 

— Su 24 e su 36 metri effettua le sue prove la nuova 
trasmittente di Calcutta. 

— Al Congresso Internazionale del Teatro ad Amburgo, 
è stato deciso di ottenere al più presto possibile un codice 
internazionale di radiodiffusione e l’esclusione di ogni pub¬ 
blicità commerciale. 

— In Finlandia il numero degli abbonati si eleva a 90 232. 

— Con circa 480 lire è possibile avere una comunica¬ 
zione di tre minuti tra Londra e Washington a mezzo della 
radiotelefonia. Tre anni fa in occasione dell’inaugurazione 
di questo servizio, l’importo era di 1400 lire. 

— Prossimamente la Reichspost tedesca porterà la po¬ 
tenza della stazione di Kònigsv/usterhausen a 60 kilowatts an¬ 
tenna. 

— 157 arresti in un mese sono stati effettuati, mercè la 
radio, dalla polizia di Detroit in America. 

— A Lipsia ben 800 vetture delle tranvie elettriche 
sono state munite di dispositivi speciali per evitare la per¬ 
turbazione delle ricezioni radiofoniche ed i risultati ottenuti 
sono stati veramente eccellenti. 

— In Norvegia hanno ottenuto vivo successo presso gli 
scolari, le esperienze effettuate dalla Società Radiofonica, 
per le trasmissioni riservate alle scuole. 

— In Cecoslovacchia gli abbonati muniti di licenza per 
l’ascolto, hanno speciali concessioni nelle stazioni termali 
e negli alberghi. 

— In Inghilterra, i gruppi dei radioamatori sono stati re¬ 
centemente informati che i loro membri possono godere di 
una riduzione del 30 per cento sulle ferrovie. 

— A Budapest si prevede l’installazione di due stazioni 
((relais» della potenza di 10 kilowatts. 

— Radio-Normandia ha installato un auditorio nell’Havre 
che trasmetterà le informazioni ed i concerti alle ore 20.45. 

— La nuova stazione di Basilea (Radio-Basel) inizierà le 
sue esperienze su una lunghezza d’onda di m. 318.8. 

— Vicino a Nizza sorgerà prossimamente una nuova sta¬ 
zione che avrà una potenza di 25 kilowatts e dovrà sosti¬ 
tuire la vecchia tramittente di kw. 1.5. 

— Secondo il giudizio della stampa inglese, dopo la diffu¬ 
sione della radio, in Inghilterra si vende, un grande numero 
di pianoforti ; ciò che prova un maggiore interesse per la 
musica. 



Verso la mèta. 

I congressi sono stati sempre una cosa seriissima, e so¬ 
prattutto utilissima, come sappiamo bene. E difatti, ogni 
volta che un malanno qualsiasi ha 'afflitto l’umanità, coloro 
che si ritengono designati a raddrizzarle le gambe, armati 
della formidabile ((competenza specifica)), si riuniscono a 
congresso, emettono un voto, due voti, una serie di voti, 
secondo la gravità della logorrea da cui possono essere af¬ 
fetti, e risolvono così il problema. Particolare trascurabile : 
l’umanità continua a sorbirsi il suo malanno, e la retorica 
gode nel trovarsi ancora regina. Ciò non toglie che i con¬ 
gressisti siano dei valentuomini, e delle anime pure che 
hanno ancora fiducia in certe panacee. 

Naturalmente, anche intorno alla radio i congressi hanno 
fiorito, e come! Non sempre inutilmente, soprattutto quando 
non hanno dato la tessera di congressista alla retorica, ma 
pure ricadendo di tanto in tanto nel vecchio peccato del « si 
fanno voti ». E che voti ! 

Queste melanconiche riflessioni ce le ha suggerite una 
notizia che abbiamo udita ; e cioè che il Congresso interna¬ 
zionale del Teatro, testé tenutosi ad Amburgo, ha chiesto 
che la radiodiffusione sia sottoposta a regolamenti intema¬ 
zionali, che bandisca del tutto la pubblicità, e che «conti¬ 
nui» a diffondere le grandi verità umane di pace e di col¬ 
laborazione fraterna. A questo punto crediamo che sia stato 
un maligno, burlone ad aggiungere motu proprio al comu¬ 
nicato le parole : ((fra le stazioni». Probabilmente si voleva 
dire : « fra le nazioni ». 

Il voto è bellissimo, e ci eleva «in più spirabil aere». 
Sarebbe ottima cosa predicare la pace e la fratellanza, e con 
ciò si assegnerebbe alla radiodiffusione un compito vera¬ 
mente degno, che per una volta tanto farebbe la trionfante 
civiltà meccanica strumento di quella sua cenerentola di so¬ 
rella che è la civiltà spirituale, per giunta mettendo gen¬ 
tilmente alla porta la réclame, raccapricciante portato dei 
tempi. E ci associeremmo, con la sola riserva che non do¬ 
vrebbe fare da « dicitore » Padre Zappata, e con la sola cu¬ 
riosità di sapere che significhi quel ((continui)), che sembra 
insinuare che si sia già cominciato ; del che non ci eravamo 
accorti. A4a vedete che vuol dire fare i programmi a insalata 
russa! Dopo questo solenne comunicato, che ci immergeva 
in filosofiche quanto idiote e intempestive riflessioni, ecco 
che l’altoparlante si mette a cantare; e comincia irriverente¬ 
mente con uno stornello toscano : « Fior di frumento Io 
di parole n'ho sentite tante — Ma sempre tutte se le porta 
il vento — Fior di frumento ». Quando si dice nascere di¬ 
sgraziati ! . 

Basta; speriamo che qualche cosa produca, il voto del 
Congresso, tanto più che non è la prima aspirazione del ge¬ 
nere. Vedete : la testata del Radio-Times porta le parole 
del Profeta : « E le nazioni parleranno pace alle nazioni » ; 

II povero Isaia, che le pronunciò, finì male, segato a metà 
come una vecchia tavola; ma da quel tempo n’è passata 
d'acqua, sotto i ponti ! Ed è bello ora, per esempio, ve¬ 
dere quella Rivista in mano, mettiamo, ad indiani, irlandesi, 
egiziani, intenti a meditare le parole della testata. 

* * * 

Come, niente réclame! 

Questo, dunque, vorrebbe il congresso? Allora va più in 
là di noi rassegnati, che ci eravamo limitati, ispirandoci alla 
massima del « Se non casti almeno cauti », a chiedere che 
se ne facesse pochina e arida, della réclame. 

No, non va. E quanto a noi confessiamo umilmente che ci 
siamo convertiti. Mutano soltanto i saggi, si sa. Abolire la 
réclame! Tanto varrebbe abolire certi organi (vogliam dire 


periodici) che sapete, o modificare certi programmi, o pren¬ 
dere soltanto dei « dicitori » meno ignoranti. Deve essere 
dunque per forza e soltanto una valle di lacrime, il mondo? 
Proibito ridere? 

E poi, che fonte di cultura si inaridirebbe ! Per esempio, 
chi saprebbe più che G. Rossini, «il celebre autore del 
Barbiere di Siviglia », può essere anche Giacomo Russini? 
Eppure, questo ci ha insegnato testé una « dicitrice ». Chi 
saprebbe che il fulmine è un alto personaggio? Difatti, la 
stessa <( dicitrice » ci fece sapere che il predetto signore, or 
non è molto, trovandosi certamente in giro d’ispezione, «vi¬ 
sitò tutte le stanze del Municipio di Baveno e poi uscì da una 
finestra)) (forse per non mangiare quella minestra). Chi ci 
propinerebbe certe spassosissime papere, che rassomigliano 
maledettamente a quelle delle dattilografe, le quali sono state 
capaci di scrivere carta bollita per carta bollata, e di saltare 
la d nel trascrivere in un verbale la frase sacramentale : 
t( Il Pretore ordina la prova testimoniale»? 

Oh, la réclame! Lasciatecela! E lasciateci tutto il resto, 
al quale abbiamo accennato. Deh ! 

Milano-Torino, per esempio, ci fa da un pezzo una do¬ 
manda imbarazzante quanto imperiosa : « A teatro, fra un 
atto e l’altro, (e sarà anche alla radio, fra un pezzo e l’altro) 
che cosa si gusta?» I radioascoltatori, raccolti intorno al¬ 
l’apparecchio, si guardano come scolaretti colti in fallo; e 
durante la pausa accigliata suggeriscono timidamente : Il 
silenzio? La vista delle belle signore? «Ma che! —- tuona 
la voce. — Si gusta un bitter Zeta ! ». 

Poi viene un altro signore che declama lamentosamente : 

« Sette paia di scarpe ho consumato. — Dì tutto ferro per 
te ritrovare -h* Ma di *** un sol sari a bastato. » E non poter¬ 
gli rispondere : « Noi sette penne abbiamo logorato Di 
tutto acciaio per farvi acchetare — Ma non vogliamo più 
sprecarci il fiato ! ». 

* * * 

Sì, ma non troppi cardi... 

Roma ha avuto belle serate. E fra esse ci è parsa ottima 
quella dedicata alla musica ungherese, dalle nostalgiche ap¬ 
passionate melodie popolari magiare al travolgente Liszt. 

E Budapest, dopo ciò, si cerca più volentieri ancora. Pro¬ 
grammi ed esecuzione interessantissimi, là, trasmissione 
quasi sempre perfetta. E raramente manca musica italiana. 

(( Primarosa », di Pietri, è stata una piccola oasi nel tor¬ 
mentoso deserto dei programmi. Molto bene « L’amico 
Fritz», specialmente la violinata, e la quasi abbandonata 
((Cambiale di matrimonio» (che speriamo sia di Gioacchino 
Rossini, e non di Giacomo Russini), e il Barbiere, dello 
stesso giovane autore. Poi tutta una fioritura : la « Car¬ 
men », (( Madama. Butterfly », il concerto folkloristico diretto 
dal Pedrollo, qualche buona operetta riabilitatrice... Vedete, 
ci contentiamo anche di pochi fiori ; ma se non siamo esi¬ 
genti, vorremmo che non ci si mescolassero troppi cardi 
nè troppi papaveri. 

Anche le conferenze, o le chiacchierate, vanno bene per 
tre quarti, si può dire, almeno da qualche tempo. Lucio Ri¬ 
denti, Carlo Veneziani, Rinaldo Kiifferle... Quest’ultimo in 
una magnifica esaltazione dell’opera di Anfìteatroff, il grande 
infelice scrittore russo, esule. 

Poi Gigi Michelotti ci ha fatto un discorsetto, che m so¬ 
stanza tendeva a farci riconoscere quanto sia difficile con¬ 
tentare tutti nei programmi, giacché chi la vuol cotta e chi 
la vuol cruda. Inutile esemplificare. E se si trattasse di 
fare un programma che dovesse interamente piacere ad ogni 
ascoltatore, sarebbe davvero impossibile. Ma si tratta sem¬ 
plicemente, semplicemente, diciamo, di mettervi le une e le 
altre cose, di « dosarli », insomma, ì programmi; e soprat- 





6 

tutto di curare la scelta anche nelle cosette leggere, e la 
buona esecuzione. 

Insomma, niente musica da giostra ; e niente dischi. 

è * * 

Già, i dischi... 

« Pochi ma buoni », diceva Manzoni di alcuni versi. Dei 
dischi trasmessici si può dire « troppi ma non sempre 
buoni ». 

Non è il caso nè di far la réclame a una « marca », ne di 
dir male di un’altra. Però, i radioascoltatori sanno da sè 
che pensarne, giacché non si tratta addirittura di scegliere fior 
da fiore, ma di distinguere una rosa da una zucca, soltanto. 
Tuttavia anche dischi buoni non bisognerebbe usarne ; o che, 
ci siamo abbonati al grammofono, con l’E. I. A. R. ? e ad 
ogni modo ci sembra che non sia il caso di esaltarcisi troppo, 
come fa qualcuno in quel certo organo che sapete ; di esal¬ 
tarcisi tanto, diciamo, da giungere a consigliare... 

Ebbene, se non l’avete letta, questa, o se non l’andrete 
a leggere, è difficile che ci vogliate credere sulla parola. Il 
sullodato signor qualcuno, infatti, consiglia l’uso dei di¬ 
schi per far passare la paura del temporale. 

Idea peregrina e gentile quant’altra mai. Contro tutti i 
temporali, valgono, i dischi : e valgono a ridare la pace a 
(( donne giovani e meno giovani » (chissà perchè, questa 
distinzione?) le quali, nientemeno, «nascondono la faccia 
sbigottita al terremoto del cielo » (soltanto? e perchè non 
anche all’aeremoto terrestre o al nubifragio vulcanico? Certe 
parzialità!) Bella trovata, proprio. E il medesimo > signore, 
dopo questo filantropico quanto furbo consiglio, si prende 
anche il disturbo di indicare le più adatte novità fonografiche, 
anch’esse non meno peregrine; e fra le principali II Sogno 
del negro, che, nientemeno, « rende un motivo melodico 
breve, che si apre con solennità per terminare», e il «Cor¬ 
teo del Re delle Rane, nel quale si imita « con devozione » 
sapete che? «il saluto granuloso del batrace». Novità, dav¬ 
vero, se si tratta di un motivo che si apre per terminare, 
o di una devota imitazione di un saluto granuloso. Senza 
contare il « dondolìo di motivi », il « garbato pudore che mol¬ 
leggia e fluisce», la «barcarola che non manca allo scopo 
di stendervi sotto lo sguardo una costa di lago». 

Sapete che cosa potrebbe ricordarci, tutto ciò? L’aneddoto 
di quell’imputato del quale il Pubblico Ministero chiedeva la 
condanna a un mese di detenzione, e che dopo l’arringa del 
difensore si buscò dieci anni di reclusione. 

Quale disco ci salverà da questi cataclismi linguistici? 
E chi salverà i dischi da questi loro amatori ? E soprattutto, 
chi salverà gli abbonati da dischi e scrittori? 

* * * 

Kolossal! 

Avrà udito, qualcuno dei nostri... (vediamo : si dice con¬ 
discepoli, si dice correligionari ; dunque, corradioascoltatori) 
qualcuno' dei nostri corradioascoltatori, che non si offenderà 
della brutta parola, quel che hanno saputo fare alla sta¬ 
zione di Lipsia. Un esperimento interessantissimo, inteso a 
insegnare ai radiofìli a identificare i disturbi nella ricezione 
per venire poi al rimedio. Si udiva, per esempio, il rumore 
di un apparecchio medico ad alta frequenza, quello di un 
trolley , quello di un motore, quello di un apparecchio a 
reazione, e parecchi altri ancora. Ogni rumore era indicato 
con un numero; e il radioascoltatore doveva prender nota 
del numero, e poi, quando uno dei rumori veniva ripetuto, 
dire a se stesso quale fosse, prima che venisse annunciato, 
in modo da imparare a distinguere l’uno dall’altro. 

Benissimo; e questo significa prendere le cose sul serio. 
Infatti, con quest’insegnamento radiofonico, non si rischia 
di attribuire un disturbo ad un apparecchio innocente ; e 
il colpevole viene presto identificato. 

Si potrebbe fare anche da noi qualche cosa di simile, pen¬ 
siamo. Non sarà facile ; ma ad ogni modo il peggio verrebbe 
poi, quando cioè fosse giunto il momento di eliminarli, di¬ 
sturbatori. 

* * * 

5, P. (Che potrebbe anche essere : Si può?). 

Ci trascinano pei capelli, a parlarne ; e il caso è grave, 
giacché alcuni tirano a destra, altri a sinistra. Per esempio, 
il simpatico dottore barese N. A., di cui ci siamo già occu¬ 
pati neH’ultimo numero (ancora mille scuse, collega!), pur 
avendo un diavolo per capello contro S. P., ci rimprovera 
di « riaprire continuamente la piaga dolorosa » e ci doman¬ 
da : « Perchè farci arrossire ancora della nostra vergo¬ 


la. 17.-La Radio per Tutti . 

gna?»; altri, come l’Ing. R. B. di Napoli, ci domanda ((il 
perchè dell’improvviso silenzio». Che fare, dunque? Na¬ 
scondere la vergogna dietro le iniziali a indovinello, cre¬ 
diamo, e nello stesso tempo rompere ((l’improvviso si¬ 
lenzio ». 

Aspettavamo curiosamente l’estate per vedere quali ((per¬ 
turbazioni atmosferiche)) potessero ancora stroncare di 
tanto in tanto la parola in gola al ((dicitore)), o facessero 
muggire un tenore e belare un basso. Ma manco a farlo 
apposta non abbiamo mai avuto tanti temporali come in 
questa estate. Quindi, la colpa è sempre delle sullodate 
perturbazioni. Deve essere stata Santa Giovanna, che non 
avrà voluto dir di no a una collega, e avrà «sollecitato 
i provvedimenti del caso », come direbbe il nostro egregio 
collaboratore il Cav. Scorza. Giù, coi temporali giustificatori ! 

Ebbene, accenniamo a qualcuna appena delle proteste. Il 
signor Luigi B., anche lui da Bari (terra focosa!), partendo 
dal dilemma : o è una suineria il mio apparecchio o è una 
suineria concentrata S. P. (che potrebbe anche dire : Super 
Potente), si ribella al continuo ondeggiare fra affievolimenti 
e improvvisi aumenti di potenza, piange sulla sorte di 
Rigoletto, e si imbestialisce perchè la « Moralità in scato¬ 
la )> sia continuamente interrotta, « con grave danno della 
moralità e delle scatole». Il signor Francesco T.% da Fi¬ 
renze, si limita a dire che ha cercato di udire la sinfonia della 
Gazza ladra, e non ha potuto che fare un sobrio comment 
«Gazza ladra!». Il signor Eugenio C., da Milano, il quale 
si rifugia anche lui nelle corna di un dilemma, ed esclama : 
« O siamo tutti sordi rimbecilliti, o... » L’altro corno lo 
abbiamo spezzato noi. ( N. d. R.). 

Insomma, sempre S. P. (Che potrebbe anche essere : 
Santa Pazienza!). Vedremo che succederà ancora. 

*. * & 

Una ribellione ? 

Riceviamo dall’ormai nostro Cavaliere. 

<( Ill.mo Signore, Duoimi farle conoscere con la presente 
che anche io mi sono trovato nella dura necessità di inol¬ 
trare regolare reclamo pel canale del Funzionario compe¬ 
tente in ordine a un inconveniente, quale, a subordinato 
giudizio dello scrivente, sarebbe serio sopratutto per l’Estero 
che sembra stare sempre con le orecchie pronte. La S. V., 
invero, ha tanto protestato per la réclame, che, scusi, mi 
sembrava anche troppo. Ma la réclame ha partorito i recla¬ 
mi. Chiedo venia se mi permetto fare dello spirito, ma è 
cos 

(( Oggetto del mio reclamo è stato che ho sentito una ré¬ 
clame che diceva : Che cosa è il Bel Paese? Siccome tutti 
sappiamo che cosa è, cioè la nostra Patria, il bel paese che 
Appennìn parte, e il mar circonda 1 ? Alpi, tutti certo ci aspet¬ 
tavamo adeguata risposta, e già mi pareva che all’Estero do¬ 
vessero aspettare altresì loro a sentire decantare tutte le no¬ 
stre bellezze. Invece ecco che si risponde : Il bel Paese è il 
formaggio, etcetera, che il tacere è bello. Si figuri la S. V. 
che risate ci avranno fatto sopra all’Estero, Le sembra? Ed 
io ho avanzato reclamo, nella certezza di avere ampia sod¬ 
disfazione. 

(( Però ha sentito che abbiamo avuto in questa quindicina? 
Cose da leccarsi le dita, scusi se dico così. Adesso non si 
potrà più lagnare del programma, che è sempre bellissimo, e 
furoreggia. Per esempio, ha sentito la Duchessa di Chicago, 
che meraviglia, con quel napoletano che pare proprio Scar¬ 
petta? Soltanto che mi hanno avvelenato il piacere alcuni 
giocherelloni, che hanno annunziato la medesima dicendo : 
La duchessa di Cicago. Che scherzi sono questi? È una 
vergogna perchè sentono anche i bambini e le signore. Io 
sono per la morale. 

((Col massimo ossequio 

(( Scorza Cav. Pietro 

F. E. S. (Funzionario Ente Statale) a riposo »*# 

* $ * 

« La radio sui monti ». 

Leggiamo ammirati, da una corrispondenza su un certo or¬ 
gano, che in montagna « non si trova miglior diletto che 
seguire le nubi che vestono e svestono le cime più alte 
piacevolmente folleggiando con esse ». 

Quasi quasi ha ragione il Cav. Scorza. E la morale, che 
ne facciamo? E che c’entra la radio, con questi paraninfi 
delle nuvole? Sembra un colmo, andare in montagna pe' 
non trovare nulla di meglio da fare che assistere allo spet 
tacolo di nubi che folleggiano piacevolmente con le cime 
mentre le vestono e le svestono. 

Non ci sono... cime, a Torino? E che gusto, stare a guar¬ 
dare? 


La Radio per Tutti.- N. 17. 


7 



RESISTENZE PER 


In tutti gli apparecchi moderni le resistenze di alimen¬ 
tazione costituiscono la parte vitale del ricevitore : ba¬ 
sta una resistenza difettosa per mettere fuori uso un 
apparecchio ! 

La SuperRadio ha studiato un nuovo tipo di resistenze, 
per alti carichi, adatto, ad essere impiegato in qual¬ 
siasi apparecchio, anche il più potente. La serie dei 
valori disponibile è la più vasta possibile : qualunque 
valore di resistenza, da 1 ohm a 100 000 ohm, viene 
fabbricato in serie, con una tolleranza normale dal 2 % 
che è la più bassa di tutte le resistenze esistenti. A 


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L. 35.— 11 carico ammissibile in condizioni di sicurezza 
varia da 100 a 7 milliampère, a seconda del valore 
della resistenza ; indicare sempre il carico nelle or¬ 
dinazioni. 

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La Radio per Tutti. - N. 17. 


9 



LA STAZIONE DI ROMA AD ONDA CORTA 


La ricezione ad onda corta, in Italia, non ha mai 
avuto una grande popolarità : nemmeno nelle epoche 
■ del più... feroce dilettantismo, in cui la radio si limi¬ 
tava ad una pratica, diremmo quasi, goliardico-spor- 
tiva, e l’onda corta poteva rappresentare un terreno 
da record. 

La costruzione di un apparecchio ad onda corta non 
presenta delle difficoltà maggiori di quelle offerte da 
un ricevitore normale per onde medie : anzi la strut- 



Schenia dei due aerei della stazione ad onda corta di Roma 
(Prato Smeraldo). A sinistra l'aereo dei 25 m.; a destra quello 
degli 80 m. 


secondo cui attualmente si ha un risveglio in materia 
di onde corte. 

È un breve ritorno, anche, alla corrente continua, 
poiché i ipiù conosciuti schemi — e non sono poi tanti 
— riguardano la corrente continua. Ma anche questo 
è un terreno di conquista per la corrente alternata. Gli 
adattatori ne sono la prova. 

Non è necessario dimostrare che un motivo di grande 
interesse alle onde corte è stato provocato dalla 15 kw. 



Antenne 

<80 


: .* \ 

Sosf. 

\ Feeders/ 


V 

Sos/~. 


l>-< 

\ 



S t e z-t o ne 




Pianta schematica del sistema radiante della stazione ad onda 
corta di Prato Smeraldo. 


tura di un apparecchio per onde al disotto dei cento 
metri è normalmente più semplice dì quella di uno 
degli usuali apparecchi. 

Ma il dilettante non ha mai creduto, sino ad oggi, 
di poter avere, da un apparecchio ad onde corte, una 
somma di benefìci sufficienti a compensare la fatica 
della messa a punto e la spesa per i pezzi, che sono 
più costosi degli altri, per ragioni puramente commer¬ 
ciali. 

Varie sono le opinioni in merito a questa mancata 
volgarizzazione. Noi ci dispensiamo dall ; esprimerne 
una di più, limitandoci a constatare i fatti. 

E fra le constatazioni aggiungiamo quella lusinghiera 


romana recentemente inaugurata e, secondo alcuni, 
già circondata da ottima fama. 

Ci proponiamo perciò di descrivere questa nuova 
diffonditrice italiana ad onda corta, con qualche det¬ 
taglio. 

-X- * * 

Il trasmettitore ad onda corta di Roma è installato 
in località Prato Smeraldo in un fabbricato ad un sol 
piano, a poca distanza dal quale si ergono due torri 
in traliccio di ferro (non controventate), alte 60 metri, 
sorreggenti due antenne sospese (a circa 50 metri di 
distanza Luna dall’altra) ad un cavo d’acciaio opportu- 



T —griglia 


Schema elettrico della Stazione di Prato Smeraldo (Marconi) ad onda corta. 




















































































10 


nameinte isolato, teso fra le due torri. La stazione la¬ 
vora con due lunghezze d’onda : per ciascuna esiste 
un aereo. 

I due aerei ricevono l’energia dal trasmettitore per 
mezzo di due distinte linee di alimentazione (feeder) 
ad A. F. 

L’aereo per l’onda di 80 metri è costituito da un 
semplice filo -metallico verticale di circa 3 mm. di dia¬ 
metro ; l’antenna per l’onda di 25 metri ha una strut¬ 
tura speciale per queste applicazioni. 

La sua forma a greca ha un elevato rendimento di 
radiazioni. Ciò per l’esistenza, lungo il suo sviluppo, 




di cinque semilunghezze di onda che si risommano con 
uniformità. Tale aereo risponde alle speciali esigenze 
della buona trasmissione a onda corta. 

Lo schema è realizzato secondo la modulazione di 
potenza, cioè sovrapposizione diretta dell’energia ad 
alta frequenza sull’ultimo stadio di potenza (15 kw.). 

Si hanno due distinti pannelli oscillanti, per l’onda 
di 25 metri, e per l’onda di 80 metri ; ciascuno di detti 
pannelli può erogare un’onda portante della potenza 
di circa 1 kw. 

I pannelli oscillatori comprendono progressivamente 
i seguenti complessi : 

1) Oscillatore pilota a valvola che assicura la co¬ 
stanza della frequenza generata. Si assicura una sta¬ 
bilità superiore a quella ottenuta col quarzo. 


N. 1 7,-La Radio per Tutti , 

La frequenza fondamentale viene prima raddoppiata 
(seconda armonica) indi triplicata (terza armonica) sino 
all’onda normale di lavoro. 

2) 'Primo stadio amplificatore ad alta frequenza a 
ponte, provvisto di una valvola da 400 watt. 

3) Secondo stadio amplificatore ad alta frequenza 
costituito da un circuito neutralizzato a ponte, provvi¬ 
sto di una valvola da 400 watt. 

4) Terzo ed ultimo stadio amplificatore ad alta fre¬ 
quenza costituito da due valvole da 1 kw. ciascuna 
montate in circuito push-pull, neutralizzato. 




A sinistra. In alto ; Le antenne ed il fabbricato della nuova ra- 
diodiffonditriee italiana ad onde corte ; in basso : I pannelli ad 
alta frequenza. A destra. In alto: I pannelli dell'alimentazione; 
in basso: Sala macchine (prospetto di una parte). 


■t % f 

Tutte le valvole del pannello oscillatore sono a raf¬ 
freddamento normale in aria, e sono alimentate con 1 
varie tensioni sino ad un massimo di 4000 volta. Del 
resto è noto che per onda corta non è prudente avere 
delle tensioni troppo elevate per non compremettere 
la vita delle valvole. 

Di fianco a questi due pannelli oscillato-ri è instal¬ 
lato un pannello amplificatore dell’alta frequenza com¬ 
prendente due valvole da 10 kw. ciascuna, ad anodo 
raffreddato con circolazione di petrolio ; esse sono bi¬ 
lanciate (push-pull) e neutralizzate. 

Questo pannello di potenza serve sia per Fonda di 
25 metri sia per quella di 80 metri ; è infatti previsto 


11 


La Radio per Tutti.- N. 17. 

un dispositivo per il cambiamento rapido della sintonia 
dei vari circuiti in armonica per le due onde. 

Sono interessantissimi i particolari costruttivi del¬ 
l’accoppiamento di ciascuno stadio finale di potenza con 
la propria linea di trasmissione e l’accoppiamento della 
linea stessa con l’antenna rispettiva. 

La linea di trasmissione all’antenna che ha nn’im- 



Schema deiralimentazione delle antenne. 

pedenza caratteristica per le frequenze adattate (75 
ohm) è costituita di un tubo di rame di circa 10 cm. di 
diametro sull’asse del quale è disposto un conduttore 
tubolare che trasmette l’energia ad alta frequenza. Il 
tubo esterno è messo a terra. 

Al pannello amplificatore di potenza è elettricamente 
accoppiato, secondo il classico sistema Heising (di 
modulazione a corrente costante) il pannello modula- 


stribuzione costruita appositamente nei pressi della sta¬ 
zione; il circuito (esafase ottenuto con tre monofasi in¬ 
seriti a triangolo su un sistema trifase) è rappresen¬ 
tato schematicamente nella figura; vengono usati 12 
diodi a vuoto spinto accoppiati a due a due in paral¬ 
lelo. La corrente rettificata viene poi filtrata opportu¬ 
namente attraverso un sistema di condensatori (10 MF) 
ed impedenze (10 Henry). 

Un regolatore automatico^ ad induzione provvede a 
mantenere costante la tensione d’alimentazione del rad- 
drizzatore anche con variazioni del 5 per cento. I pan¬ 
nelli sono contenuti in un’ampia e luminosa sala cen¬ 
trale. In una sala attigua sono installati : il quadro di 
manovra e regolazione di tutto l’impianto, ed i gene¬ 
ratori per le tensioni di filamento e griglia delle varie 
valvole; in un’altra sala sono sistemati tutti i disposi¬ 
tivi di raffreddamento dell’acqua e del petrolio circo¬ 
lanti nelle camicie anodiche delle varie valvole. 

# * * 

Il problema dell’energia elettrica è stato studiato in 
modo da avere, per quanto possibile, la sicurezza della 
continuità del servizio per entrambe le stazioni da 
50 kw e da 10 kw. 

La fornitura di energia a 500 kw. avviene nel modo 
seguente: una linea di trasporto a 25.000 volta, co¬ 
struita appositamente, collega la cabina di distribuzione 




• Schemi dell'amplificatore intermedio 



(a sinistra) e finale (a destra). 


tore con due valvole raffreddate ad acqua ed accop¬ 
piate in parallelo; l’impedenza di modulazione è 10 
Henry (due elementi da 5 H in serie). Le due valvole 
sono precedute da una premodulatrice il cui circuito 
di griglia è collegato all’amplificatore terminale del 
cavo musicale proveniente dagli studi della Capitale. 

I quattro pannelli sono disposti nella stessa sala se¬ 
condo quest’ordine (da sinistra a destra): amplifica¬ 
tore di potenza, oscillatore su 25 metri, oscillatore su 
80 metri, modulatore. 

La tensione anodica di 10.000 volta per i pannelli 
di potenza è ottenuta mediante raddrizzamento diretto 
della corrente alternata (a 45 periodi) alimentante l’in¬ 
tero trasmettitore, e proveniente da una cabina di di¬ 


di Santa Palomba col centro di S. Paolo della Società 
Elettricità e Gas. Da questa linea si può avere energia 
proveniente dalle Centrali idriche di Terni o Tivoli o 
da quella termica di S. Paolo. 

Una linea della Società Laziale di Elettricità che for¬ 
nisce energia ai Castelli Romani, proveniente da Ciam- 
pino, costituisce la riserva. 

‘L’impianto di distribuzione di energia elettrica è 
completato dalle linee di collegamento fra la cabina di 
Santa Palomba e quella di Prato Smeraldo. 

Il percorso delle linee di distribuzione di energia 
elettrica nella zona compresa nel raggio di 1 km. dalle 
due stazioni trasmittenti è in cavo sotterraneo. 

Le linee telefoniche musicali di collegamento fra i 



KORTING 

Il trasformatore che è veramente ottimo 













































































12 


N. 1 7.'La Radio per Tutti. 


gogò/ 1 kaBO/J 


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T , »_, >—1— -- - —T " iQQQQ. 





5H 


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Kmo) kffir 


5H 


SMF 


+ IOO0O 

Volt. 


S££& 


fW5\ 


Schema elettrico dell’alimentatore da ioooo V. 


trasmettitori e le sale di trasmissione di Roma, sono in 
cavo aereo sottopiombo armato con nastro di ferro a 4 
circuiti sorretto da corda d’acciaio posta su palificazio¬ 
ne in legno. Anche questa linea negli ultimi due chilo¬ 
metri, verso la stazione, è in cavo sotterraneo. 

* * 

L’onda di Roma costituisce, con la stazione inglese 


di Chelmsford, quella tedesca di Zeesen e quella olan¬ 
dese di Eindhoven, un potente centro europeo di ra¬ 
diodiffusioni internazionali, e servirà a portare idio¬ 
ma gentile nelle più lontane terre del globo. 

Siamo informati che si stanno attualmente eseguen¬ 
do prove di ritrasmissione dalle stazioni americane 
della National Broadcasting Co. dei programmi italiani 
ricevuti dalla stazione ad onda corta di Roma. 

è- b a. 


ALCUNE STATISTICHE DELLA RADIOFONIA NEL BELGIO 


Secondo le notizie emanate da una rivista radiofo¬ 
nica belga, il numero dei radioamatori in quel paese 
si aggira sulla cifra di 220.000 abbonati muniti di li¬ 
cenza; ma le indicazioni date alla Camera ed al Senato, 
in occasione della nuova legge sulla radio, fanno risul¬ 
tare che il vero numero di ascoltatori o proprietari cu 
apparecchi riceventi supera di molto il milione e due- 
centocinquantamila. Questo in rapporto alla popolazio¬ 
ne del'paese. 

Per quanto riguarda la fabbricazione delle valvole, 
essa è quasi trascurata, poiché è 1’importazione che 
supplisce ad ogni bisogno. Infatti sono conosciute le 
seguenti cifre : 

Nel 1928 furono importati 15.800 chilogrammi 
(peso netto) di valvole per un valore dichiarato u 
12.587.000 franchi; nel 1929: 19.500 chilogrammi 
iper un valore di 16.628.000 franchi. 

Calcolando il peso medio delle valvole in 40 grammi 
netti, Timportazione del 1929 corrisponde alla cifra di 
4.875.000 valvole. 

Sui 19.500 chilogrammi importati nel 1929, 15.200 
chilogrammi venivano dall’Olanda, 2000 chilogrammi 
dalla Francia e 2300 chilogrammi dagli altri paesi. 
Ancora l’anno scorso, quindi, l’importazione olandese 
raggiungeva il 78 % delle valvole introdotte nel Belgio. 

Si può pertanto calcolare che il consumo delle val¬ 
vole nel Belgio supera i 4 milioni e mezzo all’anno. 

■Circa gli apparecchi ricevitori, non è possibile de¬ 
terminarne con esattezza il numero, perchè l’importa¬ 
zione non è ancora così considerevole e gli apparecchi 
sono costruiti massimamente sul posto. I costruttori 
amatori sono in gran numero e certamente il 75 % 
degli apparecchi sono di fabbricazione privata. D’altra 


parte moltissimi apparecchi in uso sono di vecchia data 
o comunque non -costruiti ora, ed è imipossibile stabi¬ 
lire un giusto rapporto tra il numero degli ascoltatori 
e quello degli apparecchi venduti. 

D’altra parte, i «fabbricanti non vogliono pronunciarsi 
facendosi schermo del loro segreto professionale. 

L’importazione degli apparecchi ed accessori è sog¬ 
getta ad una tassa, ma nella statistica essi fanno parte 
degli apparecchi telefonici, telegrafici e loro accessori. 

Le cifre indicate da questa tassa non permottono di 
stabilire con precisione l’importazione ma, con tutto 
ciò, ripetiamo a titolo d’informazione le seguenti sta¬ 
tistiche : 

nel 1929, 476.800 chilogrammi per un valore di¬ 
chiarato di 68.161.000 franchi; dei 204.700 chilo¬ 
grammi importati nel 1928, 63.700 provennero dalla 
Germania, per un valore di 7 milioni e 657.000 fran¬ 
chi; nel 1929 dalla Germania pervennero 168.700 chi¬ 
logrammi, per un valore di 18.663.000 franchi. 

Tutto il resto del materiale importato è suddiviso tra 
gli altri paesi d’Europa. 

A confronto di questi dati statistici possiamo dare 
alcune notizie sulle cifre dell’industria radiofonica ne¬ 
gli Stati Uniti. Il Dipartimento del Commercio negli 
Stati Uniti comunica che, nel 1929, .10.455 negozianti 
in materiali ed apparecchi radiofonici, hanno fatto col¬ 
lettivamente una cifra d’affari di 135.845,635 doli. 
Essi hanno venduto 35.197 apparecchi riceventi in 
funzione su batterie e 862.599 apparecchi alimentati 
in corrente alternata. • . 

E bisogna calcolare che questi 10.455 commercianti 
sono circa la quarta parte del numero esistente ora ne¬ 
gli Stati Uniti. 


La Radio per Tutti. - N. 17. 


13 


IL LABORATORIO DEL PROFESSIONISTA 


Abbiamo iniziato recentemente una guida pratica 
per la ricerca e la riparazione' degli apparecchi rice¬ 
venti, guida che continueremo sino a completarla. 
Diamo ora il primo di una serie di articoli, destinati ad 
illustrare gli strumenti di cui è necessario provvedersi , 
se si desidera essere in grado di risolvere tutti i pro¬ 
blemi che si possono presentare sia nella ricerca di un 
guasto, sia nella costruzione o nello studio degli appa¬ 
recchi riceventi. 

Vi sono alcuni strumenti di cui lo sperimentatore o 
il professionista radiotecnico non può fare a meno : 
tali strumenti sono di solito costosi, specialmente se 
consentono l’impiego in casi disparati. 

Lo scopo di questi articoli è quello d’indicare come 
si possa, partendo da uno solo o da pochi strumenti, 
moltiplicare le loro possibilità d’impiego, rendendoli 
adatti a tutte le ricerche che possano essere necessarie 
nella pratica quotidiana. 

Lo strumento di cui oggi ci occuperemo potrebbe 
sembrare superfluo o quanto meno non indispensabile, 
a prima vista, poiché serve solo alla misura delle re¬ 
sistenze ohmiche : abbiamo invece dato la preferenza 
alla descrizione di un ponte di Wheatstone, perchè 
la possibilità di costruire resistenze di valore preciso 
è la base pei’ moltiplicare le possibilità d’impiego di 
uno strumento di misura. 

Il ponte di Wheatstone, con le modificazioni che in¬ 
dicheremo, consente pure la misura delle capacità e 
delle induttanze ; esso è inoltre utilissimo nella ricerca 
dei guasti degli apparecchi riceventi, specie se in alter¬ 
nata, perchè permette di accertarsi del valore delle re¬ 
sistenze che entrano a far parte del circuito, e di ri¬ 
produrle esattamente, ove fossero deteriorate. 

Il principio del ponte di Wheatstone è estremamente 
semplice : se si collegano quattro resistenze come a 
fìg. 1, e se si dispone su una diagonale del ponte 
una pila, sull’altra uno strumento di misura sensibile, 
si osserva che lo strumento di'misura non indica pas¬ 
saggio di corrente quando le quattro resistenze sono 
nel seguente rapporto : 

RI : R 2 = R 3 : R 4 

Daremo una semplice dimostrazione di quanto abbiamo 
affermato. 

Perchè lo strumento di misura inserito fra ì punti 
a e b non dia segno di passaggio di corrente, occorre 
che fra i due punti esista differenza di potenziale. 

La batteria intercalata fra i punti c e d darà luogo a 
un passaggio di corrente nelle resistenze; precisa- 
mente, la corrente si dividerà in due rami, uno dei 
quali attraverso le resistenze R 1 ed R 2, l’altro attra¬ 
verso'le resistenze R 3 ed R 4. Avremo quindi una 
caduta di tensione attraverso le resistenze, caduta di 
tensione che dipende, per la legge di ohm, dal valore 
della corrente e della resistenza, cioè è data dal pro¬ 
dotto della corrente in ampère per la resistenza in 
ohm: E=RI, essendo E la differenza di potenziale in 
volta, R la resistenza in ohm, I la corrente in ampère. 

Sarà sufficiente, perchè lo strumento di misura non 
dia indicazioni di corrente, che la caduta attraverso la 
resistenza R 1 sia eguale a quella attraverso.la resi¬ 
stenza R 3 ; risulta da questo che anche le cadute at¬ 
traverso le resistenze R 2 ed R 4 dovranno essere 

Potremo esprimere tali condizioni, scrivendo che 
E 1 = E 3 ; E 2 = E 4, chiamando con E 1 la caduta at¬ 
traverso la resistenza R 1, ecc. 

Poiché, per la legge di Ohm, la caduta può essere 


espressa dal prodotto della resistenza per la corrente 
che l’attraversa, e poiché le correnti che passano at¬ 
traverso le resistenze Ri ed R 2 sono eguali fra di 
loro, come sono pure eguali le correnti attraverso 
R 3 ed R 4, chiamando I 1 la prima corrente, 12 la 
seconda avremo : 

E1 = E3 ; E2=E4 
che potremo scrivere : 

Il x RI = 12 x R3 ; Il x R2 = I2 x R4 

Dividendo la prima eguaglianza per la seconda si avrà 
l’eliminazione delle due correnti, che si troveranno sia 
al numeratore che al denominatore; resteranno quindi 
le sole resistenze, cioè 

Rl/R2 = R3/R4 

come appunto avevamo enunciato. Tale proprietà del 
circuito a fìg. 1 viene sfruttata nel ponte di \7heat- 
stone; è infatti possibile determinare il valore di una 
qualsiasi resistenza, quando è noto, il valore delie altre 
tre : supponendo incognita la resistenza R3, avremo 
che essa è data dalla formula seguente : 

R3 = R1/R2 x R4 

Come si vede, non è neppure necessario conoscere 
esattamente le resistenze RI ed R2, essendo sufficiente 
la conoscenza del loro rapporto. 

Nella disposizione pratica del ponte, le resistenze 
RI ed R2 sono due resistenze fìsse o variabili, di cui 
si conosce il valore o il rapporto ; la resistenza R 4 
è costituita da una cassetta di resistenze, disposte in 
modo da poter variare il valore della resistenza con 
continuità, mentre la resistenza R3 è la resistenza da 
misurare. La batteria B è di pochi volta (due c quat¬ 
tro) mentre lo strumento G può essere un galvano- 
metro più o meno sensibile, secondo la precisione che 
si vuol raggiungere nelle misure. _ 

Non è necessario che la cassetta di resistenze K4 
abbia un valore massimo molto grande; è infatti pos¬ 
sibile scegliere il rapporto fra Ri ed R2 in modo tale 
da far cadere il valore di R4 nei limiti di cui si di¬ 
spone. 

Una cassetta di resistenze munita di quattro decadi, 
per le unità, le decime, le centinaia e le migliaia di 
ohm, e perfettamente sufficiente, poiché permette di 
eseguire misure della massima precisione fra circa un 
centesimo di ohm e dieci megaohm. 

La cassetta di resistenze può essere costituita in due 
modi: o con resistenze collegate in serie e disposte 
in modo da poter essere messe in corto circuito me¬ 
diante una spina,oppure con resistenze collegate a 
bottoni di contatto su cui scorre un cursore. Nel primo 
caso, si avranno le seguenti resistenze : 

I - 2 - 3 - 4 - 10 - 20 - 30 - 40 - 100 - 200 - 

300 - 400 - 1000 - 2000 - 3000 - 4000 

mentre nel secondo caso ogni cursore potrà scorrere su 
dieci resistenze, rispettivamente di un ohm, dieci 
ohm, cento ohm, mille ohm. Un estremo della cas¬ 
setta di resistenze è collegata al primo bottone di con¬ 
tatto, a cui è pure collegata ’a prima resistenza da un 
ohm’; tutte le altre resistenze sono collegate fra i suc¬ 
cessivi bottoni di contatto, che saranno in tutto undici. 
La manopola col cursore sarà invece collegata al primo 
degli undici bottoni della seconda decade, che con¬ 
terrà, disposte nello stesso modo, le resistenze da 
10 ohm, e così di seguito per tutte le decadi. 

II primo sistema, con le resistenze cortocircuitabili, 
è quello più economico, poiché permette di ottenere 





















































14 


tutti i valori di resistenza da 1 a 11110 ohm con sole 
16 resistenze, mentre il secondo sistema ne richiede 
quaranta. Ognuno potrà scegliere il sistema che pre¬ 
ferisce, dato che sia l’uno che l’altro danno risultati 
identici, nell’uso pratico; l’unico vantaggio del se¬ 
condo è quello di una maggior 'facilità di lettura, che 
si ricava direttamente leggendo il inumerò d brenne 
dei bottoni su cui sono 'fermi i cursori, mentre col si¬ 
stema precedente occorre sommare le resistenze di cui 
si sono tolte le spine. 

Solo se il ponte dovrà servire a misure che richie¬ 
dano una certa precisione, cioè alla costruzione di resi¬ 
stenze in serie o in parallelo per strumenti di misura, 
alla costruzione di resistenze da impiegarsi per il rap¬ 
porto nell’altro ramo del ponte, ecc., occorrerà che le 
resistenze della cassetta siano il più possibile accurate. 

In questi articoli, supporremo che le resistenze della 
cassetta, come pure quelle impiegate nel rapporto, 
siano tarate al 2 per mille, e che se ne conosca esat¬ 
tamente il valore, in modo da poter calcolare con la 
maggior accuratezza le resistenze che lo richiedessero. 

I RAPPORTI. 

Mediante l’opportuna scelta dei rapporti fra le resi¬ 
stenze RI ed R2, si possono eseguire, con la cassetta 
di resistenze di circa 11.000 ohm di valore massimo, 
misure che vanno dal centesimo di ohm ai 5 megaohm. 
Sarebbe naturalmente possibile estendere ancora la 
gamma delle misure, ove ciò fosse necessario, ma 
riteniamo che l’estensione da noi indicata sia perfetta¬ 
mente sufficiente, in tutti i casi che possono presen¬ 
tarsi ; inoltre, sarebbe mutile spingere l’estensione 
delle misure senza disporre di uno strumento di misura 
molto sensibile e quindi costoso. 

Dato che la cassetta di resistenze ha un valore mi¬ 
nimo di un ohm e massimo di circa undicimila ohm, i 
rapporti dovranno variare da 0,01 a 500 : si dovranno 
cioè poter moltiplicare le resistenze lette sulla cas¬ 
setta per un centesimo o per 500, nei casi estremi. 
Sono inoltre comodi rapporti eguali a 10, 100, per le 
misure di resistenze rispettivamente sino a 100.000, 
1.000.000 ohm e il rapporto 0.1 per le misure di re¬ 
sistenze sino a 1000 ohm. 

Tutti questi rapporti si possono realizzare assegnan¬ 
do ad RI i valori 100, 10.000, 50.000 ohm e ad 
R2 i valori lOOf^lOOO, 10.000 ohm : disponendo le 
resistenze come indicato qui sotto, si possono realiz¬ 
zare i vari rapporti. 

Rx IOO IOO 10.000 10.000 10.000 50.000 

R 2 10.000 IOOO IO/ÒOO 1.000 IOO *0 

Rapporto I h,oi 0,1 i io ioo 500 

Le cifre che indicano i rapporti indicano anche, in 
ohm, l’accuratezza delle misure che si eseguiscono, non 
tenendo conto dell’approssimazione delle resistenze: 
per esempio, una misura eseguita col rapporto 0.01 
è precisa con l’approssimazione al centesimo di ohm, 
una misura eseguita col rapporto 500 è precisa -con 
l’approssimazione di 500 ohm, ecc. 

Tutte le resistenze che entrano a far parte del ponte 
dovranno essere avvolte in filo e non induttive. 

Lo STRUMENTO DI MISURA. 

Lo strumento di misura più adatto è un galvonome- 
tro a perni, con zero centrale e di discreta sensibilità. 
L’accuratezza delle misure eseguibili dipende, come 
è naturale, dalla sensibilità dello- strumento; è tuttavia 
sufficiente impiegare un miìliamperometro con. zero 
centrale e con una scala che si estenda da ogni lato 
per 0,25 milliampère. Abbiamo trovato ottimo, per gli 
usi correnti, un galvanometro costruito dalla Casa 
Goessen. 

Vi sono in commercio galvanometri speciali per pon¬ 
te di Wheatstone, molto sensibili ; essi hanno una scala 
ristretta, divisa in dieci gradazioni per parte. Poiché 


N. 17.-La Radio per Tutti . 

le misure si eseguiscono osservando solo la condizione 
di riposo dello strumento, cioè la posizione centrale 
della lancetta, non è necessario che lo strumento sia 
esattamente tarato. Il dilettante abile potrà quindi co¬ 
struirsi da sè un galvanometro, come è stato indicato 
anche su questa Rivista, dato che la maggior difficoltà, 
quella della taratura, è eliminata. 

Disposizione pratica del ponte. 

Il ponte si può costruire sia con elementi separati, 
sia in un blocco unico. Preferiremo la prima disposi¬ 
zione, che è la più comoda e che consente di adoperare 
anche i singoli elementi. 

Per semplicità di -cose, la cassetta di resistenze sarà 
costituita da quattro decadi di resistenze inseribili a 
spina dei seguenti valori : 

1. 2, 3, 4 ohm 

10, 20, 30, 40 ohm 

100, 200, 300, 400 ohm 

1000, 2000, 3000, 4000 ohm 

La resistenza totale della cassetta è di 11.110 ohm. 

Si taglierà una tavoletta di ebanite di.cm. 29x 10, 
che si forerà come è indicato a fìg. 2; i fori saranno 
disposti alternativamente a due centimetri e a un cen¬ 
timetro di distanza uno dall’altro, e dovranno essere 
sufficientemente larghi da potervi introdurre una co¬ 
mune boccola per spina. Le boccole saranno in totale 
34, cioè due per ogni resistenza, più due per i: colle¬ 
gamento della cassetta al resto del ponte. 

Dopo aver montato le boccole, che saranno prefe¬ 
ribilmente del tipo con foro per introdurvi il filo di 
collegamento, fissato con saldatura, si disporranno le 
resistenze. La resistenza da un ohm va collegata fra la 
seconda e la terza boccola, quella da due ohm -fra la 
terza e la quarta, ecc. sino a esaurire le boccole della 
prima fila ; nella seconda fila, partendo dalla destra, si 
collegherà prima la resistenza da 100 ohm, quindi 
quella da 200 ohm ecc. sino alla resistenza da 4000 
ohm. Le resistenze vanno sempre collegate fra le boc¬ 
cole a due centimetri di distanza, mentre le boccole 
a un centimetro di distanza si collegheranno -fra di 
loro. Lo schema dei collegamenti da eseguire è quello 
a fìg. 2. 

Il resto dello strumento viene montato su una ta¬ 
voletta di ebanite di em. 25 x 15. Si praticheranno 
nella tavoletta i fori indicati a fìg. 3 e vi si monte¬ 
ranno altrettante spine, fuorché in B, dove va mon¬ 
tato un interruttore a pressione, di tipo qualsiasi (ot¬ 
timo un comune bottone da campanelli, -che si smonta 
e si rimonta sulla parte inferiore della tavoletta). 

Le sei resistenze che costituiscono i rapporti del 
ponte vengono collegate al loro posto, secondo le in¬ 
dicazioni di fìg. 3 mentre le varie boccole sono col" 
legate fra di loro-come è segnato nella stessa figura. 

I due estremi del bottone interruttore sono indicati 
sullo schema con due circoletti, accantò al fero se¬ 
gnato B. 

Le resistenze ed i collegamentr, sia del ponte che 
della cassetta di resistenze, vanno eseguiti sulla faccia 
inferiore delle tavolette di ebanite; la faccia supe¬ 
riore dovrà portare solo le boccole e il bottone in¬ 
terruttore. 

Terminato il montaggio, si avviteranno le due ta¬ 
volette a due cassette di dimensioni adatte e i singoli 
elementi si collegheranno fra di loro. Alle spine se¬ 
gnate P si collegherà una pila di quattro volta (è suffi¬ 
ciente una comune piletta per lampade tascabili); il 
galvanometro- si collega in G, mentre la cassetta viene 
posta in R4. Tutti i collegamenti vanno eseguiti con 
filo -corto e grosso, preferibilmente treccia flessibile, e 
terminati -con due spine di buona qualità, che facciano 
ottimo contatto con le boccole in cui vengono introdotte. 

II ponte -è ora pronto a funzionare. 


La Radio per Tatti. - N. 17. 

Uso del ponte. 

Con la disposizione che abbiamo adottato-, è pos¬ 
sibile controllare immediatamente se il ponte funziona 
e l’accuratezza delle misure eseguibili. 

Si chiuderan-o, mediante cavallotti di corto circuito 
che si trovano facilmente in commercio o mediante 
spine doppie, con le due spine collegati in corto cir¬ 
cuito, tutte le resistenze del ponte, e si inserirà la 
resistenza di 50.000 ohm in RI, quella di 10.000 ohm 
in R2, sempre mediante cavallotti o spine doppie in¬ 
serite 'fra la boccola 0 e la la boccola 3 di RI e fra la 
■boccola 0 e la boccola 3 di R2. Si sarà così preparato il 
ponte -con un rapporto eguale a 5 : sarà -cioè neces¬ 
sario moltiplicare per cinque le letture della cassetta 
di resistenze, per avere il valore della resistenza K3 
che si vuol misurare. 

Si collegherà quindi la boccola 2 di R3 con la boc¬ 
cola 2 di R2 : così facendo, si sarà collegata una resi¬ 
stenza di 10.000 ohm al pesto di R3, poiché uno 
degli estremi della resistenza è già collegato alla boc¬ 
cola X di R3. 

Si toglierà la spina della cassetta di resistenze cor¬ 
rispondente alla resistenza di 2000 ohm e si premerà il 
bottone B, chiudendo così il circuito della pila: Lago- 
dei galvanometro dovrà restare immobile. Infatti, mol¬ 
tiplicando il valore della cassetta di resistenze, che è 
di 2000 ohm poiché la sola resistenza di 2000 ohm è 
in circuito, -dato- che tutte le altre sono escluse dalle 
spine doppie inserite, per il rapporto del ponte che è 
uguale a 5, si hanno appunto 10.000 ohm, valore della 
resistenza inserita in R3. 

Se Lago del galvanometro, invece di restare per¬ 
fettamente immobile quando si preme il bottone L, si 
sposta leggermente, significa che le resistenze non 
sono esattamente tarate: in questo -caso si toglierà 
dalla cassetta la spina che cortocircuita la resistenza 
di un ohm : se la deviazione diminuisce, si -continue¬ 
ranno a togliere spine dalla cassetta, sino ad avere 
l’ago -del galvanometro sulla posizione centrale, se la 
deviazione invece aumenta si realizza sulla cassetta 
una resistenza di 2000 ohm e togliendo invece -quelle 
che corrispondono- alle spine di 1000, 400, 300, 200, 
40, 30, 20, 4, 3, 2 ohm : si avrà in totale una resi¬ 
stenza di 1999 ohm, data appunto- dalla somma delle 
resistenze di cui si sono tolte le spine; se l’ago del 
galvanometro non è ancora perfettamente in centro, si 
chiude la spina di 2 ohm, e così di seguito, sino- a che 
non è possibile -osservare alcun movimento dell’ago 
quando si preme o si lascia il bottone. 

Supponiamo che l’equilibrio si sia osservato per un 
valore della cassetta eguale a 1998 ohm: il valore 
della resistenza di diecimila ohm sarà invece di .1998 
moltiplicato per 5 '(rapporto delle resistenze RI ed 
R2) cioè 9990 ohm : la resistenza sarà cioè appros¬ 
simata a 10 ohm su 10.000, cioè 1 per mille. 

Si potranno eseguire altre misure di controllo, co-ì- 
legando invece della resistenza da 10.000 ohm in R3, 
quella da 100 ohm e realizzando il rapporto 1, pren¬ 
dendo sia su RI che su R2 la resistenza da 10.000 
ohm : la cassetta di resistenze dovrà avere un valore 
di 100 ohm, perchè il ponte sia in equilibrio. 

Allo scopo di n-o-n consumare troppa corrente della 
batteria, si dovrà fare attenzione che.ognuno dei due 
rami del ponte abbia sempre una resistenza sufficien¬ 
temente elevata, cioè che la somma delle resistenze di 
RI e R2 e quella di R3 ed R4 sia sempre elevata. Per 
le varie gamme di misura si useranno quindi i rap¬ 
porti indicati dalla tabella seguente : 


o,i a too ohm 

rapporto 

rQ ,'01 

Ri 

= 100 

R2 

= 10.000 

ioo a iooo 

« 

0,1 . 

» 

IOOO 

» 

70.000 

iooo a io.ooo 

)> 

I 

» 

TO'.OQO 

» 

’ 20.000 

io.ooo a ioo.ooo 

» 

id 

» 

10.000 

« 

1.000 

iog.ooo a T.eoo.ooo 

» 

IOO 

» 

10.000 

» 

.100 

i.ooo.ooo a 5.000.00C 

i » 

500 

» 

50.000 

» 

IOO 


Io 

fifl) Speciale precauzione si dovrà osservare nèlle mi¬ 
sure da 0,01 a 10 ohm, col rapporto 0,01, per non 
esaurire la pila; si premerà il bottone solo per un 
istante evitando di tenerlo- abbassato. 

Per le misure superiori a 100.000 ohm si può ele¬ 
vare il valore della batteria sino a circa 50 volta, alio 
scopo di ottenere letture più precise. 

Sarà bene incidere sulle singole resistenze il loro 
valore, o incollarvi un cartellino col valore segnato ; si 
preparerà anche una tabella con l’indicazione dei va¬ 
lori da dare a iR 1 e a R2 per le varie gamme di mi¬ 
sure, segnandovi anche i coefficienti per cui vanno 
moltiplicate le letture della cassetta dì resistenza. 

Calcolo della approssimazione. 

Potrà essere interessante, in alcuni casi, conoscere 
esattamente l’approssimazione che si ottiene nelle mi¬ 
sure che si eseguiscono o l’approssimazione fra la re¬ 
sistenza misurata e. la resistenza segnata. 

Supponendo che tutte le resistenze siano tarate al 
2 per mille, avremo un errore nella cassetta di resi¬ 
stenze del due per mille; se anche le resistenze dei 
rapporti sono al 2 per mille, e supponendo il caso più 
sfavorevole, cioè un errore in più per le resistenze al 
numeratore (RI) e un errore in meno per le-resistenze 
al denominatore (R2), avremo un errore massimo del 
4 per mille nel rapporto (errore in più, cioè il valore 
effettivo del rapporto- è più elevato di quello calcolato). 
Tale errore nel rapporto, unito all’errore della cas¬ 
setta, dà luogo a un errore totale del 6 per mille, sem¬ 
pre supponendo il caso più sfavorevole, cioè tutti er¬ 
rori nello stesso senso. 

Se quindi adoperiamo resistenze il cui valore reale 
differisce del 2 per mille dal valore segnato, potremo 
eseguire misure il cui valore reale differirà del 6 per 
mille dal valore che ci risulterà. Se le resistenze sono 
accompagnate da un cartellino di taratura, col valore 
esatto, potremo- calcolare il valore di una resistenza 
misurata in modo., esatto. 

Per il calcolo degli errori, conviene tener sempre 
conto delle circostanze più sfavorevoli ; approssimati¬ 
vamente si può ritenere che in ogni prodotto o quo¬ 
ziente che si deve eseguire, gli errori si sommano: 
così, col ponte, abbiamo un quoziente nel rapporto 
fra >R1 e R2, un prodotto di questo quoziente per il 
valore letto sulla cassetta di resistenza : quindi ab¬ 
biamo un errore di due volte due per mille nel quo¬ 
ziente, cioè quattro per mille, più un errore del quat¬ 
tro per mille più due per mille nel prodotto; in to¬ 
tale sei per mille. 

Con resistenze tarate al mezzo per mille, avremo 
un errore totale di 1,5 per mille, ecc. 

Gli errori che dipendono dal metodo di misura, a 
parte le approssimazioni delle resistenze,, sono dati, 
come abbiamo -detto, dalla cifra che esprime il 'ap¬ 
porto, in ohm. Così, eseguendo una misura dell’or¬ 
dine dei megaohm, col rapporto 500, avremo un er¬ 
rore di 500 -ohm, perchè la cassetta, non ci consente 
variazioni di meno di un ohm e ogni ohm della cas¬ 
setta equivale a cinquecento ohm della resistenza da 
misurare. Avremo quindi un errore massimo, con una 
resistenza di 5 megaohm, di cinquecento ohm, cioè 
di 1 ohm su diecimila equivalente al 0,1. per mille : si 
può fare a meno di tener conto di tale errore, perchè 
l’altro dovuto alla percentuale di taratura delle resi¬ 
stenze è sempre assai maggiore. Solo nelle misure 
precise se ne'terrà calcolo, quando invece dei valori 
segnati sulle resistenze si tiene conto dei loro valori 
reali, che risultano sul cartellino di taratura. 

in un prossimo articolo studieremo le altre misure 
possibili col ponte oggi descritto. 

Ercole Ranzi de Angelis. 

N. E. Le figure richiamate in questo articolo sono riprodotte 
siti bleu allegato al presente numero . 





16 


N. 17. -La Radio per Tutti. 



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è inviato contro rimessa di L. 3 in francobolli. 

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carica a circa 0,2 amp. 

Caricatore Mod. 63-B, per accumulatore da 4 e 
6 Volts; carica a circa 0,5 amp. 

Caricatore Mod. 155, per accumulatore da 4, 6 e 
12 Volts; carica a circa 1 amp. 

Scatola montaggio per alim. filamento, Mod. AB per 
appar. sano a 10 valvole a 4 Volts. 

Scatola di montaggio per alim. filamento Mod. C, per 
appar. sino a 8 valvole a 6 Volts. 

Scatola di montaggio per alimentatore anodico Mod. D, 
SENZA VALVOLA, sino a 90 Volts. 

Scatola di montaggio per alimentatore anodico Mod. E, 
SENZA VALVOLA, sino a 150 Volts. 
Alimentazione per eccitazione altoparlanti elettrodi¬ 
namici. 

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Anno VII. - N. 17. 


1 Settembre 1930* 


PROBLEMI RADIOFONICI 


Le grandi conquiste del genio umano che sono 
state realizzate negli ultimi decenni hanno cam¬ 
biato totalmente i concetti della vita; il velivolo 
c Vautomobile hanno profondamente modificato 
Videa delle distanze, la radio ha abbattuto tutte 
le barriere ed ha creato un mezzo di comunica¬ 
zione formidabile, quale non si poteva nemmeno 
immaginare alcuni anni fa. Questo sconvolgimento 
profondo ha creato una serie di problemi, che 
prima non esistevano: le strade sono ora conside¬ 
rate sotto un aspetto affatto diverso e ciò ha por¬ 
tato alla creazione del codice della strada. Egual¬ 
mente Varia che una volta non era accessibile agli 
uomini è divenuta un mezzo di comunicazione, e 
infine Vetere è stato pur esso invaso dalle onde 
che sono irradiate dalle varie stazioni telefoniche 
-e telegrafiche. Anche questo campo ha dovuto es¬ 
sere oggetto di regolamenti speciali che sono stati 
creati in parte dalle nazioni separatamente, in 
parte con convenzioni internazionali. 

Come in tutte le cose nuove i primi passi sono 
incerti e soltanto Vesperienza segna la via giusta 
da seguire. Così non c’è da meravigliarsi, se le 
prime leggi nel campo radiofonico sono state dopo 
una breve prova sostituite da altre che in base 
alla pratica si sono dimostrate più adatte. E così 
è pure naturale che si presentino in seguito ulte¬ 
riori problemi, i quali richiedono una pronta so¬ 
luzione. 

Nel campo radiofonico tutte le questioni, che a 
prima vista si presentavano ardue, sono state af¬ 
frontate a fondo e risolte nel miglior modo pos¬ 
sibile. Ne rimangono tuttavia ancora delle altre 
che occorre affrontare e risolvere con coraggio. 

Nell’ultimo numero accennammo alla questione 
degli altoparlanti che non ci pare , presenti nes¬ 
suna gravità e nessun problema nuovo. Le re¬ 
centi istruzioni del Governo dimostrano Vinte- 
resse che si ha da quella parte per il maggiore 
sviluppo della radiodiffusione, e con un poco di 
buona volontà da ; parte del pubblico questo og¬ 
getto di contestazione potrà essere facilmente eli- 
- minato . 

Un problema che si presenta invece più serio 
è quello dei disturbi alla ricezione. L’abbonato si 
lagna giustamente delle condizioni, sostenendo che 
col pagamento del canone e delle tasse indirette 
che gravano su quasi tutti gli accessori esso ha il 
diritto di ricevere le trasmissioni. Effettivamente 
si ha dal punto di vista giuridico un contratto bi¬ 


laterale, in cui una delle parti si obbliga a svol¬ 
gere una serie di programmi svariati mentre Val¬ 
tra col pagamento acquista il diritto alla ricezio¬ 
ne. Ora se tale ricezione diviene impossibile per 
una causa qualsiasi, viene a mancare la contro pre¬ 
stazione per la quale è stato pagato il corrispet¬ 
tivo, e viene con ciò a mancare l’oggetto del con¬ 
tratto. Non vogliamo qui discutere fino a quale 
punto possa essere portata la conseguenza, ma ci 
limitiamo a accentuare Vinteresse di ambe le parti 
che la ricezione possa avvenire nel miglior modo 
possibile. Abbiamo detto interesse e non obbligo 
perchè non crediamo che si possa addossare al¬ 
l’Ente che cura il servizio Vobbligo di controllare 
anche le condizioni di ricezione in ogni posto, ma 
crediamo che al massimo si possa pervenire alla 
rescissione del contratto. 

Tuttavia sussiste un interesse particolare per tale 
Ente a che da ricezione si svolga nel migliot modo 
possibile e che i disturbi non provenienti da fe¬ 
nomeni naturali siano eliminati, poiché tale eli¬ 
minazione è possibile. 

A ciò provvedono le leggi; ma esse non pos¬ 
sono che stabilire le norme che disciplinano le , 
vie dell’etere, mentre nella maggior parte dei casi 
la ricerca dei disturbi riesce difficilissima e non 
può essere controllata immediatamente. Per pro¬ 
cedere ad una radicale epurazione dell’etere è 
necessario che tutte le parti interessate, cooperino 
con le proprie forze: l’Ente stesso e gli ascolta¬ 
tori. Noi segnaliamo semplicemente ciò che si è 
fatto e che si va tuttora facendo all’Estero , ove i 
radioclub hanno istituito delle Commissioni spe¬ 
ciali le quali d’accordo coll’autorità postale e colle 
società di radiodiffusione provvedono ad una spe¬ 
cie di servizio di polizia dell[ etere ricercando i di¬ 
sturbatori e additandoli alle Autorità. Sono tra¬ 
smesse spesso delle conferenze su tale tema per 
istruire gli ascoltatori e anche recentemente ab¬ 
biamo avuto occasione di udire una trasmissione 
di tutti i generi di disturbi, creati artificialmente 
per abituare Tascoltatore a discernere uno dal¬ 
l’altro e stabilire la loro origine. Quest’idea è ot¬ 
tima ed è degna di essere imitata anche da noi. 

Occorre un po’ di buona volontà da ambo le 
parti. L’ascoltatore deve persuadersi che l’Ente 
non può da solo provvedere a tutto; e l’Ente po¬ 
trebbe prendere Viniziativa, nella quale crediamo 
che sarebbe assecondato col massimo entusiasmo 
da tutti gli ascoltatori . 
















































18 


N 1 7.-La Radio per Tutti -, 


TETRODI E PENTODI 

NUOVE CARATTERISTICHE E NUOVI CIRCUITI 


La base della trattazione nei due articoli precedenti 
fu la distinzione fra l’amplificazione della valvola scher¬ 
mata rilevata dalle caratteristiche statiche e da quelle 

dinamiche. * m rP 

In questo- articolo tratteremmo ancora dell ampnnca- 
zione con valvola schermata, continuando lo studio del¬ 
l’amplificazione a resistenze che abbiamo cominciato 
nello scorso articolo, con particolare riguardo, questa 
volta, alle applicazioni pratiche. 

Ripetiamo che per caratteristiche statiche s inten¬ 
dono-quelle fatte su una valvola messa in modo da non 
produrre nessun lavoro; infatti nel circuito anodico, di 
un co-sì detto circuito di collaudo , non esiste nessuna 
resistenza al di fuori di quella del mialliamperometro 
che è trascurabile. In queste condizioni, abbiamo visto- 
che una variazione di tensione di griglia produce la 
massima variazione di corrente nel circuito di placca, 
ottenibile da quella data valvola posta in quelle aate 

condizioni. ■ T , . , 

Dalle caratteristiche statiche, applicando.! opportuna 



formula, si può ricavare nel modo già visto, Un nu¬ 
mero, esprimente il rapporto fra due variazioni di ten¬ 
sione, quella di placca e quella di griglia, e che sap; 
piamo essere il coefficiente d'amplificazione . Questo, 
per un triodo, può rappresentare una costante, per una 
valvola schermata invece, sappiamo che esso è varia¬ 
bile secondo la tensione schermo. 4 

Le caratteristiche dinamiche sono quelle che si rife¬ 
riscono ad una valvola messa in condizioni da produrre 
lavoro. Un esempio di caratteristica dinamica 1 abbia¬ 
mo già visto in fìg. 4 dello scorso articolo ; quella curva 
rappresenta l’amplificazione in tensione in uno stadio 
in funzione della -resistenza del circuito anodico. E ov¬ 
vio -che come variabile possiamo prendere anche altri 
valori dello stadio, per es. -la tensione anodica, la ten¬ 
sione di griglia controllo, quella di griglia schermo, e-cc. 

Lo scopo- -che si vuol raggiungere nel rilevare tali 
caratteristiche dinamiche è quello di vedere in quali 
condizioni di rendimento funzioni la valvola, o, durante 
y progetto, quello- di trovare i valori ottimi delle va¬ 
riabili che intervengono. 

Un metodo che può servire a tale scopo, e -col quale 
abbiamo rilevato le tre caratteristiche in fìg. 1, è quello 
di esprimere l’amplificazione in -funzione della resi¬ 
stenza R . 


In questo caso, dato che non c’interessa l’amplifica¬ 
zione in valore assoluto, ma il trovare i valori -che diano 
la massima amplificazione, basterà variare la resistenza 
R e per ogni valore che le si dà, leggere in un volt- 
metro a valvola la tensione relativa esistente ai suoi 
capi. Riportando poi i successivi valori (anche espressi 
in milliampère letti sullo strumento di placca) sulle or¬ 
dinate, ne nascerà una curva con un andamento simile; 
a quella vista. Ripetendo tale esperienza con altre ten¬ 
sioni anodiche, si noterà che per ognuna di esse esiste, 
un massimo, e fra questi si potrà scegliere quello piò 
conveniente -con la tensione a disposizione. La -curva, 
superiore è stata fatta mantenendo la tensione alla plac¬ 
ca-costante e coincide con quella teorica calcolata in. 
base alla formula deH’amplifìcazione : 


La fig. 2 mostra una serie di -curve analoghe a quelle 
viste; queste esprimono l’amplificazione in funzione 



della resistenza interna della valvola, resa variabile- 
agendo sulla tensione schermo. Si osservi come anche 
qui esista un massimo per ogni curva eseguita con ima 
resistenza R diversa; -come tale massimo si sposti a 
sinistra, cioè coincida con una tensione schermo infe¬ 
riore per le curve fatte con una resistenza maggiore e 
finalmente come, secondo le previsioni teoriche, l’am¬ 
plifìcazione aumenti con l’aumentare di R. 

Dà quanto abbiamo visto si può dedurre che per ot¬ 
tenere fortissime amplificazioni dalla valvola scher¬ 
mata, ocoorre dare valori relativamente alti alla resi¬ 
stenza. La tensione schermo poi, quella che regola la 
resistenza interna della valvola, dovrà essere tale da 
introdurre un certo giusto- equilibrio fra la caduta di 
tensione ai capi della resistenza e quella ai capi della 
valvola. 

Come s’è visto essa risulta bassa rispetto ai valori 
normali (per es. 10 volta invece di 40-60). 

Naturalmente, per trarre il giusto profitto da tali am¬ 
plificazioni, occorrerà che l’amplificatore sia convenien¬ 
temente stabilizzato. 

Incidentalmente diciamo -che il problema della stabi¬ 
lizzazione è per ora assai arduo e difficile anche per 
la più semplice forma di amplificatore, cioè quello che 
stiamo trattando. Si può dire che l’unica difficoltà che 
può trovare la schermata nella realizzazione pratica sia 
appunto questa; infatti per questa ragione una gran 


19 


La Radio per Tutti. - N. 17. 

parte dei costruttori ricorre ancora al triodo per la co¬ 
struzione di certi speciali amplificatori, che abbisognano 
di grande stabilità. 





Fig. 3. — a) Stadio elementare amplificatore di tensione a re¬ 
sistenza. b) Lo stesso con accoppiamento capacitivo ad un’altra 
valvola, c) Amplificatore con accoppiamento diretto ridotto alla 
forma più semplice. 


Circuiti amplificatori a bassa frequenza. 

Già nel precedente articolo- abbiamo cominciato ad 
esaminare il circùito elementare di un amplificatore a 
resistenze; ora continueremo tale esame studiando 
le forme pratiche che esso ha assunto. Trattiamo prin¬ 
cipalmente questo sistema per le seguenti ragioni : an¬ 
zitutto è il più semplice e come tale una volta svilup¬ 
pato sarà più facile il passaggio agli altri sistemi. In 
secondo luogo l’applicazione della valvola schermata 
come amplificatrice in bassa frequenza sta prendendo 
piede e lascia prevedere un notevole sviluppo in que¬ 
sto campo. Infatti le grandi amplificazioni che può dare 
la schermata sono necessarie non solo nei circuiti a 
radio-frequenza, ma an-ché in quelli a frequenza mu¬ 
sicale e a corrente continua. 

/In questi ultimi tempi, con l’avvento della cellula 
fotoelettrica, del microfono a condensatore e di altri 
dispositivi sviluppanti ai loro capi una tensione debo¬ 
lissima, si è resa necessaria la creazione di stadi pre¬ 
amplificatori per portare le loro tensioni ad un valore 
tale da poter azionare amplificatori di potenza. Questi 
preamplifìcatori, se costituiti da triodi, riescono evi¬ 
dentemente complicati e costosi per il numero di val¬ 
vole, occorrami ; -ciò -che in gran parte non succede adot¬ 
tando la valvola schermata. 

Inoltre il sistema d’amplificazione a resistenze è tec¬ 
nicamente il più perfetto; e se tale sistema applicato 
ai triodi presenta l’inconveniente di essere dì basso 
rendimento, applicato invece alla schermata dà dei ri¬ 
sultati -che possono garantire il problema interamente 
risolto. 

I due sistemi d’accoppiamento. 

Il circuito elementare amplificatore a valvola scher¬ 
mata è quello in fig. 3 a. Sappiamo che applicando una 
tensione variabile Vg fra griglia e filamento- nasce nel 
circuito- anodico una corrente ia, variabile secondo la 
medesima legge 0 in fase con la tensione di griglia. ' 
Questa ia è la -componènte alternata che va a sovrap¬ 
porsi alla componente continua 0 corrente permanente. 
Per ottenere una ulteriore amplificazione è necessàrio 
trasformare la variazione di corrente ia in variazióne 
di tensione da applicare alla valvola successiva. A tale 
scopo sappiamo che serve la resistenza R di cui già 
conosciamo i criteri di calcolo e i metodi di determina¬ 
zione pratica. 

Ai capi A B di tale resistenza avremo dunque una 
caduta di tensione variabile secondo la medesima legge 
di quella immessa, Vg, 0 , meglio, siccome il punto B 
è connesso alla batteria e questa in seguito alla terra, 
ne viene che solo A sarà di potenziale variabile, men¬ 
tre B è di potenziale -fisso. 

Ai capi della resistenza A B esiste inoltre una ca¬ 
duta di potenziale dovuta alla corrente continua perma¬ 
nente; caduta che ha per effetto di rendere A perma¬ 
nentemente negativo rispetto a B e il cui valore di¬ 
pende dal rapporto- fra la resistenza R e la resistenza 
interna della valvola. 

Connettendo direttamente A e B alla griglia e al 























































































































































































































































































































































































































* 


20 

filamento cTima valvola successiva, la griglia, a causa 
della caduta, assumerebbe un potenziale negativo ri¬ 
spetto al filamento, tale che bloccherebbe la valvola. 

Appunto per questa ragione nacquero i due metodi 
«di accoppiamento fra una valvola e un’altra, rappresen¬ 
tati in fìg. 3, b e c. Essi sono, ih primo ad accoppia¬ 
mento con capacità, il secondo ad accoppiamento di¬ 
retto . Nel primo, il punto di potenziale variabile A vie¬ 
ne mandato alla griglia della valvola seguente attra¬ 
verso una capacità che lascia passare la tensione va¬ 
riabile da amplificare e impedisce alla caduta di ten¬ 
sione permanente di propagarsi alla griglia (in questo 
caso particolare il punto A assume un potenziale po¬ 
sitivo, anziché negativo, rispetto al filamento della val¬ 
vola seguente, perchè nel circuito comune è. inserita 
anche la batteria anodica). La tensione di griglia ne¬ 
cessaria per il funzionamento della valvola nel punto 
opportuno è data da un’apposita batteria C collegata 
alla griglia attraverso una resistenza r, oppure trat¬ 
tandosi di valvole* alimentate in alternata, da una re¬ 
sistenza di caduta posta fra il filamento e la massa. 




pjo-, a. — a) Circuito equivalente all’amplificato re con accop¬ 
piamento diretto, b) Circuito equivalente alCamplifìcatore con 
accoppiamento capacitivo. 


N. 17.-La Radio per Tutti , 

i tecnici una disputa sulla equivalenza o superiorità di 
un sistema rispetto all’altro. 

Crediamo che le differenze esistano effettivamente 
e precisamente che il sistema ad accoppiamento di¬ 
retto sia superiore a quello capacitativo per quanto ri¬ 
guarda Tamplifìcazione e la purezza. Dalla fìg. 4 che 
mostra i circuiti equivalenti ai due sistemi si può ve¬ 
derne la ragione. < 

Nel sistema diretto la tensione variabile che si crea 
ai capi della resistenza R viene applicata integralmente 
alla valvola successiva; nell’altro la tensione, prima di 
propagarsi alla griglia, trova una derivazione nella resi¬ 
stenza r ; e siccome le due resistenze R ed r risultano 
praticamente del medesimo ordine di grandezza, ne 
viene che la seconda provoca una diminuzione della 
tensione utile esistente ai capi di R, con una conse¬ 
guente diminuzione nelLamplifìcazione totale. 

Un’ulteriore differenza esiste fra i due sistemi per 
quanto riguarda la purezza. Tenendo conto che fra le 
.due resistenze è inserita una capacità la quale presenta 
al passaggio della tensione variabile una reattanza va¬ 
riabile con la frequenza di quella, ne consegue che l'ef¬ 
fetto di diminuzione della tensione utile provocata da. r 
non è costante, ma varia secondo la frequenza col ri¬ 
sultato di produrre una distorsione nei suoni. E pre¬ 
cisamente i suoni bassi subiscono un’amplificazione mi¬ 
nore dei suoni alti. 

Col sistema ad accoppiamento diretto l’amplificazio¬ 
ne è identica per tutte le frequenze udibili (eccetto per 
quelle oltre i 10 mila periodi con le quali si fanno sen¬ 
tire le capacità distribuite e quelle interne delle val¬ 
vole, fenomeno che succede con tutti gli amplificatori) 
e identica anche per la frequenza zero, cioè per la cor¬ 
rente continua. Ciò rende il sistema adatto per certi 
usi particolari (per es. per la fotometria fotoelettrica 
per la quale è necessario un amplificatore a corrente 
continua fra la cellula e lo strumento indicatore). 


Nel secondo sistema (quello ad accoppiamento di¬ 
retto conosciuto anche sotto il nome di amplificatore a 
corrente continua, che recentemente fu sviluppato e 
adattato alla corrente alternata, come è noto, dagli ame¬ 
ricani Loftin-White), il punto di potenziale variabile A 
ossia la placca è connessa direttamente alla griglia. 
In tal modo essa, come sappiamo, assumerebbe una 
esagerata tensione negativa rispetto al filamento ; a que¬ 
sto si rimedia dando al filamento una tensione pure ne¬ 
gativa, in maniera da portare il potenziale relativo fra 
i due elettrodi ad un valore opportuno. 

Con questo sistema l’accensione non può essere fatta 
in comune, ma deve essere separata, dovendosi por¬ 
tare i filamenti a potenziale diverso. 

Come si vede il principio su cui si basano i due si¬ 
stemi è identico : trasformare in energia, con una val¬ 
vola di potenza , le variazioni'di tensione che si gene¬ 
rano ai capi di una resistenza posta nel circuito anodico 
à’una valvola schermata. 

Basandosi su tale concetto, sorse recentemente fra 


-X -x- -x- 


Questi sono i due sistemi che si adattano particolar- . 
mente bene all’impiego della valvola schermata quale 
amplifìcatrice in bassa frequenza e che, secondo l’opi¬ 
nione generale, avranno un grande avvenire in tutte 
le applicazioni pratiche della amplificazione a frequenza 
musicale. 

Altri due sistemi si potrebbero adottare, prendendo 
gli opportuni accorgimenti : quello a trasformatori e 
quello ad impedenza-capacità. Questi però, per certe 
loro speciali caratteristiche, male s’adattano a tale im¬ 
piego; e il loro pregio*di dare un’altra amplificazione 
in tensione sparisce di fronte all’amplificazione della 
schermata. Per cui basta avervi accennato. 

Arturo Recla. 



KORTING 

L’alimentatore di placca per le esigenze più elevate 


21 


La Radio per Tutti. - N. 


17. 



APPARECCHIO CON NULTIVALVOLA LOEWE 

ALIMENTATO IN ALTERNATA 








Il principio dell'apparecchio. 

[Le multi valvole, specialità della Casa Loewe, 
sono già note ai nostri lettori e sono già abba¬ 
stanza diffuse in Italia perchè occorra ripeterne an¬ 
cora una volta il principio. iL’apparecchio che 
stiamo per descrivere ha una sola valvola a tre 
sta dii ed è alimentata in alternata. Il riscalda¬ 
mento è latto indirettamente su un catodo sepa¬ 
rato dal filamento. Si tratta quindi di un com¬ 
plesso modernissimo con altissimo coefficiente di 
amplificazione e con fortissima emissione dell ul¬ 
tima valvola, qualità questa notevolissima per ot¬ 
tenere una riproduzione forte. I collegamenti in- 
tervalvolari sono contenuti, come è noto, nel bulbo 
stesso, in modo che l’apparecchio o meglio il mon¬ 
taggio esterno dei tre stadii si riduce a poca cosa 
ed è della massima semplicità. 

È invece di somma importanza che tutte le 
tensioni, che devono essere applicate ai diversi 
punti della valvola, siano precisamente quelle in¬ 
dicate dal costruttore, perchè solo cosi si ottiene 
un regolare funzionamento ed una riproduzione 
esente da distorsione. Scostarsi anche di un paio 
dì volta da tali tensioni significa compromettere 
tutto l’apparecchio. È per questo motivo che rac¬ 


comandiamo a tutti coloro che si volessero co¬ 
struire quest’apparecchio di attenersi alle indi¬ 
cazioni che daremo, specialmente per quello che 
riguarda le resistenze e i condensatori di blocco. 

Se esaminiamo lo schema dell’apparecchio e pre¬ 
cisamente la parte ricevitore che è separata dal¬ 
l’alimentatore, notiamo pochissima differenza da 
quello alimentato da batterie che è stato descritto 
a suo tempo anche dalla nostra Rivista. L unica 
diversità consiste nel catodo che va collegato alla 
terra, e nel circuito anodico della seconda valvola 
che è alimentato assieme a quello della prinla. La 
resistenza anodica della prima valvola va colle¬ 
gata esternamente non essendo contenuta nel bulbo. 

Maggiore attenzione conviene rivolgere all’ali¬ 
mentatore. Affinchè le tensioni siano esatte è ne¬ 
cessario in piuma linea che il trasformatore di 
alimentazione dia la giusta tensione ai capi del 






































22 

secondario in modo da 'avere dopo la valvola rad¬ 
drizzatrice e dopo il filtro la tensione di 250 volta 
alla placca della valvola finale. Tale tensione deve 
essere di circa 545 volta. Il circuito raddrizzatore 
e livellatore consiste di una valvola raddrizzatrice 
a doppia placca, pure Loewe, e di una cellula 
composta di due condensatori e di una resistenza 
per l’ultima valvola, nonché di una cellula analoga 
per le prime due. Impedenze del tipo usuale non 
sono impiegate in questo alimentatore. 

Il potenziale negativo per le griglie delle due 
ultime valvole è prodotto da due resistenze colle¬ 
gate fra il catodo che a sua volta rappresenta il 
punto più negativo e i ritorni di griglia. Come si 
vede, anche l’alimentatore è abbastanza semplice 


N. 17. - La Radio per Tutti . 

usato all’occorrenza anche con altri apparecchi. 
L’apparecchio si presta benissimo anche per la 
riproduzione grammofonica ed è munito all’uopo 
di due boccole che servono per collegarlo al dia¬ 
framma elettrico. 

Materiale. 

Per quanto riguarda il materiale ci siamo atte¬ 
nuti più che era possibile a quello prodotto dalla 
casa stessa. Tutte le resistenze di alto valore, i con¬ 
densatori di blocco, sono della Casa Loewe. Il tra¬ 
sformatore di alimentazione, e le resistenze per il 
potenziale di placca e di griglia, sono costruite da 
Case italiane secondo le nostre indicazioni e sulla 



l’apparecchio le masse metalliche fanno la fun¬ 
zione della terra; con ciò si raggiunge la possibi¬ 
lità di far funzionare l’apparecchio senza il colle¬ 
gamento alla terra. 

Nella costruzione e così pure nello schema l’ali¬ 
mentatore è separato dall’apparecchio e viene rac¬ 
chiuso in apposita cassettina metallica, ciò che pro¬ 
tegge quella parte del montaggio dalle influenze 
esterne e impedisce gli effetti di induzione. Lo 
stesso apparecchio può essere impiegato coll’ali¬ 
mentazione dalla rete a corrente continua sosti¬ 
tuendo semplicemente l’alimentatore. Quest’ulti¬ 
mo può essere facilmente staccato e può essere 


Il materiale è il seguente : 

Un pannello di alluminio di cm. 14 x 25 (Super- 
radio - Milano). 

Due reggipannelli. 

Un pannello di legno di cm. 36 x 25. 

Un pannello di legno di cm. 36 x 11, 

Un condensatore variabile da 500 cm. (SSR - 
Ducati - Bologna) (Ci). 

Un condensat. variabile a mica da 300 cm. (C 2 ). 
Una manopola demoltiplicatrice a tamburo (Pi- 
lot-Viotti - Milano, Corso Italia, 1). 

Un interruttore isolato (I). 

Un condensatore fisso da 100 cm. (C 3 ). 


23 


La Radio per Tutti.- N. 17. 

Una resistenza di griglia da 0,5 megaohm (Loe¬ 
we) (Ri). 

Una resistenza da 2 megohm (Loewe) (R 2 ). 

Un condensatore fisso da 2000 cm. (Loewe) (C). 
Sette boccole. 

Per ralimentatore : uno zoccolo per multival- 
vola «Loewe» in alternata. 

Un trasformatore di alimentazione speciale per 
valvola « Loewe » in alternata dalle seguenti 
caratteristiche : 

Primario: 160-120 volta 45 per. 

Secondarii: 1) 375 — 0 — 375 volta 30 mA. 

2) 2 — 0 — 2 volta 1 amp. 

3) 4 volta 1 amp. 

(L’Avvolgitrice - Milano, Via Fiamma, 12) 


Costruzione dell’apparecchio. 

La costruzione dell’apparecchio si farà in due 
tempi: prima di tutto si costruirà l’alimentatore. 
La tavoletta per fissare le singole parti è quella più 
piccola delle dimensioni di cm. 36x11. Le parti 
vanno fissate secondo lo schema bleu. Va notato 
che sulla fotografia figurano in luogo delle resi¬ 
stenze due impedenze che successivamente sono 
state sostituite. I collegamenti si faranno preferi¬ 
bilmente con filo isolato per evitare il pericolo di 
possibili contaLti. I collegamenti alle masse si fa¬ 
ranno sempre al punto più vicino. Sarà bene fis¬ 
sare la tavoletta dell’alimentatore al fondo della 
cassettina metallica prima di incominciare il mon¬ 
taggio. In questo modo si possono fare i colle ga- 



("p 0© © 

(c~m) ( 

R 4 ) ( C re) : j J 

(r 5 

) M ili (c sì (C 






/ 

1^1 vi ' 


Una resistenza da 7500 ohm (portata 20 mA.) 
(Sup erra dio) (R 4 ). 

Una resistenza da 1750 (Superradio) (Rs). 

Una resistenza da 75 ohm (Superradio) (R 9 ). 
Dpe condensatori da 3 mF. (Loewe) (C 8 , C 9 ). 
Tre condensatori da 0,5 mF. (Loewe) (Ci 0 , 

Cu, C 13 ). 

Due condensato!’ da 5000 cm. (Loewe) (C 6 , C 7 ). 
Una resistenza da 1 megaohm (Loewe) (R 3 ). 
Due resistenze da 0,5 megaohm (Loewe) (R 1? R 3 ). 
Una resistenza da 0,05 megaohm (Loewe) (Rt). 
Una scatolina metallica speciale per alimentato- 
re (L’Avvolgitrice). 

Uno zoccolo per valvola a 4 piedini. 


menti alla massa in ogni vite che serve per fissare 
le singole parti. Il cordone che va alla rete sarà 
saldato alle armature dei due condensatori di bloc¬ 
co e da questi si faranno partire due trecce flessi¬ 
bili isolate con capofili da stringere nei morsetti 
del trasformatore d’alimentazione. In questo modo 
si può adattare l’apparecchio facilmente con lo 
spostamento di uno di questi collegamenti a qual¬ 
siasi tensione della rete. 

Le estremità .dell’alimentatore che vanno colle¬ 
gate al ricevitore fanno capo a sette serrafili che 
sono fissati al fondo della cassettina. Tutto il mon¬ 
taggio è cosa semplicissima e-per la riuscita basta 
che il ruateriale impiegato abbia i valori giusti e 
che i collegamenti siano fatti correttamente. Una 



























































































24 


volta che -ai capi dei morsetti si .abbiano le giuste 
tensioni si può essere certi del buon funzionamento 
dell’apparecchio. Il raddrizzamento e il livella¬ 
mento della corrente sono ottenuti in modo per¬ 
fetto col sistema di filtri impiegato. 

Dopo eseguito il montaggio dell’alimentatore si 
passerà alla costruzione dell’apparecchio. Prima 
di tutto è necessario preparare le induttanze. Esse 
sono avvolte su due cilindri posti uno nell’altro: 
sul cilindro interno è avvolto il primario e su 
quello esterno il secondario e la reazione. Il ci¬ 
lindro esterno ha un diametro di 7 centimetri e 
quello interno è inferiore di 5 millimetri, tanto da 
poter essere passato nell’interno dopo fatto l’av¬ 
volgimento. Il primario è avvolto con filo di 4/10 
d. s. c. èd ha in tutto 20 spire con derivazione 


N. 17. -La Radio per Tutti . 

volgimento del secondario e quello della reazione 
prima di fissare assieme le due bobine. La bobina 
dì griglia o secondario ha 60 spire avvolte con 
filo 4/10 d. s. c. Il principio dell’avvolgimento —- 
dalla parte alta della bobina — porta il numero 4 
e la fine dalla parte inferiore il numero 5. Accanto 
lall’avvolgimento di griglia si farà quello di rea* 
zione ad una distanza di circa 0,5 centimetri. Esso 
Ita lo stesso numero di spire ma è fatto con filo 1 
2/10 d. s. c. Il principio dell’avvolgimento — in 
alto — porta il numero 6 e la fine il numero 7. 
Tutti gli avvolgimenti devono essere fatti nello 
stesso senso. Abbiamo dato delle indicazioni più 
dettagliate su queste induttanze per evitare ma¬ 
lintesi e affinchè ognuno possa anche senza cogni¬ 
zioni costruirle correttamente. 



alla tredicesima spira. Il principio dell’avvolgi¬ 
mento porta sullo" schema il numero 1, la deriva¬ 
zione alla tredicesima spira il numero 2 e la fine 
il numero 3. L’avvolgimento va fatto cominciando 
in alto e con la fine dalla parte inferiore del ci¬ 
lindro. Dopo preparato il primario si farà l’av- 


L’induttanza va poi fissata a mezzo di due pic¬ 
cole striscie metalliche piegate ad angolo retto e 
forate al pannello di legno nella posizione che 
risulta dal piano di costruzione. Il pannello sarà 
forato seguendo il piano di foratura allegato alla 
manopola del condensatore. Il condensatore stesso 
sarà tenuto fermo a mezzo di una delle striscie 
metalliche che sono pure unite alla manopola. 
Nell’interno del tamburo c’è il supporto di una 
lampadina elettrica la quale sarà inserita prima 


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Elegante tavoletta in celluloide, contenente il diagram¬ 
ma p-er l’esatta identificazione delle stazioni intercettate 
e per la rapida ricerca delle stazioni che si desiderano, 
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R 


25 


La Radio per Tutti.- N*. 17. 

del montaggio. Può servire benissimo una delle 
solite lampadine tascabili da 4 volta. I due capi 
vanno poi collegati in parallelo al filamento. 

Il condensatore di reazione deve essere solato 
dal pannello, così pure l’interruttore il cui isola¬ 
mento deve anzi essere molto accurato per evitare 
che si metta a terra la rete, ciò che potrebbe cau¬ 
sare anche dei danni. 

Le boccole vanno fissate a striscie di ebanite e 
fissate sul pannello di legno nella posizione indi¬ 
cata sul piano di costruzione. La distanza fra le 
boccole per l’altoparlante (AP) e quelle del dia¬ 
framma elettrico (GR) sono -di due centimetri. 

La resistenza di griglia è fissata fra il condensa¬ 
tore C 3 e il dadino che tiene ferma la manopola 
al pannello anteriore. 

'J’utti gli altri collegamenti sono visibili chiara¬ 


La valvola raddrizzatrice va infilata sullo zoc¬ 
colo e la oassettina dell ’ alimentatore va chiusa, 
col suo coperchio. 

L’apparecchio copre la gamma d’onda da 220 
a 550 metri di lunghezza d onda circa. Il suo uso^ 
varia, a seconda che si voglia ricevere la stazione 
locale oppure qualche altra stazione. 

Per una ricezióne fortissima della stazione lo¬ 
cale non occorre nessun altro collegamento nè ad' 
un’antenna nè alla terra, ma basta qualche centi- 
metro di filo collegato ad uno dei morsetti del 
primario. Dopo una regolazione del condensatore 
di sintonia e della reazione si avrà una ricezione 
forte e buona della stazione. 

Per le stazioni più lontane è necessario usare 
un’antenna interna di alcuni metri di filo. La 
terra sarà collegata al capo 1 e l’antenna al capo 



mente dal piano di costruzione e dallo schema del¬ 
l’apparecchio. Notiamo che nell’apparecchio ori¬ 
ginale abbiamo usato uno zoccolo per valvola Loe- 
we a corrente continua che è stato da noi adattato 
per il modello a corrente alternata; ntìn consiglia¬ 
mo però il dilettante di farsi da solo tale adatta¬ 
mento che rappresenta un lavoro un po’ delicato, 
ma di acquistare uno zoccolo per la nùova valvola 
in alternata. 

I collegamenti sono pochi e semplici e possono 
essere fatti in un’ora al massimo da chi abbia solo 
un po’ di pratica di montaggi. 

Il funzionamento dell’apparecchio. 

L’apparecchio, dopo ultimata la sua costruzione, 
è pronto per funzionare e non abbisogna affatto 
di messa a punto non essendoci nulla da regolare 
all’infuori degli organi di sintonia e di reazione 
che servono per la ricerca delle stazioni. 


2 o 3 a seconda che si otterrà migliore risultato. 
La ricezione varierà secondo la località e la sta¬ 
gione. L’apparecchio è dotato di una media sen¬ 
sibilità che corrisponde a quella di una valvola a 
reazione con due sta dii a bassa frequenza. 

Le stazioni sono ricevute su altoparlante data La 
forte amplificazione a bassa frequenza. 

L’uso dell’apparecchio per la amplificazione 
grammofonica è semplicissimo: basta collegare i 
due capi del diaframma elettrico alle due boccole 
a ciò destinate e segnate colle lettere GR per far 
funzionare l’apparecchio come amplificatore gram¬ 
mofonico. Il volume di suono che se ne ricava è 
esuberante e può bastare anche per locali abba¬ 
stanza grandi. E nell’apparecchio in questione il 
ronzìo di alternata è completamente eliminato. 

Dott. G. Mecozzi. 













N. !7.-La Radio per Tutti . 

IL RONZÌO NEGLI APPARECCHI IN ALTERNATA 

(Continuazione, vedi numero precedente). 


B) Alimentatori anodici. - NeH’alimentazione 
integrale in alternata le tensioni anodiche delle val¬ 
vole vengono 'fornite da un complesso raddrizzatore- 
livellatore, il cui sistema di funzionamento è illustrato 
in fìg. 10. 

La tensione fornita da un tale complesso non può 
essere perfettamente continua, essa si compone di una 
parte continua Cc ed una alternata Va il cui valore è 
tanto minore quanto migliori sono le condizioni di fil¬ 
traggio. 

Questa componente alternata Va provoca delle cor¬ 
rispondenti correnti anodiche di ronzìo ed il suo ef- 

Va 

fetto equivale ad una tensione di griglia — dove p è 

V 

il coefficente di amplificazione della valvola alimen¬ 
tata. Essa è dunque meno pericolosa delle perturba¬ 
zioni apportate sulle griglie, ma il suo effetto non è 
però trascurabile. Come nel caso delle valvole, biso¬ 
gna anche qui notare che le perturbazioni di tensione 
anodica hanno varia inrportanza a seconda dello stadio 
su cui agiscono. È perciò irrazionale ed antieconomico 



Tensione Tensione 



Fig. io. — Schema elettrico e di funzionamento di un alimen¬ 
tatore anodico del tipo normale. 

fornire a tutte le valvole tensioni egualmente livellate, 
ciò che richiede grandi impedenze e capacità quando 
fa loro- sensibilità è .diversa. Sarà invece opportuno 
dare al detector la tensione più (filtrata, alle A. F. e 
alle B. F. una tensione con un minor grado dì filtrag¬ 
gio e infine alle valvole di uscita la tensione meno li¬ 
vellata. 

Seguendo questo concetto F. B. Miessner ha indi¬ 
cato come più opportuno il sistema di alimentazione 
indicato in fig. 1 1 .. In questo sistema lo stadio di uscita 
è alimentato da tensione Fi filtrata attraverso una sola 
cellula C x L x C 2 ; essa contiene dunque una compo¬ 
nente Va relativamente grande che però viene appli¬ 
cata ad uno stadio poco sensibile al ronzìo; per contro 
:si ottiene il non trascurabile vantaggio di aver piccole 
cadute nel filtro avendosi una sola impedenza in luogo 
delle due del sistema classico di fìg. 10. 

La tensione V 2 per le A. F. e per le prime B. F. 
che razionalmente deve essere minore di quelle appli¬ 
cate allo stadio di uscita, viene ottenuta da questa at¬ 
traverso una seconda cellula Co R i C ;J che riduce, co¬ 
me è necessario, la componente alternata Ve. La re¬ 
sistenza R serve al doppio scopo di produrre la ri¬ 
chiesta caduta di tensione e di funzione come impe¬ 


denza (1) nella seconda cellula. Per ralimentazione 
del rivelatore, che come abbiamo visto è lo stadio più 
turbolento, la tensione V 3 viene ottenuta attraverso una 
terza cellula C 3 R 2 C 4 che la priva di ogni residuo 
della componente alternata Va. 




Il tipo di alimentatore anodico ora descritto è suscet¬ 
tibile di un ulteriore perfezionamento che, pur assi¬ 
curando migliori condizioni di filtraggio, consente una 
maggior economia di costruzione e riduce l’ingombro 
del blocco di alimentazione, requisito questo impor¬ 
tantissimo perchè la tendenza odierna della tecnica è 
di dare la massima compattezza ai ricevitori,, elimi¬ 
nando gli spazi inutili che si osservano ancora negli 
apparecchi di vecchio tipo. 

La fìg. 12 rappresenta il filtro d’alimentazione di 
fìg. 11, nel quale si è apportata la modifica di mettere 
una frazione dell’impedenza. L x in derivazione sulla 
prima cellula. La componente alternata Va che devia 
attraverso L x C x induce nell’altra fazione di impedenza 
L 2 una L e. m. tale da neutralizzare la componente 
V J a che prenderebbe la via dell’alimentazione. 'Natu¬ 
ralmente perchè ciò avvenga occorre che l’intensità e 



la (fase di Ua abbiano un valore opportuno che deve es¬ 
sere trovato sperimentalmente variando la presa sul¬ 
l’impedenza e il valore del condensatore C L . 

Aumentando il valore di Li, il vaJore di C\ diviene 


(i) Una normale impedenza da 30 Henry è equivalente ai fini del 
filtraggio ad una resistenza di 2 n f L = 2 x 3.14 x 100x30=18 000 
ohm, ma provoca una caduta di tensione circa 40 volte minore. 


27 


La Radio per Tutti. - N. 17. 

sempre critico; assumendo il valore di Li intorno al 
30 % a 40 % del valore dell’impedenza, la capacità C x 
si aggira su 0,5 a 1 pF, valore notevolmente inferiore a 
quello richiesto nei comuni filtri. 

Un’altra fonte di ronzìo dovuta al blocco di alimen¬ 
tazione è rappresentata dagli accoppiamenti magnetici 
ed elettrostatici fra gli organi facenti parte dell’alimen¬ 
tazione, quindi sede di corrente alternata a frequenza 
industriale, c i circuiti ad A. F. ed a B. F. Gli accop¬ 
piamenti magnetici sono i più pericolosi e più fre¬ 
quenti. Il flusso di fuga delle impedenze del filtro ; e del 




Fig. 13. — Alimentazione in serie dell’avVolginiento di campo. 


■trasformatore di alimentazione, che qualche vòlta può 
raggiungere la potenza di 100 W., è così forte che, 
data anche la vicinanza degli organi, molto facilmente 
va ad investire conduttori, trasformatori di B. F., val¬ 
vole, provocando un notevole ronzìo. Non v’è altro 
rimedio, poiché è escluso che si possa allontanare -co¬ 
me per’il passato il blocco di alimentazione dall’appa¬ 
recchio, che schermare efficacemente il blocco stesso 
e precauzionalmente gli organi soggetti ad essere per¬ 
turbati, incluse le valvole. Quest’ultimo provvedimento 
deve essere preso, perché lo schermaggio perfetto del¬ 
l’alimentatore non può essere effettuato dovendosi an¬ 
che provvedere al raffreddamento del trasformatore 
di potenza della valvola raddrizzatrice e degli organi 
del filtro. Gli accoppiamenti provocati dai conduttori 
di alimentazione dei filamenti possono essere evitati 
usando conduttore a traccia e facendolo passare al di 
sotto della base metallica che sostiene l’apparecchio. 

Altoparlanti elettrodinamici: Con questo tipo di al¬ 
toparlante il ronzìo è particolarmente avvertito. An¬ 
zitutto perchè la rispondenza di tale tipo di riproduttore 
alle frequenze di ronzìo, 50 e 100 periodi, è molto 



Fig. 14. — Alimentazione in parallelo delTavvolgimento di 
campo. 


buona, in secondo luogo a causa di una ulteriore per¬ 
turbazione provocata dal campo in cui si muove la bo¬ 
bina. Questo campo viene ottenuto nell’alimentazione 
integrale raddrizzando la corrente alternata ad alta 0 
bassa tensione ed approfittando dell’alta induttanza 
dell’avvolgimento di campo, con delle capacità in pa¬ 
rallelo per la livellazione. Naturalmente da questa in¬ 
sufficiente filtrazione si ha un residuo di -corrente al¬ 
ternata non trascurabile che provoca il ronzìo lamen¬ 
tato; la miglior soluzione !per l’eliminazione di tale 
inconveniente è, a parere di chi scrive, quella rappre¬ 
sentata dalla fìg. 13. 

L’eccitazione è fornita dalla corrente, erogata dal- 


Lapparecchio già livellata dalla cellula C x L 2 C 2f l’in¬ 
duttanza dell’avvolgimento di campo viene nel con¬ 
tempo utilizzata nella seconda cellula C 2 Le C 3 . Una 
disposizione ottima è anche quella di fìlg. 14, da usarsi 
però quando si ha dairalimentatore una notevole di¬ 
sponibilità di corrente anodica. 

Neutralizzazione del ronzìo. 

I metodi ora esposti tendono alla eliminazione delle 
cause del ronzìo-, ma non si può pretendere che la loro 
applicazione risolva perfettamente l’inconveniente e 
d’altra parte in molti casi si tratta di eliminare il ron¬ 
zìo da un apparecchio già costruito senza apportare 
radicali modificazioni. 

Abbiamo già visto come, senza artificio, il ronzìo 
provato dalle variazioni di tensione, quando sia di op¬ 
portuna intensità, neutralizzi il ronzìo dovuto alle va¬ 
riazioni di temperatura essendo questi due'effetti op¬ 
posti di fase. 

Artificialmente è pure possibile provocare lo stesso 
fenomeno immettendo nell’apparecchio un ronzìo dì 
grandezza e fase -opportune tale da neutralizzare quello 
già prodotto dal funzionamento degli organi. Per rag¬ 
giungere questo scopo si approfitta del fatto che la 
tensione di griglia di una valvola è in opposizione di 
fase -con la tensione di griglia della valvola che la pre¬ 
cede e con quella della valvola che la segue. Così 
neiràmplificatore di fìg. 15 tu è in opposizione con a 2 
ed in fase con u 3 . ■ u 



Se dunque durante il funzionamento nasce del ron¬ 
zìo, alla griglia della valvola d’uscita V 3 sarà appli¬ 
cata una tensione u 3r di ronzìo che è conseguenza di. 
tutte le perturbazioni avvenute nell’apparecchio. Que- 
sta tensione n 3r avrà, come si è visto, una frequenza 
fondamentale a 50 periodi e una armonica 100 sfasata. 

Se ora applichiamo alla 'valvola V 2 una tensione di 
griglia alternata a 50 periodi ed una a 100 periodi di 
opportuna grandezza, a causa della inversione di fase 
fra valvole prossime esse andranno a neutralizzare le 
corrispondenti frequenze che compongono u 3 r. 

Il fenomeno così avverrebbe se l’inversione di fase 
fosse esattamente di 180°, mentre essa è prossima a 
questo valore solo per gli accoppiamenti e resistenze 
capacità, negli altri casi a causa della reattanza degli 
accoppiamenti l’cpposizione non è troppo vicina ad es¬ 
sere verificata. 


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28 


A conferma di quanto si è detto negli amplificatori 
a resistenza-capacità e specialmente neH’amplifìcato- 
re iLofthin-Withe descritto nel N. 10 di questa Rivista, 
la neutralizzazione è molto efficace. 

Vediamo ora come è possibile provocare V immis¬ 
sione delle frequenze neutralizzanti nell’apparecchio. 

La frequenza 50 periodi può essere facilmente otte¬ 
nuta come si è visto spostando la presa potenziometrica 
del filamento fìig. 5, dal quale spostamento dipende la 
grandezza del ronzìo. 

La frequenza 100 periodi può invece venir presa 
dall’alimentatore anodico, alterando l’equilibrio delle 
cellule C, L 1 C 3 , C 2 R, C 3 , C 3 R 2 C* di fig. 1 l e va¬ 
riando i valori delle capacità in modo da provocare un 
Tonzìo di fase ed intensità tali da neutralizzare ouello 
esistente. 

Il Miessner consiglia invece un sistema neutraliz- 
zatore che fa agire la componente alternata Va della 
tensione anodica direttamente sulla griglia fig. 16. 



La tensione alternata Va fra il polo positivo e nega¬ 
tivo dell’alimentatore anodico fa passare una corrente 
i pare alternata attraverso la derivazione 

Rn Cn<£|> 

dove Rg è la resistenza che provoca la caduta per la 
polarizzazione della griglia e Cg il condensatore di 
passaggio. 

Questa corrente / n attraverso il gruppo Cg Rg pro¬ 
voca una tensione di ronzìo il cui effetto è di fase op¬ 
posta a quello provocato dalla tensione Va nel circuito 
anodico. Variando Rn si varia la ‘grandezza del ronzìo 
neutralizzante, mentre con Cn (ed anche con Rn) se 
ne varia entro certi limiti la fase. 

Chi scrive iha invece da tempo adottato un sistema 
che è basato all'incirca sullo stessa principio ma è 
più semplice ed economico. La tensione alternata Va, 
residuo della filtrazione, provoca nel circuito anodico 


N. 17. -La Radio per Tutti . 

della valvola una corrente i a della medesima frequen¬ 
za, la quale percorrendo il circuito anodico attraver¬ 
serà anche il gruppo polarizzatore di griglia fig. 17. 

Il passaggio di i a attraverso Rg provoca variazioni 
di tensione di griglia di segno opposto a Va. 

Infatti se Va è positiva la corrente / a circola nel 
senso placca-filamento (fig. 17) provocando una ten¬ 
sione negativa sulla griglia; l’inverso avviene se Va 
è negativa. Essendo dunque le variazioni della ten 
sione anodica e di griglia di segno opposto, esse ten¬ 
dono a neutralizzarsi. Per variare la tensione di neu¬ 
tralizzazione provata dalla corrente /a attraverso il 
gruppo Cg Rg, poiché non si può toccare Rg che è 
determinata in base ad altre considerazioni, si agisce 
sulla capacità di passaggio Cg. Annullandola, tutta la 
corrente U deve passare attraverso Rg e provoca quindi 
la massima tensione neutralizzante; aumentando in¬ 



vece la capacità Cg una parte sempre maggiore della 
corrente devia e la tensione di neutralizzazione de¬ 
cresce. 

I metodi ora descritti, la cui efficacia è indiscussa, 
si basano però sopra una accuratissima messa a punto. 
Sarebbe ozioso e inutile dare delle norme più precise 
poiché i fenomeni che provocano il ronzìo si presen¬ 
tano in svariatissime combinazioni che non possono 
essere indagate con i normali mezzi di misura di cui 
dispone il dilettante. 

II .miglior metodo è dunque quello di procedere per 
tentativi adottando uno dei metodi di neutralizzazione 
esposti e cercando di ridurre con successivi ritocchi 
al minimo il ronzìo emesso dal riproduttore. 

Ing. G. Monti Guarnieri. 


NUOVE VALVOLE ALLA MOSTRA DELLA RADIO A BERLINO. 


Sebbene la mostra della radio che si svolge quest’anno a 
Berlino presenti un discreto interesse, si può dire che la 
sola cosa sostanzialmente nuova che vi si riscontra con¬ 
siste nel nuovo tipo di valvola messo in commercio dalla 
(( Telefunken ». Ropo la valvola schermata, il pentodo e le 
valvole a riscaldamento indiretto non si è avuto nulla di 
nuovo in fatto di valvole. Desta perciò il massimo interesse 
il nuovo tipo costruito dalla Telefunken. Lo scopo di que¬ 
ste valvole non .consiste già nell’aumentare il rendimento di 
uno stadio, ma di realizzare una notevole economia nella co¬ 
struzione degli apparecchi e di risparmiare spazio. 

Le nuove valvole sono costruite per ora in due tipi : la 
« Arcotron 301 » per la funzione di rivelatrice esclusivamente 
e la (t Arcotron 201 » per gli amplificatori e specialmente 
per il collegamento a resistenza capacità. Esse sono ali¬ 
mentate con corrente alternata ed esigono per l’accensione 
del filamento una tensione di 1 volta. Il coefficiente di am¬ 


plificazione. rispettivamente al loro rendimento è identico a 
quello ottenuto colle valvole comuni. Non è possibile però 
usarle senz’altro in un qualsiasi apparecchio, non soltanto 
per la diversità della corrente di accensione ma anche 
per le altre caratteristiche che esigono fra l’altro un accop¬ 
piamento diverso per la reazione. Esse sono insensibili al 
potenziale negativo di griglia e per questo motivo non è pos¬ 
sibile tracciare le loro curve caratteristiche. 

La particolarità costruttiva consiste nella dimensione molto 
ridotta : esse hanno la forma di un bastoncino simile ai ter¬ 
mometri per la febbre. La griglia non è posta nell’intemo 
del bulbo ma un rivestimento esterno dì metallo funziona da 
elettrodo di controllo. Da ciò risulta un funzionamento so¬ 
stanzialmente diverso da quello delle altre valvole, e di 
questo ci occuperemo in uno dei prossimi numeri data l’im- 
portanza deU’argomento e Tinteresse che esse presentano 
dal punto di vista tecnico. 


29 


La Radio per Tutti. - N. 17. 


Note sulla messa a punto degli apparecchi 


In uh recente articolo abbiamo esaminato la prima 
parte della messa a punto di un apparecchio consi¬ 
derando particolarmente quegli inconvenienti che ne 
impediscono il funzionamento in genere. Ora ci propo¬ 
niamo di esaminare la messa a punto partendo, dalla 
premessa che l’apparecchio sia già in istato di fun¬ 
zionamento. 

Deirapparecchio semplice che consiste di una val¬ 
vola a reazione seguita da uno o due stadii a bassa 
frequenza ci siamo occupati. Abbiamo esaminata la ne¬ 
cessità che l’accoppiamento tra il circuito di griglia 
e quello di placca sia giusto e che possa essere rego¬ 
lato in modo da consentire un innesco dolce. Se il 
limite viene superato, il circuito entra in oscillazione 
e tale oscillazione produce un disturbo a tutti gli ap¬ 
parecchi che si trovano nelle vicinanze pur impe¬ 
dendo ogni ricezione anche coll’apparecchio oscillante. 
L’innesco va perciò ad ogni costo evitato. Se la rea¬ 
zione avviene bruscamente ciò è difficile e talvolta 
imipossibile ad evitare. Più lento è l’innesco, più fa¬ 
cile è la manovra e maggiore sarà anche il rendimento 
che si potrà ritrarre dall’apparecchio. 

'La reazione che funziona regolarmente con una 
valvola può produrre invece un innesco brusco con 
un’altra. Non possiamo qui entrare in maggiori det¬ 
tagli su questo argomento, che è stato già trattato pa¬ 
recchie volte; ripeteremo soltanto che l’innesco dipen¬ 
de dalla mutua conduttività della valvola, la quale è 
data dalla relazione fra la resistenza interna e il coeffi¬ 
ciente di amplificazione. Nel caso di innesco troppo 
brusco conviene o cambiare la valvola con una di 
resistenza interna maggiore, oppure, ridurre il numero 
di spire dell’avvolgimento di reazione. Tutto il se¬ 
greto del rendimento che si può ottenere con un ap¬ 
parecchio di questo genere dipende appunto dal fun¬ 
zionamento della reazione, ed è su questo punto che 
conviene convergere tutta l’attenzione. Un apparec¬ 
chio con una reazione 'ben regolata permette di rea¬ 
lizzare dei risultati talvolta insperati pur senza mo¬ 
dificare il resto del montaggio. 

La messa a punto esatta della parte a bassa fre¬ 
quenza consiste nella scelta della valvola adatta per il 
penultimo e per l’ultimo stadio e nella regolazione 
giusta del potenziale delle due griglie. Osserviamo 
in proposito che anche la regolazione delle tensioni 
della seconda valvola influisce sul funzionamento della 
reazione. La tensione anodica e il potenziale di griglia 
dovranno èssere aH’incirea quelli indicati dal costrut¬ 
tore della valvola. Si terrà anche presente che una 
tensione anodica troppo bassa produce distorsione. 

La prima valvola a bassa frequenza sarà una val¬ 
vola di media potenza con una resistenza interna non 
troppo elevata. Il tipo che dà i migliori risultati di¬ 
pende dalle caratteristiche dej trasformatore. L’ultima 
Valvola sarà sempre una valvola di potenza con resi¬ 
stenza interna relativamente bassa. Il volume di suono 
che si ricava dall’apparecchio dipende in gran parte 
dalle caratteristiche di questa valvola. 

Non conviene, infine, dimenticare che anche la re¬ 
golazione giusta della tensione di accensione ha una 
capitale importanza su tutto il funzionamento dell’ap¬ 
parecchio. Essa deve venir regolata in modo da 
dare ad ognuna delle valvole la giusta tensione di ac¬ 
censione che, colle valvole usuali, è di qualche cosa 
inferiore ai 4 volta, per raggiungere la piena emis¬ 
sione, Non conviene in nessun caso oltrepassare il 
limite indicato dal costruttore perchè ciò danoegge- 
rebbe il filamento il quale perderebbe 1’emissione. Si 
terrà anche conto del fatto che l’accumulatore appena 
caricato, dà, di solito, una tensione maggiore di 4 


volta, sicché occorre procedere di quando in quando 
a qualche ritocco nella regolazione dei reostati. 

Passiamo ora ad esaminare gli apparecchi che ab¬ 
biano più di tre valvole o meglio quelli in cui sia im¬ 
piegato almeno uno stadio di amplificazione ad alta 
Irequenza. In questo caso si avrà quasi sempre il col- 
legamento intervalvolare a mezzo di trasformatore; se 
le valvole ad alta frequenza sono triodi i circuiti sa¬ 
ranno' neutralizzati, se invece sono impiegate le val¬ 
vole schermate la neutralizzazione mancherà nella 
maggior parte dei casi. Consideriamo in'primo luogo 
il circuito neutralizzato. Qui ha la massima importanza 
la valvola che è impiegata. In genere, in tutti i circuiti 
ad alta frequenza si dovrà sempre usare la valvola di 
caratteristiche analoghe. Abbiamo già osservato che la 
caratteristica principale che viene in considerazione è 
la resistenza interina della valvola., Se essa è troppo 
elevata per il trasformatore impiegato si avrà un ren¬ 
dimento molto ridotto, se è troppo bassa si avrà un’o¬ 
scillazione impossibile ad eliminare. Se le caratteri¬ 
stiche sono giuste la neutralizzazione dovrà procedere 
con la massima facilità. Come si effettui la neutralizza¬ 
zione è stato descritto parecchie volte e noi non lo 
ripeteremo iin queste brevi note. Quando la neutraliz¬ 
zazione è fatta a dovere l’apparecchio deve funzionare 
senza entrare in oscillazione; esso dev’essere perfet¬ 
tamente stabile. Il passaggio da una stazione all’altra 
deve avvenire senza che si possa udire il minimo- fi¬ 
schio. Si osserverà che di solito la neutralizzazione si 
ottiene più facilmente per le onde lunghe che per 
quelle corte. Di solito l’apparecchio avrà la tendenza 
ad entrare in oscillazione ai primi gradi del condensa¬ 
tore. Tale oscillazione si elimina con una neutralizza¬ 
zione accurata. Qualora ciò non riescisse si dovrebbe 
ricominciare, da capo con la neutralizzazione. Se ad 
onta di tutti gli sforzi non si riescisse nell’intento sa¬ 
rebbe necessario cambiare la valvola e sostituirla con 
una di maggiore resistenza interna. La selettività di 
un apparecchio neutralizzato si potrà giudicare appena 
dopo effettuata la messa a punto, cioè dopo ottenuta 
la perfetta nautralizzazione. In genere, all’infuori 
della neutralizzazione, non ci sono altre difficoltà di 
messa a punto in un apparecchio di questo genere. Va 
soltanto ancora osservato che anche la regolazione del¬ 
l’accensione ha una notevole importanza sul funziona¬ 
mento deH’ampliifìcatore ad alta frequenza. In genere 
vale quello che è stato rilevato più sopra, che le ten¬ 
sioni di accensione devono essere quelle richieste 
per il tipo di valvola impiegato. Una tensione troppo 
bassa toglie bensì la tendenza ad oscillare ma riduce 
anche la sensibilità del circuito. 

Più difficile si presenta in certi casi la messa a 
punto di un apparecchio a valvole schermate. Qui con¬ 
viene distinguere se si tratta di un solo stadio ad alta 
frequenza o di due o più. Nel primo caso si tratterà 
soltato di regolare le diverse tensioni e si avrà rara¬ 
mente da lottare contro le oscillazioni parassite. In 
genere si può dire che impiegando un solo stadio ad 
alta frequenza basta una semplice parete divisoria fra 
i due stadi per impedire ogni oscillazione. Se gli stadi 
sono due o più si avrà una maggior tendenza ad oscil¬ 
lare e talvolta anche una piccola deficienza della, scher¬ 
matura può produrre un’oscillazione della parte ad 
alta frequenza. In auesto caso non c’è altro rimedio 
che completare la schermatura. 

Un’influenza suH’innesco delle osculazioni ha pure 
la tensione della griglia-schermo. Da questo particolare 
converrà ottenere il maggior profitto. È noto che l’ap¬ 
parecchio è più sensibile, che l’amplificazione è cioè 
maggiore quando ci si avvicina al limite d’innesco. A 



























3Q 

tale limite è possibile portare rapparecchio con l’aiuto 
delle tensioni applicate alle griglie-schermo. Sarà per¬ 
ciò bene provvedere che tali tensioni siano facilmente 
regolabili. E pure bene che la resistenza impiegata 
per la caduta di tensione delle griglie-schernvo sia po- 
tenzìometrica. Basta allo scopo che fra l’attacco all’a- 
limentatore che fornisce la tensione intermedia per le 
griglie e il negativo dell’alimentatore sia coliegata una 
resistenza che può avere un valore molto elevato come, 
ad esempio, 0.5 megohm. Questa precauzione è ne¬ 
cessaria quando l'alimentatore non abbia già una resi¬ 
stenza potenziometrica. Senza questo dispositivo l’am¬ 
plificazione viene ridotta in misura sensibile. 

Anche un apparecchio con valvole schermate deve 
funzionare senza il minimo fischio ed avere la mas¬ 
sima stabilità. 

Si può quindi riassumere l’operazione della messa a 
punto degii apparecchi con amplificazione ad alta fre¬ 
quenza nei seguenti termini : ottenere la massima sta¬ 
bilità ma portare rapparecchio più vicino che sia possi¬ 
bile al limite dell’innesco'. Questo obiettivo è talvolta 
molto difficile a raggiungere e si realizza raramente in 
modo perfetto, perchè se la stabilizzazione è perfetta 
si avrà una sensibilità minore per le frequenze più 
basse e si riceveranno perciò meglio le stazioni sui 
primi gradi del condensatore. Una sensibilità eguale 
per tutte le frequenze è difficile da ottenere se non 
s’impieghino dei circuiti speciali come, ad esempio, il 
Loftin White. Notisi che non si tratta dell’amplifi¬ 
catore a bassa frequenza attualmente in voga ma di un 
sistema bilanciato di amplificatore ad alta frequenza 
descritto a suo tempo e impiegato nell’apparecchio 
R. T. 10. 

Per la parte a bassa frequenza vale quello che è 
stato detto sugli apparecchi a tre valvole. 

Non ci siamo occupati qui della disposizione delle 
singole parti e dei collegamenti, che possono avere 
un’importanza capitale sul funzionamento specialmente 
con valvole schermate, perchè siamo partiti dalla 
premessa che l’apparecchio sia costruito su un pro¬ 
getto già studiato' e provato e perchè la disposizione 
delle parti appartiene al progetto e alla costruzione del¬ 
l’apparecchio e non alla messa a punto. 

Resta ancora da esaminare la messa a punto degli 
apparecchi a cambiamento di frequenza. Essa può pre¬ 
sentarsi molto semplice, quando si parta da premesse 
sicure, come, ad esempio, una media frequenza co¬ 
struita bene e di buon funzionaménto, un oscillatore 
sicuro, valvole adatte. Altrimenti i fenomeni che si 
possono presentare in un apparecchio di questo genere 
sono tanti e tali che non è nemmeno possibile riassu¬ 
merli brevemente. Per essere completi cominceremo 
con l’esaminare il cambiamento di frequenza che è la 
parte più importante del complesso sistema di rice¬ 
zione impiegato nelle superterodine. Affinchè il cam¬ 
biamento di frequenza possa avvenire è necessario che 
la valvola osculatrice funzioni regolarmente o meglio 
nel suo circuito si abbiano delle oscillazioni persistenti. 
È questa la prima premessa per il funzionamento del¬ 
l’apparecchio. Se manca l’oscillazione dell’eterodina 
non si avrà nessuna ricezione, nemmeno della stazione 
locale, la quale tuttavia potrebbe essere ricevuta in 
certi casi attraverso la media .frequenza su armonica. 
Sarà perciò necessario accertarsi in prima linea del suo 
funzionamento. 

Anche qui partiamo dalla premessa che gli stadi 
successivi, cioè la bassa e la media frequenza, siano 
ih istato- di funzionamento. Come si potrà constatarlo 
vedremo poi quando passeremo ad esaminare quella 
parte dell’apparecchio'. Se si riesce a ricevere anche 
una sola stazione che non sia Ut locale si potrà conclu¬ 
dere con certezza che bene o male la valvola oscilla. 
In casó' diverso rimane il dubbio, che si può chiarire nel 
modo seguente. Quando l’apparecchio è messo jn fun¬ 
zione, cioè quando siano applicate tutte le tensioni, si 


N. 17.-La Radio per Tutti . 

proverà a toccare col dito umido una parte qualsiasi del 
circuito di griglia deiroscillatrice : al contatto del dito 
si deve udire all’altoparlante un rumore secco abba¬ 
stanza forte. Se il rumore è debole o non si percepisce 
affatto è segno evidente che la valvola non oscilla. Ciò 
può dipendere dalla valvola stessa che non è adatta a 
quella funzione oppure dal circuito che è difettoso 
ovvero collegato male. Un cattivo contatto può essere 
benissimo la causa del mancato funzionamento. Co¬ 
munque, conviene in questi casi procedere ad un esa¬ 
me accurato di tutto il circuito dell’oscillatrice control¬ 
lando dapprima le tensioni applicate, verificando poi¬ 
tutti i contatti specialmente quelli dei piedini della val¬ 
vola e infine i collegamenti dell’oscillatore e l’oscilla¬ 
tore stesso. Soprattutto si verificherà il senso dei col- 
legamenti e g.e l’oscillatore è autocostruìto nel senso 
degli avvolgimenti. Anche la continuità degli avvolgi¬ 
menti dovrà essere oggetto di una verifica. Eventual¬ 
mente può essere necessaria la sostituzione della val¬ 
vola con un’altra di resistenza interna minore o di 
coefficiente di amplificazione maggiore. In genere si 
darà sempre la preferenza a quelle valvole che sono 
destinate dal costruttore per la funzione di osculatrice. 
Se la valvola oscilla regolarmente e se il circuito di 
entrata che si compone del telaio e del condensatore 
variabile di sintonia non hanno' difetto, il cambiamento 
di frequenza deve avvenire almeno se si tratta dei si¬ 
stemi usuali. Qui conviene però considerare le parti¬ 
colarità dei vari sistemi di cambiamento di frequenza. 

Il più semplice a funzionare è senza dubbio l’ultra- 
dina. -Con questo montaggio si avrà difficilmente un 
insuccesso purché le singole parti siano calcolate e co¬ 
struite a dovere. Maggiori difficoltà può presentare la 
bigriglia modulatrice. 11 suo funzionamento è molto 
più complesso di quello dell’ultradina e l’entrata in 
oscillazione del circuito si ottiene soltanto se sono os¬ 
servate certe premesse. Gli avvolgimenti dell oscilla¬ 
tore devono essere calcolali per la bigriglia, essi de¬ 
vono avere più spire nel circuito di placca che in quello 
di griglia. Inoltre la schermatura dell’oscillatore è molto 
delicata e non è consigliabile al dilettante che si co¬ 
struisce da solo questa parte; infatti, è difficile otte¬ 
nere l’oscillazione se la schermatura non è alla giusta 
distanza dell’avvolgimento e se nella scelta del nu¬ 
mero di spire non è tenuto conto dello schermo. Dàto 
che essa non è necessaria è meglio che Tautocostrut- 
tore la eviti completamente. 

La tensione del filamento ha pure la massima im¬ 
portanza per il regolare funzionamento dell’os-cilla- 
trice bigriglia ed è perciò necessario che il circuito di 
accensione sia munito di un buon reostato e che la sua 
regolazione sia fatta con cura. 

Anche le caratteristiche del filtro hanno-un’impor¬ 
tanza, ed è sempre preferibile usare un trasformatore 
con pari numero di spire per il primario e per il secon¬ 
dario. Infine, anche la tensione anodica deve essere 
moderata e minore di quella impiegata per le altre 
supereterodine ; conviene però non esagerare e non 
scendere oltre un certo limite, sotto il quale la val¬ 
vola potrebbe oscillare. Berciò si potrà in caso di in¬ 
successo aumentare la tensione anodica sopra il li¬ 
mite indicato dal costruttore senza tema di danneg¬ 
giare la valvola perchè la tensione è indicata per 
l’uso della bigriglia a carica speciale e non per il 
suo 1 impiego come oscillatrice. Di solito s’impiega una 
tensione di una quarantina di volta: ma anche qui non 
può essere data una regola generale per tutte le^ val¬ 
vole perchè ognuna ha le sue particolarità. Meglio di 
tutto scegliare una bigriglia costruita a posta per que¬ 
sta funzione, cosa che hanno fatto le più importanti 
fabbriche del continente. 

In un prossimo, articolo esamineremo ancora gli altri 
sistemi sotto l’aspetto della messa a punto e del fun¬ 
zionamento, passando poi alle altre parti dell ap¬ 
parecchio. 



NOTE SULL’APPARECCHIO A CINQUE VALVOLE 
ALIMENTATO IN ALTERNATA 


La costruzione dell’apparecchio a 5. valvole di cui portante tre boccole, che servono per tenere rigidi i 

2 schermate, pubblicato nel numero scorso, come i collegamenti delle tensioni della prima bassa frequenza 

lettori hanno’di già potuto osservare non si differenzia e delle placche delle valvole schermate, 
molto da ■quella dei comuni apparecchi alimentati to- Coloro che non badano tanto alle dimensioni, den¬ 
talmente in alternata, una leggera variante, riguardante gcmbro possono fare J1 pannello base più largo, onde 

la disposizione del materiale, è stata apportata al blocco poter tenere i componenti del sistema alimentatore un 

■di alimentazione. po’ più indietro dell’attuale, ponendo verticalmente e 

rutti i componenti il sistema alimentatore sono stati dinanzi all alimentatore una lastra di alluminio o di 

disposti infatti lungo l’orlo posteriore del pannello rame che schermerà i componenti l’apparecchio da 

base in maniera da occupare il minore spazio possi- quelli dell alimentatore stesso. In tal caso è indispen- 

bile ed in modo da fare le derivazioni per le tensioni sabbile mettere a contatto con la terra lo schermo, che 

le più corte possibili. però dev ’essere elettricamente e perfettamente isolato 

.NeH’alimentazione in alternata la lunghezza dei fili da tutti i rimanenti organi e fili di collegamento, tranne 

di collegamento assume un’importanza considerevole, che dalle masse del blocco' delle impedenze e del tra¬ 

rispettabile, per un’accolta di fenomeni intrinseca- sformatore. 

mente legati a questi sistemi di circuiti. Guardando II dare altre indicazioni per la costruzione dell’ali- 
rapparecchio dal davanti si osserva infatti che il blocco mentatore sarebbe addirittura superfluo, considerata la 
di condensatori è stato collocato verso la parte poste- chiarezza del disegno costruttivo e di quello elettrico, 

riore sinistra del pannello base. Sul blocco sono'fissate Per quanto riguarda poi la costruzione della rima¬ 
le due impedenze, trattenute fra di loro a mezzo* di pie- nente parte dell apparecchio, insistiamo nel raccoman- 

coli perni attraversanti le alette di sostegno. dare di non mutare nulla, e di lasciare stare ogni or- 

Queste impedenze sono trattenute saldamente al gano al suo posto. Il trasporto da un punto all’altro di 

blocco ed al pannello base con una striscia metallica, un elemento può facilmente compromettere tutto, 

con gli estremi avvitati sul pannello. La costruzione degli apparecchi in alternata, seb- 

Subito dopo a destra del blocco di condensatori e bene non estremamente difficile come tanti vogliono 

delle impedenze si trova lo zoccolo porta valvola della asserire, è delicato. E per questo che fidiamo in un 

raddrizzatrice; andando sempre verso la parte destra, certo senso di gentile disciplina e di obbedienza da 

si trova fissato in posizione verticale il trasformatore parte dei nostri lettori, e specialmente da coloro che si 

di alimentazione. Le prese del primario.si trovano al cimentano per le prime volte con le simpatiche sor- 

fianco destro del pannello base, mentre le prese di prese che suol regalarci la corrente alternata applicata 

tutti i secondari stanno sulla parte sinistra e precisa- alla radio. 

mente dalla parte dello zoccolo della raddrizzatrice. Jn questi tipi di apparecchi occorre avere somma 

Per una più chiara illustrazione della disposizione cura nel fare le saldature perfette, senza che per esse 

delle prese secondarie, le placchette porta morsetti si usino acidi o altre sostanze corrosive, che sotto 

sono state disegnate ribaltate al disopra del fianco del l’influenza di correnti elevate, .come quelle che ali-' 

trasformatore. , rumano i filamenti, bastano a falsare in tutto o in parte 

Verso l’esterno stanno i sei morsetti dei secondari il contatto, 
ad alta e bassa tensione della raddrizzatrice; verso la Particolarissima attenzione deve essere prestata an- 
parte interna si vedono i sei morsetti dei secondari di cora alla valvola rivelatrice, per la quale occorre veri- 

alimentazione delle cinque valvole delUanparecchio. beare attentamente se i piedini della valvola fanno 

La resistenza potenziometrica, dalla quale si pren- buon contatto* con lo zoccolo, se i dadi del condensatore 

dono le diverse tensioni anodiche, è fissata dinanzi al di rettificazione sono ben stretti, e se la resistenza di 

trasformatore di alimentazione. Essa è trattenuta fìssa rettificazione fa ottimo contatto elettrico. In questo ge- 

con delle apposite squadrette fissate sul pannello base nere di montaggi, ammesso che siano stati eseguiti 

e agli estremi di un’asticina metallica che attraversa correttamente, ai primi sintomi di ronzìo si farà se- 

l’interno'del bastone di materiale refrattario, o candela, guire un’attenta verifica a quanto si connette con la 

su cui sta avvolto il filo costituente la resistenza po- rivelatrice, e con i collegamenti tutti ad essa relativi, 

tenziometrica. Il più delle volte si riscontra infatti in un montaggio 

L’estremo della resistenza potenziometrica più vi- qualche difettuecio che, prestamente corretto, fa spa¬ 
ino allo zoccolo della rettificatrice rappresenta il ne- ri re ogni traccia di rumore. Jn somma, negli apparecchi 

gativo, il quale va collegato' cerne al solito alla terra in alternata, i falsi contatti assumono' un’importanza 

nonché alla massa. molto superiore a quelli che si trovano in un appa- 

L’estremo della resistenza corrispondente alla mas- rocchio a corrente continua, perchè nei primi gli effetti 

sima tensione, sta verso la destra del pannello base. sono molto più manifesti che negli apparecchi in con- 

Dinanzi alla resistenza e quindi sul pannello di legno tinua, più semplici e più facilmente ispezionatili, 

è avvitata orizzontalmente una striscettina di bachelite II ronzìo che talvolta si nota negli apparecchi in al- 


'/ 










32 

ternata è quasi sempre da escludersi che possa dipen¬ 
dere dall’alimentatore, in cui, come nel nostro caso, le 
impedenze ed i condensatori sono più che abbondanti; 
nè tanto meno bisogna ricercare il difetto nelle valvole, 
in cui i campi magnetici interni potrebbero essere 
causa di ronzìo. Oggi esistono sul mercato delle val¬ 
vole a riscaldamento indiretto esenti da ogni difetto. 

Un particolare interessante, trascurato quasi dalla 
maggior parte dei dilettanti, si riferisce alla potenza 
del trasformatore di alimentazione e specialmente alla 
parziale potenza del secondario ad alta tensione. Ge¬ 
neralmente, per un apparecchio-, ammettiamo di cin¬ 
que o sei valovole, che si calcoli consumino una cor¬ 
rente totale di 40 milliampère, si crede che sia suffi¬ 
ciente un'erogazione del trasformatore di una corrente 
di poco superiore ai 40 milliamp. Questo in pratica non 
deve avvenire per il fatto che, oltre alla corrente pura¬ 
mente necessaria all’alimentazione anodica delle valvo- 
oe, bisogna tener conto della corrente che si deriva 
nella resistenza potenziceli., corrente che può ascen¬ 
dere a circa 15 milliampère. Ciò nel caso del sistema 
■della resistenza Dotenziometrica, che, pur non costi¬ 
tuendo l’ideale, si presta ottimamente alla poca pratica 
■dei dilettanti, nuovi degli apparecchi in alternata, ai 
quali riesce molto facile e pratica la scelta delle ten¬ 
sioni, mercè il semplice spostamento dei colletti, per¬ 
chè diversamente col sistema migliore delle resistenze? 
: in serie che producono le cadute di potenziale neces¬ 
sarie ai diversi circuiti, occorrerebbero dei calcoli non 
sempre alla portata dei più. Questi calcoli per altro non 
occorre siano fatti nel caso più giusto in cui il dilet¬ 
tante voglia eseguire il montaggio di un apparecchio 
In maniera del tutto identica alla descrizione. 

Riepilogando, abbiamo che, col sistema della resi¬ 
stenza potenziometrica, la totalità della corrente ero¬ 
gata dal secondario ad alta tensione, che alimenta le 
-placche della raddrizzatrice, dev’essere uguale alla cor¬ 
rente totale consumata dall’apparecchio, sommata ad 
una corrente di circa 15 milliampère, che si ammette 
venga derivata dalla stessa resistenza potenziometrica. 
'Se un trasformatore eroga una corrente appena appena 
-uguale a quella consumata dalle valvole, l’apparecchio 
ronzerà sicuramente, così come s’è potuto osservare 
In moltissimi apparecchi, per i quali la corrente ero¬ 
gata dal trasformatore, sebbene leggermente superiore 
■al consumo totale delle valvole, non basta affatto al 
regolare funzionamento dell’ apparecchio. Abbiamo 
fatto queste considerazioni sul secondario ad alta ten- 
'sione, per la sua importanza, trascuriamo invece quelle 
^sugli altri secondari che corrisponderanno sempre pur¬ 
ché la costruzione sia fatta a regola d’arte. 

Di tanto abbian particolare cura i dilettanti nella 
:ompera dei trasformatori. Nel nostro apparecchio, 
-però, tutto è stato calcolato in modo da assicurare un 
perfetto funzionamento, che non può mancare se la 
^costruzione sarà fatta in conformità all’originale. 

L’apparecchio, come s’è detto a suo. tempo nell’ar- 
"ticolo descrittivo, non richiede alcuna messa a punto, 


MATERIALE 


N'. 17. -La Radio per Tutti . 

tranne che la regolazione delle tensioni anodiche, che, 
partendo da quelle da noi indicate, potranno in pratica 
richiedere qualche lieve modifica- 

Sarebbe agevole per i dilettanti l’uso di qualche stru¬ 
mento, e precisamente di qualche voltometro, che 
abbia però almeno una resistenza di 100 ohm per volta ; 
oppure di un mìlliamperometro, fondo scala una ven¬ 
tina di milliamuère, che con opportune resistenze 
shunt può adattarsi a funzionare da voltometro, così 
come è stato indicato breve tempo addietro dal nostro 
Dott. Mecozzi a proposito della descrizione di uno stru¬ 
mento universale da lui ideato. 

Una vera messa a punto degli apparecchi ut alter¬ 
nata che descriviamo sulla nostra Rivista sì può dire 
che non esista, perchè data la loro particolarità co¬ 
struttiva il perfetto funzionamento, a montaggio ulti¬ 
mato, è assicurato sin dalle prime prove. La ricchezza 
delle illustrazioni e delle indicazioni riguardanti le 
proprietà particolari dei componenti, è tale, che ad 
opera finita non rimane altro che,girare le manopole 
dei condensatori perchè sì ottenga la immediata rice¬ 
zione delle molte stazioni europee. Il nostro apparec¬ 
chio è dotato di una selettività più che sufficiente alla 
separazione delle stazioni di lunghezza molto vicina, 
e questo anche nelle condizioni le più difficili. 

A mano a mano che si passa dalle onde corte alle 
onde lunghe, la discesa di aereo, sarà spostata sempre 
verso le prese che si allontanano dalla presa di terra. 
La necessità di questa operazione si nota peraltro nel 
caso in cui si dimori in località molto vicina a qualche 
trasmittente, altrimenti è sufficiente collegare l’aereo 
nella presa intermedia. Nella manovra della sintoniz¬ 
zazione bisogna badare che le placche mobili dei con¬ 
densatore di reazione girino lentamente, e che esso sia 
lasciato alla graduazione corrispondente, un po’ al di¬ 
sotto, al limite di innesco. Ad ogni regolazione dej con- 
densatarino di reazione deve seguire un leggero ritocco 
del condensatore di accordo C 2. Questo perchè la rea¬ 
zione non solo influisce sull’amplificazione, ma anche 
sul grado di selettività e quindi sulla, sintonia del cir¬ 
cuito oscillante ad essa relativo. 

Come s’è accennato nell’articolo, il dilettante che 
volesse regolare il volume di suono potrà montare la 
resistenza variabile R 4, che regola la tensione delle 
due griglie-schermo, sul pannello frontale, in modo da 
poterla variare con facilità a seconda delle particolari 
esigenze della potenza di ricezione delle stazioni, molte 
delle quali subiscono un’amplificazione assai forte, 
non sempre compatibile coi gusti di molti amatori. 

L’impedenza Z3 è a presa variabile; essa si presta 
perciò alla scelta di quel valore d’impedenza che me¬ 
glio si adatta al tipo di altoparlante posseduto, perchè 
la riproduzione e la potenza siano le migliori possibili. 

Con queste brevi note crediamo di poter ritenere 
esaurito il semplice ma delicato argomento. 

Agli intelligenti lettori, auguriamo il più bel suc¬ 
cesso. 

Filippo Cammareri. 


ESAMINATO 


Valvola di grande potenza P 430 
Tungsram Barium 

(Tungsram Elettrica Italiana , 5. A,) 

( Milano, Viale Lombardia, 48) 

Abbiamo esaminato nel nostro laboratorio una nuova se¬ 
rie di valvole Tungsram Barium, valvole già ben note per 
le loro qualità ai lettori della nostra Rivista. Quella di cui 
diamo oggi le caratteristiche è una valvola di grande potenza, 
■che può essere impiegata in tutti gli apparecchi in sostitu¬ 
zione della valvola finale, ove si voglia migliorare la qualità 
.-di riproduzione e la potenza del ricevitore. 


Le caratteristiche da noi misurate sui campioni sottopo¬ 
stici non si scostano in media che mìnimamente da quelle 
ufficiali, mentre la costanza delle caratteristiche stesse è 
notevole. .1 dati sono i seguenti: 


Tensione di accensione 
Corrente di accensione 
Tensione anodica 
Corrente anodica normale 
Pendenza 

Coefficiente di amplificazione 
Resistenza interna 
Corrente di saturazione 
Dissipazione anodica 


4 volta 
0.3 ampère 

150-250 volta 

25 milliampère 
2,2 mA/v 

5 

2000 ohm 
100 milliampère 

6 watt 


La Radio per Tutti. - N. 17. 33 


La valvola P 430 è, nel gruppo delle valvole di grande po¬ 
tenza, una valvola media. La tendenza negli apparecchi mo¬ 
derni di adottare come valvola finale una valvola di potenza 
assai maggiore di quelle che si adoperavano sino a poco 
tempo fa è perfettamente giustificata dal desiderio di avere 
audizioni più intense e senza distorsione : la valvola P 430 
può essere facilmente sostituita alle comuni valvole di po¬ 
tenza, migliorando notevolmente l'apparecchio e semplice- 
mente variando la tensione anodica e di griglia ; le speciali 
caratteristiche della nuova valvola la rendono particolar¬ 
mente adatta al collegamento diretto con l'altoparlante, an¬ 
che senza trasformatore di uscita, mentre relevato coeffi¬ 
ciente di amplificazione e la pendenza notevole assicurano 



lo sfruttamento di tutta la potenza che la valvola è capace 
di fornire, anche con apparecchi che siano relativamente 
modesti. 

Le dimensioni della nuova valvola sono identiche a quelle 
di una comune valvola per bassa frequenza. 

La tensione negativa dì griglia da applicare varia da 
20 volta con tensione anodica di 150 volta a 30 volta con 
tensione anodica di 250 volta. 

Strumento di misura a bobina mobile per 
correnti continue “ Mavometer 

(Ing. Luigi Garbani - Milano, Via Giuseppe Parini, 1) 

L’istrumento di misura chiamato ((manometro» è uno dei 
tipi più indovinati per uso universale; esso si distingue per 
la precisione, per la semplicità e per il prezzo accessibile 
a tutte le borse. 

Osserviamo che si tratta di uno strumento serio che per¬ 
mette delle misure precise e che è dotato di ottime qualità 
meccaniche. 

Esso consiste di un milliamperometro che ha senza shunt 
una sensibilità di 2 mA. fondo scala. Questa caratteristica 
basta di per sè a dimostrare quali siano le principali qualità 
dello strumento, il quale consente tutte le misure voltometri- 
che e amperometriche con un grado di precisione che va al 
di là del bisogno di un dilettante ed è sufficiente anche 
per scopi di laboratorio. 

L'equipaggio è perfettamente bilanciato e ha un movi¬ 
mento uniforme senza scatti e senza oscillazioni, qualità in¬ 
dispensabile per la sicurezza delle misure. Le dimensioni 
sono di 130x90x20, la lunghezza dell’arco della scala è di 
62 mm. e la lunghezza dell’indice è di 39 mm. La scala 
è munita di uno specchio per evitare gli errori dì parallasse. 


Ogni strumento è munito di una vite per effettuare all’oc - 
correnza la correzione dello zero. 

Dalla parte superiore sono fìssati tre morsetti di cui quello 
a sinistra serve per il collegamento al negativo tanto nelle 
misure voltometriche che in quelle amperometriche; il 
morsetto di mezzo serve per le misure della corrente e quello 
di destra per le misure di tensione. Per effettuare ogni mi¬ 
sura è necessario premere un bottone che è sito al disotto a 
sinistra della scala. 

Le sensibilità che si hanno nell’uso dello strumento senza 
shunt e senza resistenze sono di 2 milliampère e di 100 mil- 
lìvolta. 

Dalla parte inferiore sotto la scala ci sono tre morsetti che 
servono per il collegamento delle resistenze di shunt e dì 
quelle voltometriche. Tanto le une che le altre sono fornite 
dalla casa per tutte le misure correnti in modo che l’istru¬ 
mento può essere completato secondo le esigenze e serve 
così per uso universale. Le resistenze stesse sono di forma 



indovinata, di minimo ingombro e possono essere col legate 
istantaneamente. Esse sono fornite a prezzo molto mode¬ 
rato. 

Gli impieghi che consente uno strumento di questi sono 
troppo noti e sono stati descritti minutamente in diverse 
occasioni su questa rivista. Accenneremo soltanto a tutte le 
misure voltometriche da 100 millivolta a 1000 volta e da 
2 milliampère fino a 50 milliampère. 

Con la possibilità di queste misure crediamo che il tec¬ 
nico e il dilettante possano effettuare tutte le operazioni di 
controllo e di messa a punto dtìgli apparecchi. Degli altri 
usi menzioneremo ancora la misura delle resistenze, per la 
quale la casa fornisce un’apposita tabella. 


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CONCORSO FRA I LETTORI 


Le proposte pervenute alla Commissione per il 
tema del prossimo' concorso sono abbastanza numerose 
ed alcune contengono delle idee ottime. Fra tutte 
spicca però, per l'utilità del dispositivo proposto e per 
il compito attraente lasciato alla genialità dei nostri let¬ 
tori , quello proposto dalla signorina Emma Cottafavi, 
Villa Roccavilla, Fiorano Modenese, che consiste di 

Un autoregolatore o regolatore economico 
della tensione stradale. 

La Commissione non ha quindi esitato ad assegnare 
il premio alla signorina Cottafavi, alla quale sarà per¬ 
ciò inviato 

Un altoparlante a tromba tipo G 

direttamente dalla casa BRUiNET di Milano. 

Degli altri temi proposti , ne pubblichiamo alcuni a 
titolo di saggio facendo seguire qualche commento . 

Il signor Enrico Sazia, Arcisate (Varese) ci pro¬ 
pone la costruzione di un apparecchio superrigenera¬ 
tivo a tre valvole a per Fascolto con aereo interno 
delle stazioni da 20 a 1000 metri d'onda su altopar¬ 
lante e ciò per i nostri connazionali lontani che ane¬ 
lano Roma (Prato Smeraldo) con poca spesa e nes¬ 
suna complicazione ». Qui noi vorremmo porre la do¬ 
manda al signor Sazia, se egli abbia mai provato le 
delizie della super rigenerazione e se ritenga real¬ 
mente che tale apparecchio non presenterebbe nes¬ 
suna complicazione. Noi osserveremo soltanto che la 
messa a punto della superreazione rappresenta uno 
dei problemi piu ardui che si siano mai presentati 
ad un dilettante di radiotecnica e che i risultati non 
sono mai tali da compensare per la fatica impiegata. 
Questa difficoltà e la poca sensibilità e complicazione 
della manovra hanno fatto scomparire completamente 
iati dispositivi? Oggi poi r colle valvole a riscaldamento 
indiretto, gli apparecchi non hanno nulla da invidiare 
a quelli a superreazione, anzi presentano il vantaggio 
di una sensibilità molto maggiore a parità di numero 
di valvole mentre la manovra è di una semplicità che 
non ha nemmeno confronto con quella dei superrige- 
nerativi. Osserviamo che Fapparecchio R. T. 51 che 
pure ha tre sole valvole permette senza aereo la ri¬ 
cezione di gran parte delle stazioni su altoparlante 
e non teme il confronto con nessun superrigenerativo. 

Il signor Elio Tcmmasini di Torino f via Maria Vit¬ 
toria, 35, propone fra altri temi un filtro per l'elimi¬ 
nazione della stazione locale con apparecchi semplici 
come FR. T. 48, R. T. 47 e R. T. 43. A questo os¬ 
serveremo che proprio negli apparecchi citati è fatto 
il possibile per Feliminazione della locale ed effetti¬ 
vamente si possono ricevere moltissime stazioni quan¬ 
do funziona la locale con tutti e tre i montaggi. (Ve¬ 
dasi in proposito la lettera del signor Umberto Mo¬ 
relli in questo numero). £ naturale che le stazioni 
più vicine di lunghezza d'onda si ricevono difficilmente 


coll'R. T. 42, ma non crediamo d'altronde che un 
filtro possa portare un grande vantaggio perchè le 
perdite che si hanno necessariamente col circuito oscil¬ 
lante aggiunto diminuiscono la sensibilità dell'appa¬ 
recchio. Riteniamo perciò più utile rinunciare a qual¬ 
che stazione ma ricevere in compenso meglio le altre. 

Il signor Mario Gianni di Pola ci propone la co¬ 
struzione di un condensatore variabile ad aria. Anche 
questa proposta non abbisogna di molti commenti. Il 
prezzo irrisorio dei condensatori variabili e la fatica 
enorme che costa la costruzione da parte di chi non 
è attrezzato■, senza contare poi le deficienze che si 
possoho avere nel funzionamento , escludono ogni pra¬ 
ticità del tema, che del resto non rappresenta nulla 
di nuovo trovandosi numerosissime descrizioni di tali 
costruzioni per il dilettante nelle vecchie riviste di 
radio. 

Delle altre proposte parecchie che sarebbero ac¬ 
cettabili sono tuttavia superate, secondo F opinione 
della Commissione, da quella premiata . 

Il tema del prossimo Concorso sarà perciò 

Progetto e descrizione di un dispositivo auto* 

regolatore della tensione della rete stradale, 

da applicarsi agli alimentatori e agli appa¬ 
recchi in alternata. 

Il dispositivo deve corrispondere a due condizioni: 
semplicità di realizzazione e costo minimo. 

Rileviamo che dispositivi di questo genere esistono 
già in commercio e che il progetto da presentare deve 
essere originale e non rappresentare la copia di ap¬ 
parecchio esistente. 

Parecchie sono le possibilità per risolvere il pro¬ 
blema, e nella semplicità ed efficacia della soluzione 
si vedrà lo spirito inventivo del lettore. Un dispositivo 
bene ideato e pratico potrebbe avere le migliori pro¬ 
spettive di applicazione anche nel campo industriale. 

I progetti dovranno pervenire alla Direzione della 
Rivista - Sezione Concorso (Via Pasquirolo, 14) - non 
più tardi del giorno 1° ottobre 1930. 

II progetto deve essere esteso in forma .chiara con 
tutti i dettagli di costruzione ; deve essere scritto su 
una sola parte del foglio con inchiostro oppure a mac¬ 
china. I disegni eseguiti con inchiostro e con riga e 
compasso in modo da poter essere riprodotti. Tanto 
il manoscritto che i singoli fogli contenenti i disegni 
devono essere contrassegnati col nome del concor¬ 
rente. 

Uniformandosi al criterio espresso dal dottor Pio 
Cecconi di Aquila lasciamo liberi tutti i lettori di 
proporre un tema per il prossimo Concorso . L'indi¬ 
cazione del tema deve essere precisa e breve e deve 
essere seguita dalla firma del proponente. Quei let¬ 
tori che invieranno un progetto per il Concorso e una 
proposta per il prossimo tema dovranno impiegare 
per quest'ultimo un foglio di carta separato scritto da 
una sola parte, e contrassegnarlo col proprio nome. 










































36 

Tutte le lettere inviate che non corrispondessero a 
queste norme saranno senz'altro cestinate. 

Il premio per il miglior progetto di un dispositivo 
regolatore di tensione consiste di 

1 Trasformatore d’alimentazione tipo AV 6 

messo a disposizione della S. A. « L’ AVVOLGI - 
TRICE » Milano, Via Fiamma N. 12. 


N. I 7.-La Radio per Tutti. 
Il premio per la migliore idea di un tema consiste di: 

1 Blocco condensatori fissi per alimentatore 
1 Resistenza potenziometrica per alimentatore 

messi a disposizione dalla ditta « SPECIALRADIO » 
Milano, Via Pasquirolo N. 6. 


Il rapido diffondersi degli apparecchi in 
alternata rende sempre più urgente e ne¬ 
cessario lo studio di mezzi idonei ad evi¬ 
tare i danni delle brusche sopraeleva- 
zioni della tensione stradale. 

Già l’anno scorso la Radio per Tutti 
aveva teoricamente posta la questione, ri¬ 
servandosene una trattazione anche dal 
punto di vista pratico e costruttivo : trat¬ 
tazione che — vivamente desiderata — 
non ci è purtroppo insino ad ora perve¬ 
nuta. 

'Nell’attesa proporrei intanto che i let¬ 
tori della R. p. T. si cimentassero nel pro¬ 
getto di un 

Autoregolatore o regolatore économico 
della tensione stradale 
o comunque di un 

Dispositivo di protezione delle valvole 
c. a. (in particolare del filamento) 
contro le così dette punte di) carico. 

Emma Cottala vi {Villa Rocca vi 11 a) Fio¬ 
rano Modenese. 

L’inconveniente occorsovi, della mancata 
indicazione del tema da parte dei con¬ 
correnti, inconveniente probabilmente de¬ 
stinato a ripetersi, mi suggerisce di pro¬ 
porvi una regolamentazione diversa del 
Concorso. Dato che un ottimo tema può 
esservi suggerito anche da chi non è in 
grado di combinare un progetto, sarebbe 
bene scindere e sabilire un concorso per 
il tema e un concorso per il progetto, con 
le seguenti norme : 

i° Viene stabilito' di indire un con¬ 
corso permanente per temi di progetti ra¬ 
diotecnici, le cui indicazioni, enunciate in 
modo sommario ed in forma chiara, pos¬ 
sono essere inviate senza termine pre*- 
scritto e che vengono esaminate una volta 
al mese per farne la scelta e premiare 
quella che sarà pubblicata nel numero 
del 15 di ogni mese. 

2 0 Si indica altresì un concorso per¬ 
manente per progetti inventivi o costrut¬ 
tivi radiotecnici sul tema prescelto e pub¬ 
blicato, come sopra, che devono essere 
inviati entro il giorno (io? 12? 15?) del 
mese successivo, per essere esaminati e 
per scegliere quello che sarà ritenuto me¬ 
ritevole di premio e pubblicato nel nu¬ 
mero del i° d’ogni mese. 

3 0 I premi, tanto per l’uno che per 
l’altro concorso, consisteranno in acces¬ 
sori per costruzioni radiofoniche dilet¬ 
tantistiche e verranno preannunziati in 
ogni numero della Rivista nella rubrica 
« Concorso permanente ». 

Ed ora passo alla mia proposta di tema 
pel concorso prossimo, di cui al N. 15 di 
Radio per Tutti. 

Un articolo del Dott. Mecozzi nel N. 12 
della Rivista molto opportunamente ha 
richiamato l’attenzione sui circuiti per 
onde corte. Perseguendo dunque lo scopo 
di invogliare i dilettanti radio-costruttori 
agli apparecchi per onde corte, mi sem¬ 
bra molto opportuno ed assai interessante 
il tema : 

Progetto dì 3 trasformatori intercam¬ 
biabili per onde corte, adatti a co¬ 
prire per sezioni la gamma di io a 
100 m. 

Dott. Pio Cecconi. 

i° Tema di Concorso : Costruzione di un 
motorino d’altoparlante (diffusore). Requi¬ 
siti necessari : Potenza : (esclusi perciò 
tutti gli adattamenti da orecchianti cf a 


cuffia); semplicità, minimo ingombro (nel 
senso della profondità o larghezza, spes¬ 
sore del complesso che dir si voglia). 

2 0 Tema : Progetto e realizzazione di ap¬ 
parecchio trasportabile completo di alto- 
parlante e alimentazione (che potrebbe 
essere anche in alternata, dato che ormai 
tutti i minimi paesi di villeggiatura, di¬ 
spongono di impianti di luce elettrica). 

Si richiederebbero : minimo ingombro 
e massima economia (compatibilmente 
con la bontà del materiale e dei risultati 
che si vogliono ottenere. Ricezione in 
diffusore delle stazioni italiane e delle 
principali estere). 

Quanto allo schema si prendano per 
base quelli con un massimo di 5 valvole 
(anche con schermate) della serie R. T. 

Francescani Gianterzo — Trieste 

Mi pregio sottoporre all’esame di co- 
desta On. Commissione il seguente tema 
quale oggetto di concorso del corrente 
mese : 

« Progetto per la costruzione, con i mez¬ 
zi disponibili del dilettante, di un con¬ 
densatore variabile ad aria della capacita 
di 350-500 mf. (quale comunemente si usa 
per la gamma dai 250 ai 600 metri di, lun¬ 
ghezza d’onda) con relativa manopola de¬ 
moltiplicatrice, che praticamente abbia 
spiccate qualità elettriche, minima capa¬ 
cità residua, sia meccanicamente ottimo 
e che risulti di modesta spesa». 

L’esemplare costruito dal concorrente 
dev’essere (?) inviato a codesta Commis¬ 
sione al fine di poter giudicare con prove 
di laboratorio quello che più si avvicina 
al tipo ideale. Ciò se sarà ritenuto oppor¬ 
tuno. 

Con l’occasione ini permetto rivolgere 
la presente domanda : « Se il radiodilet¬ 
tante ha escogitato tutti i mezzi possibili 
per costruire i più svariati pezzi staccati, 
più o meno difficili, perchè non tentare 
di poterlo avviare alla costruzione di que¬ 
sto importantissimo e delicato organo ne¬ 
cessario per il montaggio di qualsiasi tipo 
di ricevitore ? 

Credo opportuno aggiungere che la de¬ 
scrizione che accompagna il condensatore 
dovrebbe essere fatta in modo particola¬ 
reggiato indicando anche quantità e qua¬ 
lità di materiale adoperato; ciò, s’inten¬ 
de, per facilitare l’opera di colui che do¬ 
vrà accingersi ad eseguire il lavoro de¬ 
scritto. 

Mario Gianni — Pota. 

Partecipo con una mia idea al concorso 
per il tema del mese di settembre, che 
potrebbe essere ; 

« Costruzione di una media frequenza 
per valvole schermate o non, con o senza 
filtro di banda ; dati di costruzione e me- 
todo di taratura ». 

Enrico Pedemonte — - Genova Bolzanelo . 

Lettore assiduo da oltre 25 anni dei vo¬ 
stri geniali volgarizzatori della Scienza, 
vi propongo un tema : 

« Circuito e montaggio di un apparec¬ 
chio a 3 valvole in super-reazione per 
Pascolto; con aereo interno di ni. 3 delle 
stazioni da m. 20 a 1800 d’onda su alto¬ 
parlante ». 

E questo per i nostri connazionali lon¬ 
tani che anelano di sentire Roma Prato 
Smeraldo con poca spesa e nessuna com¬ 
plicazione. 

Enrico Sazia — Arcisate (Varese). 


Presento al concorso di agosto alcuni 
temi che credo siano conformi agli scopi 
ed alle finalità del simpatico Concorso. 

i° Descrizione di un filtro per eliminare 
la stazione locale, per apparecchi con po¬ 
che valvole in alta frequenza. (Esempio : 

R. T. 48, R. T. 36, R. T. 43). 

2 0 Progetto di un ponte di Wheatstone 
che permetta le misure di resistenze, in¬ 
duttanza e capacità. (Strumento molto 
utile ad ogni buon radioamatore, relati¬ 
vamente di poco costo e di facile costru¬ 
zione). 

3 0 Descrizione di un trasformatore di 
aereo e di uno intervalvolare schermati, 
da potersi sostituire a quelli indicati per 
l’R. T. 51 e di facile costruzione da parte 
del dilettante. 

4 0 Descrizione di una impedenza ad alta 
frequenza schermata, per onde corte, e di 
una pure schermata per onde medie. 

Euro Tommasini — Torino. 

Sono, con la presente, a proporre il 
tema di concorso per la volta ventura, il 
quale consiste nel : 

« Calcolo e costruzione di un trasforma¬ 
tore d’alimentazione per un apparecchio 
in alternata, descritto nella Radio per 
Tutti dal i° gennaio 1930 ad oggi». 

Questo tema di concorso riuscirebbe 
molto utile al dilettante attrezzato, il qua¬ 
le troverà nella serie dì calcoli che sa¬ 
ranno presentati alla Commissione, quello 
che meglio gli servirà. 

Nel caso che il precedente tema fosse 
scartato, propongo : 

« Una nuova copertina a colori per la 
Radio per Tutti ». 

Lucioni Ettore — Mozzate. 

Progetto di un alimentatore anodico per 
apparecchi fino a quattro valvole con spe¬ 
ciale riguardo all’economia di costruzione. 

Ing. Piero Denicola — Benevento. 

Partecipo al Concorso delle idee : dato 
l’elevato prezzo degli accessori per mon¬ 
taggio in alternata propongo Ja seguente 
idea : Costruzione facile di alimentatore 
anodico. Beninteso, è compresa la costru- 
, zione del trasformatore e dei condensatori. 
Credo che questa possa riuscire di grande 
utilità a moltissimi. 

Mori Gian Carlo - Castelveccana (Varese}. 

Propongo quale tema per il concorso del 
mese di settembre : L’alimentazione del¬ 
l’alta frequenza (oseillatrice modulatrice 
inedie frequenze) e sostituzione della bassa 
frequenza in una Loftin White di potenza 
(R.. T. 53) alla classica iperdina R. T. 45. 

Oliviero Grattoni — Gorizia. 

In merito al concorso fra lettori pag. 41, 
N. 15, 

Non sapendo con precisione le norme de¬ 
limitanti il genere di progetto da porre a 
concorso, temo che quanto propongo sia 
troppo al di sopra della capacità media 
dilettantistica. 

* Io proporrei : 

Apparecchio ricevente a 4 valvole per on¬ 
de corte e medie (da io a 600 m.) alimen¬ 
tato in alternata. 

Dott. Luigi Capovilla — Prato. 


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una speciale Bobina a nido d’Ape (per 
le onde da 300 a 3000 Metri), messa in 
serie, con una bobina EXCELSIOR, a 
minima perdita, per bloccare le frequen¬ 
ze fra 20 e 300 Metri. 

LIRE 37 


f 



Preghiamo vivamente tutti i lettori di voler usufruire largamente di questa .rubrica comunicandoci i risul¬ 
tati che hanno incontrato nella realizzazione degli apparecchi da noi descritti e i risultati che hanno potuto 
ottenere. È di sómma utilità per tutti i lettori poter essere informati di ciò che hanno potuto realizzare gli 
altri dilettanti che si trovano in condizioni analoghe alla loro quando costruiscono un apparecchio, l.e os¬ 
servazioni e le esperienze fatte dai costruttori dilettanti possono essere di grande interesse non solo per i 

lettori ma anche per i redattori della rivista . 




* 


Gli apparecchi della serie R. T. 

Profondamente riconoscente agli insegna¬ 
menti di eotesta spettabile Rivista, ho il 
piacere di ringraziare i signori Mecozzi e 
Cammareri e compagni di collaborazione e 
di esporre il mio sincero giudizio su alcu¬ 
ni circuiti della serie R. T. 1928, 1929, 193.0. 

Ai primi del 1929, prettamente incompe¬ 
tente di radiotecnica ed ignaro dei relati¬ 
vi progressi e quasi nemico delle audizio¬ 
ni radiofoniche — tanto disgusto avevo 
provato nell'udire l'altoparlante di alcuni 
apparecchi in funzione presso privati e ne¬ 
gozianti — ebbi il capriccio di costruirmi 
un apparecchio a galena, ^traendo le rela¬ 
tive istruzioni da un foglio volante stacca¬ 
to da un cartolaio da non so quale rivista 
per involgere un calendario. 

Fui tanto soddisfatto della debole ma 
- purissima ricezione in cuffia della locale, 
che mi accinsi a cercare delle riviste e 
manuali di radiotecnica — recenti o arre¬ 
trati — dando senz’altro la preferenza alle 
incoraggianti edizioni della Radio p. Tutti. 

E cosi, in pochi mesi, divenni assiduo 
frequentatore dei locali ove si vende il... 
salatissimo materiale radiofonico, e dovè 
incontrai e conobbi molti cortesi radioma¬ 
niaci che ne sapevano piu di me e mi for¬ 
nivano di consigli infallibili e di spiega¬ 
zioni per me ancora... incomprensibili. 
Quindi armato di una passione e di una 
pazienza senza limiti mi dedicai prima al 
montaggio e smontaggio dei circuiti a ga¬ 
lena e carborandum fino allora conosciuti, 
fra i quali gli ottimi R. T. 15, R. T. 19 e 
R. T. 32. 

Poi, quando 1111 angolo della mia casa era 
già divenuto un bazar di bobine originali 
ó autocostruite, dì monopoline e condensa- 
tori a mica, e di cristalli rivelatori di ogni 
tipo e marca, desiderai sentire più forte 
e più stazioni. Quindi sotto la guida della 
Radio per Tutti e della nuova simpatica 
edizione deW Antenna costruii tutti i cir¬ 
cuiti da' 1 a 5 valvole, tipo neutrodina, Rei¬ 
na tz, risonanza ecc., con triodi ad tetrodi 
o pentodi, traendo risultati veramente sor¬ 
prendenti dall’R. T. 20, R. T. 25, R. T. 36, 
R. T. 37, R. T. 38, R. T. 48 e dall’S. R. 1 
e S. R. 2. 

Abito quasi nel centro di Roma ma il 
tetto della mia abitazione non è attraver¬ 
sato da alcuna linea telefonica o telegrafica. 
Ho Tinstallazione di tre antenne : una in¬ 
terna unifilare di ni. 4; una interna a for¬ 
ma di spira aperta di m. 14; una esterna 
orizzontale, unifilare a forma d’angolo acu¬ 
to, a m. 20 dal suolo, della lunghezza di 
m. 50 precisi, con una coda (parte vertica¬ 
le, parte orizzontale) di 111. 30, con in serie 
un blocco di condensatori fissi da i/ro di 
IQQO 0 a 3/1000, per usufruirla nelle migliori 
condizioni a seconda del circuito ricevente 
applicatovi. 

Le due antenne interne sonò soddisfa¬ 
centi soltanto con l’R. T. 20, 36, 48e S. R. 1. 

E siccome la mia famiglia è numerosa ed 
alcuni di questa amano ascoltare per pro¬ 
prio conto ciò che può piacere, rimangono 


conservati intatti e in funzione i montaggi 
dell’R. T. 19 e R. T. 32 per la locale in 
cuffia e R. T. 20 e S. R. 2 per la locale 
e alcune trasmittenti estere con diffusore 
« Sferovox » (tipo argentato); l’R. T. 36 
per l’audizione in diffusore delle più po¬ 
tenti e più vicine trasmittenti estere du¬ 
rante i mesi da ottobre ad aprile ; ed in¬ 
fine il meraviglioso R. T. 48 che in questi 
mesi estivi (specie fine luglio-primi d’ago¬ 
sto) mi dà con lo « Sferavox » — a comin¬ 
ciare dalle ore 19 e più tardi gradatamente 
più forte — tutte le stazioni italiane (esclu¬ 
so Bolzano e Napoli) e le più potenti sta¬ 
zioni straniere comprese fra Gleitwitz e 
Lubiana.Ossia le onde da m. 253 a m. 575. 

Bepehè per ragione di economizzare in 
in A. la corrente anodica delle batterie, al¬ 
l’unico stadio in B. F. dell’R. T. 48, vi ho 
messa la valvola Dario Radiotecnique R. 36 
miniwatt (unica variante allo schema del 
Cammareri) il volume dì suono è sufficien¬ 
temente forte rispetto ad altri circuiti del 
commercio, quasi nulli gli effetti delle sca¬ 
riche atmosferiche, e ben di rado la sog¬ 
gezione a disturbi parassitari. 

La selettività dell’R. T. 48, con l’ultima 
antenna indicata, e qualche volta senza al¬ 
cun condensatore in serie, mi permette in 
luglio e agosto previa accurata ma non 
lunga e difficile manovra dei condensatori 
di sintonia, di separare nettamente Glai- 
witz e Horby (253-257) Londra II n , Moraw- 
ska, Barcellona e Bratislava (m. 261-263-268 
e m, 279) Barcellona EAJ, Graz e Londra 1 ° 
{t349"352 e m. 356) Tolosa e Genova (381 e 
in. 385) Katowice da Roma fqoS e 441) L-an- 
genberg, Daventry e Praga (472-479-486) e 
Milano e Bruxelles (500-508). 

Dalle ore 13 alle 15 invece, oltre la lo¬ 
cale, l'altisonante mi consente soltanto 
l’ascolto di Bratislava, Algeri, Torino e 
Milano. 

Però fino a che non avrò diminuita la 
lunghezza di questa antenna, forse non po¬ 
trò alleviare un inconveniente : quello di 
avere una graduale diminuzione di inten¬ 
sità di ricezione sulle lunghezze d’onda da 
m, 446 a 575. 

Anche a tarda ora della sera non mi è 
ancora riuscito captare neanche in cuffia : 
Bolzano, Napoli, Goteborg, nè Oslo (60 chi¬ 
lowatt). 

In complesso, ed a onor del vero, o per 
condizioni speciali di ubicazione, per qua¬ 
lità di materiale, o forse per l’esatta messa 
insieme dei vari componenti, con l’R. T. 48 
ascolto in diffusore ben 25 stazioni (e tra¬ 
scuro 15 o 20 fischi di deboli trasmittenti 
difficili da sintonizzare o rinforzare con la 
reazione), e i suoni, sono puri, .spesso pu¬ 
rissimi, veramente superiori a un 5 o 6 
valvole del commercio. 

Ho osservato che con una messa a punto 
poco meticolosa dei reostati, ricevo con la 
stessa messa potenza di Roma, le lontane 
trasmittenti : Katowice, Tolosa, Algeri, 
Londra 1 °, Torino, Bratislava, Morawska e 
Londra II 0 . 

Quanto prima questo apparecchio sarà 
alimentato dal vostro ultimo alimentatore 


di placca, al fine di mantenergli delle ten¬ 
sioni costanti. 

Se i lettori di codesta Rivista si accin¬ 
gessero ad un attento montaggio dì questo 
circuito, eviterebbero delusioni e sareb¬ 
bero più entusiasti dei progressi della te¬ 
cnica radiofonica che i tecnici italiani di¬ 
vulgano con parole piane ed elementari 
anche ai menò colti lettori della Radio per 
Tutti. 

Tutto questo per giustamente classifica- 
re le caratteristiche di alcuni apparecchi 
da voi diligentemente studiati e per inco¬ 
raggiare altri lettori, perchè qui a Roma 
gli apparecchi autocostruiti o comperati in 
negozio non vengono messi in funzione 
quasi sotto i piloni delle antenne straniere 
come fate voialtri che avete un laboratorio 
sperimentale circa 600 chilometri più vi¬ 
cino di me alle trasmittenti europee. 

Il vostro riconoscente ed assiduo lettore 
Umberto Morelli — Roma . 

Ancora m. T. 36. 

Forse l’argomento incomincia ad essere 
cronologicamente vecchio, ma non per que¬ 
sto meno importante trattandosi dell’R. 
T. 36, il quale, nonostante i quasi univer¬ 
salmente riconosciuti ottimi risultati, ha 
voluto dimostrarsi, presso alcuni dilettan¬ 
ti — che ritengo 11011 lo abbiano saputo 
«ambientare» — poco... socievole. È per 
costoro, forse oramai disillusi, forse anco¬ 
ra alle prese con tale apparecchio, che, a 
seguito dì quanto scrissi e venne pubbli¬ 
cato nel N. 1, 1930, di eotesta Rivista, e 
con il permesso della stessa, rendo note 
alcune modifiche ed aggiunte che, dopo ben 
sette mesi di prove e controprove mi han¬ 
no consentito di portare il rendimento del 
mio apparecchio ad un massimo che mi è 
invidiato da amici autocostruttori di altri 
apparecchi, R. T. 36 compreso. 

Premetto, ed è cosa molto importante e 
forse risolutiva agli effetti del principale 
rendimento, che i diversi elementi del¬ 
l’apparecchio sono situati secóndo la co¬ 
pia fedele dello schema costruttivo ed il 
trasformatore intervalvolare pur con qual¬ 
che lieve spostamento dei due avvolgimen¬ 
ti, l’uno rispetto all’altro, è rispondente al 
sistema ed ai dati della Rivista. 

Aggiungo poi quanto segue : 

— Ho ottenuto la massima selettività e 
sensibilità e non solo agli effetti dell’esclu¬ 
sione della locale (della quale mi sbaraz¬ 
zerei egualmente in non troppi gradi), con 
l’aggiunta, fuori dell’apparecchio del fil¬ 
tro pubblicato ilei N. 19 del 1929 di Radio 
per Tutti, facendo entrare l’aereo alla spi¬ 
ra i6 a e regolando il relativo condensatore 
variabile (da 0.0005 a mica) sul 40". Sol¬ 
tanto per le stazioni da Torino in giù detto 
condensatore variabile deve essere rego¬ 
lato sui gradi da 14 a zero. Infatti, ad 
esempio, ricevo Horb} 1, a 22° e 2 0 dei due 
condensatori variabili dell’apparecchio N. 
S. F.) e condensatore variabile del filtro a 
zero, con una intensità, poniamo uguale 
a 2. Se ora, sposto lentamente quest’ulti- 











































40 


mo condensatore da zero a 12 0 l'intensità 
mi aumenta sensibilmente, e raggiunge 4. 
Per qual motivo avvenga ciò non so pre¬ 
cisamente, pur sembrandomi per intuizio¬ 
ne che il complesso del filtro produca un 
aumento di tensioni oscillanti d’aereo al¬ 
l'entrata dell’apparecchio ; il fatto però è 
certo. 

dio messo in serie sul filo di terra un 
condensatore fisso da 2/1000 il quale ha per 
risultato di diminuire lo smorzamento del 
circuito antenna-terra, ciò che arguisco dal 
fatto che in tal modo mi occorre molto me¬ 
no reazione. È da notare che tale conden¬ 
satore fisso — se messo sull’antenna — e 
ciò sembrerebbe un paradosso, non dà i 
medesimi risultati, (Non ho strumenti adat¬ 
ti, quindi giudico ad... orecchio). 

— Fra l’uscita dell’impedenza ad alta 
frequenza (verso il trasformatore b. f.) ed 
il —H ho inserito un condensatore fisso 
da 0.0003 P er 1 ° scarico delle alte frequen¬ 
ze residue. Tale valore è ottimo. 

— In serie al condensatore variabile di 
reazione (da 0:0005) ho inserito un conden¬ 
satore fisso da 1/1000 con il doppio scopo 
di: a) ridurre la capacità del primo a 
0.0003, e : b) di salvaguardare la vita delle 
valvole in caso di un eventuale cortocir¬ 
cuito di quello variabile. 

— L’avvolgimento d’aereo consta di 20 ! 
spire, che utilizzo per le stazioni da Vien¬ 
na in su, con presa intermedia a 15, che 
utilizzo per tutte le altre stazioni. Nove 
spire ho trovato che rendevano troppo se¬ 
lettivo Fapparecchio sacrificandone la pu¬ 
rezza di ricezione. Gli avvolgimenti : di 
griglia ed il secondario del trasformatore 
intervalvolare sono di 50 spire, ciò che mi 
permette di ricevere le due stazioni limite : 
Lubiana e Breslavia rispettivamente a 92° 
89° e 2o 0 -o° utilizzando cosi tutto il qua¬ 
drante dei condensatori variabili. 

— L'impedenza ad A. F. (altro coeffi¬ 
ciente importante) da me adoperata è ac¬ 
quistata a lire 14 nel commercio, ed è di 
una casa tedesca (tubo ebanite con otto 
gole, altezza 4 cm., diametro 2 cm.). 

— Le valvole sono tutte Philips : A 441, 
A 415, B 406, B 443. Accensione con accu¬ 
mulatore 27 amp-ora; alimentazione con 
Philips 3009. Antenna m. 30-40 alta 15 m. 
dal suolo. Terra apparecchio: gas; mi¬ 
gliore — nel caso mio — di quella data 
dalla tubatura dell’acqua che utilizzo in¬ 
vece per l’involucro dell’alimentatore. 

— Risultati : luglio 1930. In diffusore 
ben 39 stazioni — che non elenco per bre¬ 
vità — fra le quali, notevoli per distanza 
e potenza : Horby (Svezia), Hoenisberg, 
Genova, Berna ed altre. Sono disturbate 
dalla locale le sole stazioni di Daventry, 
Lione, Zurico, Belgrado, Berlino, ciò che 
riduce, anche largheggiando, la ricezione 
durante la trasmissione locale, le stazioni 
ad una trentina, forti ed indipendenti, sal¬ 
va, poverina, Genova che se la fa bene 
con Vilno (e sono tanto abbracciati da non 
poterli disunire)! In compenso, Genova, 
unitamente a Napoli si lascia prendere in 
pieno meriggio, in grazia di quella gen¬ 
tile propagazione diretta. Aggiungo che 
Roma va in pieno diffusore senza antenna 
e senza terra. 

Con la sola rete del letto le stazioni in 
diffusore sono in numero discreto. 

Credo quindi che vi sia da essere sod¬ 
disfatti per i risultati ottenuti e motivo di 


perseverare — da parte degli scontènti — 
nella messa a punto di tale apparecchio 
come dà buon piemontese ho fatto per 
molti mesi anch’io. 

E chi vuole accertarsi dei fatti, favorisca 
pure : Via 'Lupino, 14 ; ingresso gratuito. 

Ringrazio nuovamente il realizzatore pri¬ 
mo dell’R. T. 36 e codesta Rivista, anche 
per l’accoglimento dell’attuale filastrocca. 

Rag. Bertinotti Eugenio — Roma. 

R. T. 36 

Stanco di portare il peso della cuffia sul 
capo, ed amante di libertà nei movimenti, 
desideroso di un apparecchio che mi con¬ 
sentisse l’ascolto in altoparlante di buon 
numero delle emittenti, la mia scelta è ca¬ 
duta sull’R. T. 36 a 4 valvole con bigriglia, 
che tanto successo ha riportato fra gli in¬ 
numerevoli lettori che lo hanno costruito. 

Smantellato per la bisogna l’apparec- 
chietto a 2 valvole ne trassi dal materiale 
quanto poteva occorrermi e per il man¬ 
cante la spesa si limitò ad un condensa¬ 
tore variabile da 500 cm. ed a quello a 
mica per la reazione, zoccoli, impedenza, 
filo ecc,, in tutto L. 70. 

Premetto che i due condensatori varia¬ 
bili sono come Dio vuole, i trasformatori in 
bassa « Radio Vittoria - Torino » tipo ul¬ 
tra economico. 

Mi sono tenuto fedelmente alle istruzio¬ 
ni dell’articolo circa il montaggio del tra¬ 
sformatore d’aereo e intervalvolare, ed a 
lavoro ultimato fatto con la massima pu¬ 
lizia e cura, esente da saldature, ho avuto 
la soddisfazione di sentirlo cantare impe¬ 
tuoso, senza che nulla vi fosse più da met¬ 
tere a punto 0 ritoccare. 

Vi avevo montato la bigriglia Tungsram 
DG 407 - rivelatrice Philips A 415 - i° B. F. 
Telefunken 084 2 0 B. F. Telefunken 134 
con tensioni così ripartite : 

Alla bigriglia 50 volta, alla rivelatrice 
45, alle due basse 120; ricavati da una bat¬ 
teria di accumulatori Tudor. 

Vi provai inoltre la bigriglia Zenith D 4 
ma non mi riuscì di farlo funzionare a do¬ 
vere. L’ho lasciato quindi come nel primo 
momento essendo risultato sorprendente 
per purezza e potenza. 

Per l’altoparlante mi sono costruito il 
diffusore a diaframma di lino come alla 
vostra Rivista, e per motore ne ho costrui¬ 
to uno a 4 poli usando una calamita rica¬ 
vata da un magnete per auto fuori uso. 

Pure questo motore ottimo e potente l’ho 
costruito seguendo la vostra Rivista e de¬ 
sunto dalle vostre rubriche. 

Per gli increduli e pei denigratori della 
vostra Rivista, per gli scettici dei vostri 
schemi, per tutti coloro che vedono nella 
vostra opera di divulgazione un solo scopo 
commerciale, la prova del materiale da me 
usato ed i risultati ottenuti sono la smen¬ 
tita. 

A coloro che si accingono a delle costru¬ 
zioni di apparecchi credendo di montare 
nn « Meccano » e poi non riescono e spu¬ 
tano veleno alla Radio per Tutti e chi la 
stampa, io rispondo che imparino le pili 
elementari norme di montaggio, che troppi 
sono gli scogli in apparecchi complessi, 
che prima comincino come me da nn sem¬ 
plice apparecchio ad una valvola e poi vo¬ 
lendo salire la scala gradino per gradino, 
imparino come si deve salire. Molti in- 


N. 1 7. - La Radio per Tutti . 

successi sono spesso dovuti ad ignoranza 
completa. 0 visto dei montaggi di appa¬ 
recchi da parte di qualche amatore, roba 
da far rizzare i capelli; nessuno avrebbe 
detto, quello è un apparecchio radio, ma 
una vera pattumiera piena di ciò che può 
contenere. 

Poi dicono : l’apparecchio non va. E in¬ 
veiscono e insultano, così forse non pochi. 
Vari amici di questi, li ho portati ad ascol¬ 
tare il vostro R, T. 36 e sono rimasti e si 
sono ripromessi di ritentare la prova, si 
sono ricreduti degli insuccessi, delle ama¬ 
rezze subite. 

Il vostro apparecchio realizzato è quanto 
di meglio si possa pretendere da un 4 val¬ 
vole, prova ne sia che di giorno dalle ore 
12,30 alle 14,30 nel mese del sol leone con 
tappo luce e terra ricevo — ben udibile 
per altoparlante — Roma, Milano, Lubia¬ 
na ed un’altra stazione su gradi 39 non 
identificata. Di sera con antenna bifilare 
di m. 12 alta dal suolo appena m. 5 non 
potendo di meglio, ricevo 17 stazioni fort 
in altoparlante e innumerevoli ben udibili. 

Pio applicato all’altoparlante un filtro di 
tonalità Philips per ottenere una maggio¬ 
re purezza di suoni e di voci ed il suo com¬ 
pito lo assolve lodevolmente. Tale appa¬ 
recchio si può anche usare con valvola nor¬ 
male al posto della bigriglia ma la rea¬ 
zione diviene più brusca e innescando emet¬ 
te fischi assordanti, mentre con la bigri¬ 
glia pure con la reazione innescata nes¬ 
sun sibilo si fa udire, tanto più si spinge 
la reazione altrettanto si deve diminuire 
l’accensione della bigriglia per ottenere 
la stabilizzazione dello stadio in alta fre¬ 
quenza. 

Una lode meritata ai dotti collaboratori 
della Rivista per la loro opera atta solo a 
procurare ambite soddisfazioni a chi sa 
trarre dai loro insegnamenti il seme per 
raccogliere buoni frutti. 

Moretti Felice — Forlì. 

Apparecchio a corrente contìnua con 
alimentatori. 

Da due anni seno in possesso di un ali¬ 
mentatore di filamento e uno di placca 
che impiego con un’ultradina. Da qual¬ 
che tempo accusava ronzìo e per attenuar¬ 
lo dovevo ridurre al minimo la tensione 
anodica della rivelatrice. Con un apparec¬ 
chio a reazione ii ronzìo era ancora più 
accentuato. Prima di cambiare l’elemento 
raddrizzatore dell’alimentatore di filamen¬ 
to e anche i condensatori filtro (come mi 
aveva consigliato la casa fabbricante) o di 
scartare il costoso alimentatore e trasfor¬ 
mare gli apparecchi in alternata, ho pro¬ 
vato ad alimentare separatamente con pi¬ 
le a secco il filamento della rivelatrice. 
Il ronzìo è scomparso del tutto con lina 
purezza dì ricezione che non ha nulla da 
invidiare a quella ottenuta con batterie. 
Non credo con questo di aver scoperto 
l’America e Sono sicuro che molti avranno 
già pensato a fare altrettanto. Ad ogni 
modo se credi che il mio consiglio possa 
servire a qualcuno nella dolorosa alterna¬ 
tiva di scartare i costosi alimentatori puoi 
pubblicare. Con un blocco di accensione 
volta (4N45-8N45) che dura qualche mese, 
costa poche lire e può anche essere posto 
dentro l’apparecchio, il problema è risolto. 

Cesare Vacca ri — Roma. 



KORTING 


Il trasformatore che è veramente ottimo 


41 


La Radio per Tutti, - N. 17. 



Motorino 


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RTE 0 ONDE C 
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CORTE 0 OND 
E CORTE 0 ON 
DE CORTE 0 0 
NDE CORTE 0 
ONDE CORTE 
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fissi e variabili per 

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42 


N. 17. -La Radio per Tutti. 



Un armamentario imponente 

fu necessario per preparare in forma inecce¬ 
pibile un prodotto di cosi grande importanza 
nella lotta contro le malattie come le Com¬ 
presse di ASPIRINA. Una schiera di chimici, 
un arsenaledi apparecchi e innumeri ricerche 
proseguite per anni resero possibile di 
preparare le Compresse di ASPIRINA in 
modo igienicamente perfetto. 

Compresse di 
ASPIRINA 
sono uniche al 


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30anni di ASPIRI 


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sempre nuovi personaggi e nuove scene, e dall’insieme dei quali viene a comporsi automaticamente 
il più efficace ed attraente quadro del mondo artico americano che lo spirito più fino possa desiderare. 

Grosso volume di 320 pagine, solidamente rilegato, con sopracoperta in tricromia .. La 5a“ 


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1. MARTIN EDEN di J. London. 

2. IL GIOCATORE DI SCACCHI di H. Dupuy- 

Mazuel. 

3. GINGOLPH L’ABBANDONATO di R. Bazin. 

4. IL CASTELLO NERO di G. Leroux. 

5. IL NEGRO DEL « NARCISO » di J. Conrad. 

6. STRANE NOZZE DI ROULETABILLE di G. Le¬ 

roux. 

7. ZANNA BIANCA di J. London. 

8. TERRE MALEDETTE di V. Blasco Ibanez. 

9. L’AGENTE SEGRETO di J. Conrad. 

10. LA DONNA ETERNA di H. Rider Hacgard. 

11. UN MONDO PERDUTO di A. Conan Doyle. 


12. IL RICHIAMO DELLA FORESTA di Jack London. 

13. RADIOSA AURORA di Jack London. 

14. NEFER-SI RISORTA di A. Wylm. 

15. IL LUPO DE) MARI di Jack London. 

16- CUORE DI TENEBRA di J. Conrad. 

17. LA TRAPPOLA D’ORO di J. O. Curwood. 

18. IL CORAGGIO DI MARGE O’DOONE di J. O. 

Curwood. 

19. LA VALLE DELLA LUNA di J. London. - Voi. I 

20. LA VALLE DELLA LUNA di I. London. - Voi. II 

21. NOSTROMO di Joseph Conrad. 

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La Radio per Tutti. - N. 17. 


43 


| CONSULENZA - ] 


1. La Consulenza è a disposizione di tutti i lettori della Rivista, che dovranno uniformarsi alle seguenti norme 
attenendovisi strettamente. 

2 . — Le domande di Consulenza dovranno essere scritte su una sola facciata del foglio, portare un breve titolo, 
una esposizione chiara ma succinta dell’argomento, e la firma (leggibile) con il luogo di provenienza. Gli eventuali 
disegni devono essere eseguiti su foglio a parte ed in modo riproducibile. 

3. — È stabilita una tassa di L. 10 per ogni argomento. Le domande non accompagnate dalla tassa sono cesti¬ 
nate; ove si trattino diversi argomenti e si invii una sola tassa, si risponde soltanto al primo. Per gli abbonati alla 

Rivista la tassa è ridotta alla metà. 

4. — Le domande che pervengono alla Rivista fino al 10 del mese sono pubblicate nella Rivista del 1° del mese 

successivo; quelle che pervengono fra il 10 e il 25 sono pubblicate nel numero del 15 del mese successivo. Nei 

casi in cui sia possibile, vengono inviate le bozze di stampa della risposta all’indirizzo che deve accompagnare la do¬ 
manda. Questo servizio è gratuito, ed anticipa la conoscenza della risposta di circa 15 giorni. 

5. — Gli argomenti delle domande sono limitati rigorosamente ai seguenti, senza alcuna possibilità d’eccezione : 
Apparecchi descritti dalla Rivista negli ultimi dodici mesi, ed argomenti d’indole generale. Tutte le domande su argo¬ 
menti diversi sono cestinate. 


Apparecchio R. T- 48. 

Vecchio lettore della vostra spettabile 
Rivista fin dai primi numeri, mi rivolgo a 
voi per la' prima volta per avere alcuni 
schiarimenti. 

L'R. T . 48 mi presenta questi difetti: 

i. c Poca selettività perchè Milano la 
sento sempre piu o meno forte su tutti i 
gradi dei condensatori. La sua massima 
intensità è fra i 30 e i 60° (o° placche mo¬ 
bili inserite nelle fisse). Sparisce Milano 
solo quando prendo qualche stazione este¬ 
ra fra i 80 e 90°. Da 90 a 100 e da o a 25 
silenzio assoluto. 

2. 0 Sulle poche stazioni estere la rice¬ 
zione è disturbata da forti rumori che non 
sono però scariche elettriche. 

3. 0 Durante le ricezioni sento nell’al¬ 
toparlante un leggero fischio alquanto fa¬ 
stidioso. Inoltre ta stazione di Milano non 
è tanto pura sia con poca che con tanta 
intensità. 

4 -° Dai 50 ai 75 11 dei con densa fori sento il 
fischio dì alcune stazioni, ma alto smorza¬ 
mento entra la stazione di Milano. 

Per rendere più sensibile Papparecchìo 
sulle stazioni lontane ho unito senz'altro ì 
punti 2 e 3 dette bobine (vedi schema ) e 
ho inserito fra le placche fisse del primo 
condensatore variabile e la bobina un con¬ 
densatore fisso da 1/1000 (non so se possa 
andar bene) ; inoltre non ho inserito sul¬ 
l'antenna il condensatore fisso da 0,0001. 

Manovrando il condensatori-no si sente 
forte la reazione. 

L'antenna è costituita da due giri di 
filo di bronzo fosforoso vecchio intorno 
alla parete di una camera per una lunghez¬ 
za totale di circa m. 14. 

It materiale impiegato è il seguente: 
Condensatori variabili Battio da 475 cm. 
e della stessa marca è il condensatorino di 
reazione. 

Condensatori fissi Manens. 

Trasformatore bassa frequenza R. A. M. 
tipo K. D. U. 

Trasformatori alta frequenza costruiti co¬ 
me da istruzioni. 

Reostato R. A. M. da 15 ohms per la 
schermata e Autotìmit per le altre due. 

Valvole: Schermata - Telefunken RES 
044; Rivelatrice - Telefunken RE 084; Am- 
plìficatrìce - Zcnith DU 415. 

Tensioni: Volta 45 alla Rivelatrice , 60 
allo schermo della RES 044, 170 alla Plac¬ 
ca della schermata , 150 alta Placca della 
amplificatrice e 75 allo schermo di questa. 
Tensione negativa di griglia 12 volta. 

L'apparecchio è alimentato con accumu¬ 
latore e con alimentatore di placca da me 
costruito su schema del N. 11 del 1929 
detta vostra Rivista. L'altoparlante pure 
da me costruito è a doppio cono di lino 
conjtnotorino di un piccolo diffusore che 
già vivevo in casa. 

Vi sarei grato se mi voleste mettere sul¬ 


la buona strada perchè da diverso tempo 
lavoro senza migliorare l'apparecchio. 

A. Bagnoli — Milano. 

Ogni volta che la Rivista pubblica la de¬ 
scrizione di un apparecchio con trasforma¬ 
tori da costruire da sè, le colonne della 
Consulenza si riempiono di lettere piene 
di lamentele e le colonne delle Lettere 
dei lettori di lettere elogiative ! Dobbia¬ 
mo veramente ritenere che almeno l’ot¬ 
tanta per cento degli insuccessi dipendo¬ 
no dal fatto che le nostre istruzioni sono 
seguite da alcuni solo in via approssimati¬ 
va, se la descrizione che a un lettore con¬ 
sente un risultato ottimo non soddisfa in¬ 
vece un altro lettore. 

Ella aveva a Sua disposizione un con¬ 
densatore fisso da un decimillesimo : sa¬ 
rebbe stato naturale, dal momento che ri¬ 
scontrava scarsa selettività e difficoltà a 
separare la stazione locale, inserirlo sul¬ 
l’antenna, come è stato sempre consigliato 
in simili casi e come era detto nella de¬ 
scrizione dell’apparecchio : invece lo col¬ 
lega in serie col condensatore variabile, 
riducendo la sua capacità effettiva a una 
quantità trascurabile. 

Inoltre, Ella adopera l’apparecchio su 
una antenna che è piuttosto... un telaio, 
poiché è costituita da due spire di filo 
sulla parete di una camera (isolato come? 
a che distanza dal muro? collegato in che 
modo all’appareeehio ?) ; lasci stare l’an¬ 
tenna di fortuna (vorremmo dire di poca 
fortuna...) e, dopo avere collegato in se¬ 
rie con la bobina d’aereo il condensatore 
fisso di un decimillesimo, adoperi la rete 
di illuminazione come collettore d’onde. 

Esiste, per coronare l’opera, una salda¬ 
tura « secca», quasi certamente, che le pro¬ 
duce i rumori che ci denuncia : occorre 
ricercarla, seguendo le norme dell’articolo 
«Come si riparano gli apparecchi ■ rice¬ 
venti » pubblicato in questo numero. 

Solo dopo aver fatto queste prove, dopo 
aver rimesso cioè l’apparecchio nelle con¬ 
dizioni volute dall’articolo descrittivo, po¬ 
trà lamentarsi della sua efficienza. 

Iperdina R. T, 45. 

Ho costruito recentemente un apparec¬ 
chio R. T. 45, adpoerando la media fre¬ 
quenza Super radio j condensatori variabili 
e fissi Manens, tra sformai ori a bassa fre- 
quenzq Koerting, valvole Orlon schermate 
e Tungsram per gli altri stadi. Seguendo 
il consiglio della Casa costruttrice della 
media frequenza, ho usato tre valvole Tnn- 
sram G 407 anziché due G 407 e una R 406 
al primo stadio, come era indicato nell'ar¬ 
ticolo del 15 ottobre scorso anno. Invece 
del telaio, itso il trasformatore d'entrata. 

L'apparecchio funziona bene da un paio 
di mesi, e mi consente di ricevere una qua¬ 
rantina di stazioni in forte altoparlante. 


che è quello descritto nel numero del pri¬ 
mo luglio dell'anno scorso, a doppio dia¬ 
framma di lino. 

Ora. vorrei abolire l'accumulatore, e usa¬ 
re tutte le valvole a corrente alternata, la¬ 
sciando però l'attuale alimentatore di plac- 
ca> che funziona benissimo. Vorrei quindi 
sapere : 

1. Come devo trasformare i collega¬ 
menti di accensione, dato che intendo ado¬ 
perare la corrente alternata solo per l'ac¬ 
censione, mentre sia il potenziometro che 
la tensione negativa di griglia vorrei usarli 
con pile a secco, perchè non essendo trop¬ 
po pratico il calcolo delle resistenze neces¬ 
sarie mi spaventa. 

2 Quali valvole ipreferibitmente Tungs¬ 
ram) devo sostituire alle attuali, per ac¬ 
censione in alternata, tenendo conto che, 
come ho detto, ho usato tre valvole eguali 
G 407 in media frequenza, anziché una 
R 406 e due G 407. 

3. Siccome non ho mai costruito appa¬ 
recchi in alternata, vorerì sapere se ta tra¬ 
sformazione presenta molte difficoltà ; inol¬ 
tre coine sono distribuiti i collegamenti 
delle valvole comuni, e una quinta spina 
In mezzo in più. 

Credo, dato anche che la risposta inte¬ 
ressa alcuni mìei amici e certo anche altri 
lettori che hanno realizzato l'iperdìna con 
successo, che la domanda possa essere con¬ 
siderata di interesse generale e che quindi 
la risposta mi sarà accordata. 

Santackoce Attilio — Palermo. 

La Sua domanda può essere infatti con¬ 
siderata di interesse generale, se l’articolo 
sulla elettrificazione dell’apparecchio R. 
T. 44. pubblicato nello scorso numero, ei 
ha portato ben diciotto richieste di un ar¬ 
ticolo analogo per l’R. X. 45! 

Rispondiamo a Lei, che ei ha inviato la 
Sua domanda prima ancora che uscisse il 
numero scorso, e consideriamo valevole la 
risposta anche per gli altri lettori, che po¬ 
tranno inviarci una nuova domanda, ci¬ 
tando il numero R 1602. 

L’elettrificazione dell’apparecchio R. X. 
45 (Iperdina), eseguita secondo quanto El¬ 
la suggerisce, è possibile e facile ; nessuna 
difficoltà dovrebbe infatti incontrarsi nel 
funzionamento dell’apparecchio trasforma¬ 
to, anche per il fatto che le valvole scher¬ 
mate per corrente alternata funzionano as¬ 
sai meglio di quelle per corrente continua, 
col nuovo cambiamento di frequenza. 

Occorrerà anzitutto cambiare gli zoccoli 
delle prime sette valvole e aggiungere al¬ 
l’apparecchio un trasformatore riduttore 
di corrente, col primario adatto per tensio¬ 
ne e frequenza (periodi) alla rete di cui 
si dispone e con un secondario a quattro 
volta con presa centrale, capace di erogare 
circa sette ampère. 

Xolti i collegamenti che vanno dal fila¬ 
mento agli altri organi, si monteranno i 







































44 

nuovi zoccoli e si eseguiranno i collega- 
menti di accensione mediante cordonedop- 
pio, isolato in gomma, oppure mediante 
treccia di rame isolata con tubetto sterlin- 
gato. I due estremi del cordone si faranno 
partire dall’ultimo zoccolo (quello della 
modulatrice) e dopo aver fatto loro per¬ 
correre tutti gli altri zoccoli, valvola finale 
compresa, si invieranno al secondario del 
trasformatore (morsetti segnati 4 volta). 

Si collegheranno insieme i morsetti cor¬ 
rispondenti al catodo delle sette valvole in 
alternata (morsetto corrispondente alla spi¬ 
na centrale delle valvole) e a questo filo 
si faranno tutti i collegamenti che anda¬ 
vano al negativo del filamento; in paral¬ 
lelo sul potenziometro, che deve essere di 
almeno 600 ohm, si collegherà una piletta 
tascabile, inserendo fra il negativo 'in¬ 
terruttore che serviva prima per il fila¬ 
mento, mentre l’altro polo della piletta si 
collegherà al morsetto del potenziometro 
che èra collegato al positivo. Il negativo 
del potenziometro si collegherà pure al tdo 
dei catodi, mentre il cursore resterà colle¬ 
gato ai morsetti F del filtro e dei primi 
due trasformatori a media frequenza; il 
morsetto F del terzo trasformatore a media 
frequenza si collegherà al positivo della pi¬ 
letta, che verrà collocata in posizione in¬ 
termedia fra la valvola rivelatrice e il po-! 
termometro. 

Al filo dei catodi si collegherà anche il 
negativo dell’alimentatore di placcà e il 
positivo della batteria di griglia; si spo¬ 
sterà su circa 4 volta negativi la presa di 
griglia del primo trasformatore a bassa 
frequenza. 

La trasformazione è con questo termi¬ 
nata. 

Le valvole della serie Tungsram da ado¬ 
perare sono le seguenti : 

Modulatrice e osculatrice AS 4100; pri¬ 
ma, seconda, terza media frequenza -e ri¬ 
velatrice, prima bassa frequenza : AG 4100; 
valvola finale P 414, oppure quella che si 
adoperava ìiell’apparecchio alimentato con 
corrente continua. 

Chi adoperava come prima valvola a me¬ 
dia frequenza una R 4°6 dovrà usare al 
suo posto una AR 4100 anziché una AG 
4100; così pure, se si adoperano in bassa 
frequenza trasformatori Ferranti, si dovrà 
usare al posto della valvola rivelatrice una 
AR 4100 anziché una AG 4100 che dovrà 
essere adoperata in tutti gli altri casi. 

Se si desidera poter spegnere le valvole 
dell’apparecchio senza togliere la spina 
che fa capo al primario del trasformatore 
di alimentazione dei filamenti, si monterà 
sul pannello un interruttore per corrente 
alternata, che verrà inserito sul filo che va 
alla rete (uno solo dei due fili). L’inter¬ 
ruttore dovrà essere bene isolato dal pen¬ 
nello, se questo è di alluminio. 

Può avvenire che l’apparecchio trasfor¬ 
mato sia troppo stabile o troppo instabile; 
nel primo caso, col potenziometro tutto 
sul negativo non si riesce ad innescare la 
media frequenza, mentre nel secondo caso 
il potenziometro innesca circa a metà cor¬ 
sa. Se l’apparecchio è troppo stabile, si 
aumenti sino a sei volta la tensione della 
piletta sul potenziometro, ricercando però 
per tentativi quale è la connessione del ri¬ 
torno di griglia della rivelatrice (morsetto 
F dell’ultimo trasformatore a media fre¬ 
quenza) che dà i migliori risultati, si pro¬ 
veranno i due volta e poi i quattro volta 
della piletta di griglia. Se invece l’appa¬ 
recchio è instabile, si ridurrà a due volta 
la parte della piletta che è inserita sul po¬ 
tenziometro, ricercando, come nel caso 
precedente, la migliore connessione per il 
ritorno di griglia della rivelatrice. 

Le spine delle valvole per corrente al¬ 
ternata sono disposte nell’identico modo 
delle corrispondenti valvole per corrente 
continua; la quinta spina, nel centro delle 
altre quattro, corrisponde al catodo, che 
é l’elemento che fa le veci del filamento- 
nella valvola a corrente alternata. I due 
morsetti che corrispondevano al filamento 
nelle valvole a corrente continua, servono 
nelle valvole a corrente alternata a riscal¬ 
dare il catodo perchè possa emettere gli 


elettroni, e non devono avere alcuna con¬ 
nessione ad altri elementi dell apparec¬ 
chio, se non al secondario del trasforma¬ 
tore di alimentazione. 

Apparecchio R. T. 53. 

Prego cotesta spettabile Rivista se vo¬ 
lesse farmi noto uno schema per una val¬ 
vola in alta frequenza da aggiungere al - 
l ! R. T. 53. Pregherei inoltre (non essendo 
io tanto pratico in tali costruzioni) indi¬ 
carmi i valori precisi delle varie parti oc¬ 
correnti e come va connesso alla rivelatri¬ 
ce e al gruppo alimentazione . 

È possibile con tale aggiunta ricevere 
suoni purissimi e in abbastanza forte alto- 
parlante dalle stazioni Milano, Roma e 
qualche europea ? 

Brusini Silvio — Soave di Mantova . 

Abbiamo pubblicato nel numero scorso 
altre risposte sullo stesso argomento; in 
attesa di descrivere un apparecchio a due 
stadi ad alta frequenza, da applicare al- 
l’R. T. 53 -e che ci ha dato ottimi risultati 
alle prime prove, possiamo consigliale 
uno stadio ad alta frequenza con valvola 
schermata, collegata a trasformatore come 
nell’apparecchio R. T. 51. 

Ove non sia necessaria una grande se¬ 
lettività, conte nel Suo caso, può adope¬ 
rare in luogo del trasformatore di entrata 
la bobina d’aereo dell’R. T. 53, mentre sarà 
necessario adoperare un trasformatore di 
entrata come nell’R. T. 51 se desidera una 
selettività maggiore. 

Il collegamento al complesso amplifica¬ 
tore va fatto adoperando per l’accensione 
lo stesso secondario che alimenta la val¬ 
vola schermata, mentre le tensioni anodi¬ 
che e di griglia schermo sono prese dal 
positivo della alimentazione dell’R. T. 53 
(estremo della resistenza Ri), attraverso 
due resistenze che provochino la necessa¬ 
ria caduta. Calcolando tre mi Ili ampère per 
ia corrente anodica e un milliampere per 
la corrente di griglia schermo, le resisten¬ 
ze dovranno essere rispettivamente di 100 
mila e di 400 mila ohm circa. 

Sarà necessario polarizzare la griglia del¬ 
la valvola ad alta frequenza, con una re¬ 
sistenza variabile di 1000 ohm collegata 
fra il catodo e il negativo dell’alimentato¬ 
re; occorrerà pure collegare una impeden¬ 
za ad alta frequenza in serie con la griglia 
schermo della valvola, e condensatori di 
blocco su tutte le resistenze. 

Questi dati sono sufficienti, se Ella ha 
la pratica necessaria a eseguire con siic- 
cesso il montaggio, senza seguire una spie¬ 
gazione dettagliata; altrimenti, è preferi¬ 
bile che attenda la descrizione dell’appa¬ 
recchio annunciato, descrizione che verrà 
probabilmente nel prossimo numero. 

Ing. Carlo Bibi — Milano. — Effettiva¬ 
mente, il sistema di accordo d'aereo o me¬ 
glio... di disaccordo, con resistenza diret¬ 
tamente inserita fra antenna e terra, è ap¬ 
plicabile in tutti quei casi in cui non sia 
necessaria una grande selettività, oppure 
quando la selettività è assicurata dagli sta¬ 
di ad alta frequenza che seguono. Siamo 
d’accordo con Lei nella osservazione che 
la sensibilità diminuisce quando si dimi¬ 
nuisce la resistenza in parallelo sul cir¬ 
cuito d’aereo : gli americani usano anzi 
tale fenomeno come controllo di volume. 


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Si tratterebbe per la cessione, con¬ 
cessione di licenze, ecc. della Priva¬ 
tiva Industriale Italiana N. 268.005 
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Trattative all’Ufficio Brevetti L’AU- 

slliare Intellettuale Via Durici 34, 
Milano. 


N, 17. -La Radio per Tuiiì, 

Carraro Silvio — Napoli. — Come abbia¬ 
mo molte volte detto in questa rubrica, non 
diamo mai i dati di parti dì costruzione 
-dustriale, sia perchè non ci sono qua«si 
mai noti, sia perchè le descrizioni di appa¬ 
recchi che abbiamo pubblicato e in cui i 
trasformatori potevano essere costruiti dai 
dilettanti si sono risolti in una valanga 
di lettere alla Consulenza (vedi R. T. 36 
e simili). 

Inoltre, gli apparecchi in alternata de¬ 
vono essere realizzati, perchè possano fun¬ 
zionare in modo conveniente, con parti 
identiche o dì valori elettrici identici a 
quelli delle parti da noi impiegate nel 
progetto dell’apparecchio originale : Ella 
ci chiede invece di utilizzare una valvola 
raddrizzatrice diversa, il che costringereb¬ 
be a variare un valore di tutte le resi¬ 
stenze del circuito, lavoro che veramente 
non crediamo utile fare. 

Teniamo quindi a Sua disposizione una 
risposta col numero R 1702. 

R a vasi Mario — Monza. — Anche Lei ci 
chiede consigli circa la costruzione di un 
apparecchio complesso come l’R. T. 54, 
usando valvole comuni anziché schermate 
in media frequenza, un alimentatore sepa¬ 
rato, ecc. 

Se Ella si rendesse conto delle difficoltà 
che rappresenterebbe una risposta alle Sue 
domande (risposta che nel Suo caso è im¬ 
possibile, perchè non si può adoperare per 
l’R. T. 54 un alimentatore a parte, data la 
particolare disposizione della bassa fre¬ 
quenza), probabilmente avrebbe preferito 
non scriverci : è infatti forse pili difficile 
indicare come vada modificato un dato ap¬ 
parecchio, per adattarlo alle necessità di 
un singolo lettore, che descrivere un ap¬ 
parecchio nuovo! 

Inoltre, le Sue domande dimostrano che 
Ella non si è resa conto delle difficoltà che 
il montaggio presenta, tanto da averci in¬ 
dotti a consigliare la costruzione dell’ap¬ 
parecchio solo a chi è provvisto di cogni¬ 
zioni tecniche e di un buon assortimento 
di strumenti di misura: l’ultinio articolo 
che abbiamo pubblicato in argomento non 
era certo fatto per invogliare i principianti 
a cacciarsi nel ginepraio delle misure e 
dei calcoli necessari! 

Preferiamo, quindi, nel Suo stesso inte¬ 
resse, consigliarLe di non toccare la Sua 
iperdiua in corrente continua, anziché af¬ 
frontare un montaggio che è al disopra 
delle Sue possibilità. 

Lanza Guerino — Napoli. — Ella ci in¬ 
via una domanda di Consulenza riguardan¬ 
te un apparecchio descritto da un lettore 
nella rubrica riservata a tali comunicazio¬ 
ni : ci invia inoltre uno schema da esami¬ 
nare, perchè Le venga consigliata o meno 
la sua realizzazione, e ci fissa i limiti di 
spazio in cui l’apparecchio dovrebbe essere 
contenuto, allo scopo di utilizzare una cas¬ 
setta già esistente. 

La Rivista ha descritto un apparecchio 
a due valvole ili corrente alternata (l’R. 
T 43) che ha avuto -ottimo successo : non 
vediamo quindi perchè mai dovremmo cam¬ 
biare tipo, prima che qualche nuovo ri¬ 
trovato ci induca a farlo e perchè dovrem¬ 
mo consigliarLe un apparecchio studiato 
sulla carta anziché un apparecchio che ci 
è costato molto tempo, prima di descri¬ 
verlo, e di cui siamo quindi sicuri. 

Nè ci è possibile indicarLe qualche cosa 
circa l’appareeclhio descritto nella rubrìca 
der lettori, perchè evidentemente l’appa¬ 
recchio non è stato studiato da noi e quin¬ 
di non ci è possibile dare un consìglio con¬ 
creto in proposito. 

Infine, studiare un apparecchio perchè 
entri in una data cassetta è come co¬ 
struire una casa perchè vi entrino certi 
dati mobili... 

Teniamo a Sua disposizione una rispo¬ 
sta col numero R i?° 3 - 

Abbonato N. 807 ~ Pegli. — Rinviamo al 
prossimo numero la risposta alla Sua in¬ 
teressante domanda, che desideriamo svol¬ 
gere in modo esauriente, cosa che don ci 
è possibile fare in questo fascicolo. 




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In Cielo e sulla Terra 

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leberrimo astronomo : pagine meravigliose che assai più 
che dissertazioni scientifiche, sono veri inni alla natura, 
sollevando Landino da ogni bassezza per trasportarlo alle 
vedute grandiose del Belilo infinito. 

Legato in brochure L, 7.— . . In tela e oro, L. 10.— 

Gli ultimi giorni di un filosofo 

di HUMPHRY DAVY e CAMILLO FLAMMARION. — 

Quest’opera, che è un quadro tracciato da mano maestra 
del progresso delle scienze e contiene osservazioni supe¬ 
riori sulle leggi della natura — accessibile a tutti nella 
sua brillante forma dì alogica — testimonia che Sir Hum- 
phry Davy, il dotto inglese, era insieme scienziato, filosofo 
e poeta. C. Flammarion diffuse in Francia questo origi¬ 
nale lavoro, che egli tradusse ed arricchì di un’mteres- 
sante prefazione e di preziose note. Completato così, il li¬ 
bro, nella nuova veste italiana, darà modo anche ai nostro 
gran pubblico di conoscere un veTo gioiello della lettera¬ 
tura scientifica.Legato in brochure, L. 6.— 


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La vita e la morte degli astri 

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tenuto, che è un jmteressantimo saggio dà astronomia po¬ 
polare e di astrofìsica divulgativa. In esso l’Autore espone 
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- 30 luglio 1930. 

La propaganda per la radiodiffusione. 
Il ricevitore dello « Science Museum » - 
■dettagli di un montaggio progettato per 
scopi di dimostrazione (R. P. G. Dernan 
e A. S. BreretonjC Lo smorzamento pro¬ 
dotto dalla rivelatrice. La misura del ca¬ 
rico del rivelatore di potenza (W. T. Coc- 
Iring). Cenni e consigli pratici. La recen¬ 
sione di apparecchi: l’« Eagle al 1 in tvvo » 

— apparecchio portatile a due valvole con 
rivelatrice a pentodo. La teoria della ra¬ 
dio semplificata. La valvola a tre elettrodi 
(S. O. Pearson). 

— 6 agosto 1930. 

Il ricevitore dello (< Science Museum ». 
Dettagli di costruzione ; una trasmissione 
speciale della B. B. C. (R. P. G. Deman 
e A. S. Bereton). Un apparecchio ad una 
valvola per l’altoparlante - Il pentodo a 
riscaldamento indiretto come rivelatore di 
potenza {W. L G. Page). Cenni e consi¬ 
gli pratici. La teoria della radio sempli¬ 
ficata. La valvola a tre elettrodi (S. O. 
Pearson). L’allontanamento delle oscilla¬ 
zioni ad alta frequenza dall'amplificatore 
a bassa frequenza. Un compromesso fra 
l’efficienza del rivelatore e la perdita di 
note alte. Recensione di ricevitori : L’ap¬ 
parecchio « Murphy portable ». Esame de¬ 
gli isolatori : la bakelite, il materiale ad 
alto isolamento (W. IL F. Griffiths). 

— 13 agosto 1930* 

Il nostro servizio di informazione tec¬ 
nica. L’apparecchio « Regional One», ap¬ 
parecchio ad una valvola per la stazione 
locale, senza batterie e con filtro passa 
banda a monocomando (W. I. G. Page). 
Il controllo dei magneti di altoparlanti. 
La misura della densità di flusso a mezzo 
di apparecchi semplici (T. A. Ledard). La 
manutenzione degli apparecchi - attività 
della scuola del Marco 11 ifono a Dagenham. 
Note per il costruttore con cassette di 
montaggio : il « Music Magnet » della 
Osram della prossima stagione. La teoria 
della radio semplificata. La valvola a tre 
■elettrodi quale amplificatore di potenziale 
( 3 - O. Pearson). 

Radio Engineering. - Luglio 1930 . 

Impressioni ed espressioni (Austin C. 
Lescarboura). La mostra della R M A. 
L’audion all'opera (Dr. Lee De Forest). 
Le proprietà dei segnali modulati e i di¬ 
spositivi di modulazione (Ralph P. do¬ 
ver). Impianti per grandi audizioni e per 
centralizzazione della, radio. Parte VII (E. 
VV. D’Arcy). La lavorazione dei tubi a 
vuoto con precisione e a grande velocità 
(R. W. Tanner). Il ricevitore per onde 
corte - recenti perfezionamenti studiati 
per corrispondere alla richiesta di appa¬ 
recchi semplici per onde corte per uso 
comune (Austin C. Lescarboura). Il «Ra¬ 
dio Robot », apparecchio verificatore in 
ima cassetta portatile. 


Experimental Wireless e The Wireless 

Engineer. - Agosto 1930. 

Le bande laterali e la selettività jG. W. 
0 . H.). Gli altoparlanti a bobina mobile 
■Con pistone piatto (R-obt. W, Paul e B. 
S. Cohen). Una serie di valvole in pa¬ 
rallelo senza distorsione della forma, d'on¬ 
da (W. Baggaly). Mostre di interesse per 
la radio al Laboratorio Nazionale di fi¬ 
sica. Unità usate nella tecnica della tra¬ 
smissione fonica (W. IL. Grinsted). Filtri 
d'onda elettrici (M. Reed). (Continuazione 
e fine). 

9- S. T. americano. - Agosto 1930. 

La storia di PMZ - Harry Wells, W3ZD. 
Antenna di fortuna (Guy C. Omer jr.). La 
terza competizione di relais (E- L. Bat- 
tey). Le caratteristiche dinamiche di ri¬ 
velatori termoionici. Uno studio grafico 
della rivelazione a caratteristica di gri¬ 
glia e di placca per triodi e schermate. 
In due parti - parte prima i(H. A. Ro¬ 
binson, W3LW). La riserva navale in coo¬ 
perazione colla Croce Rossa. Nuovo si¬ 
stema per una frequenza standard. I ra¬ 
dioamatori di St. Louis cooperano alla 
scoperta di una stazione abusiva (Porter 
IL. Quimby, WpDXY). Sezióne dello spe¬ 
rimentatore W9ANZ una stazione di 14 Me. 
per telefonia. 

Radio News. - Settembre 1930. 

Il maestro che parla coi venti, titolo 
dato dagli indigeni a Clyde de Vitina nel¬ 
la sua spedizione nel centro dell'Africa, 
nella quale la radio ad onde corte ebbe 
ima parte importantissima (L. Eìden 
Smuth, WóBUR). Tre nuove valvole per 
l'alimentazione con batterie. Dal Labo¬ 
ratorio. Il ricevitore Marshall con val¬ 
vole in opposizione (Thomas A. Mar¬ 
shall). L’articolo contiene la prima de¬ 
scrizione di un ricevitore ad onde corte 
per 5 e io metri e per frequenze altissi¬ 
me, il quale è stato scelto ufficialmente 
dalla Flotta degli Stati Uniti. Il telefono 
salpa per il mare (Everétt M. Walker). 
Come si costruisce l'amplificatore a me¬ 
dia frequenza per la supereterodina S-W 
del Radio News (Fred H. De Forest). I 
principi della radiotecnica regolano la tec¬ 
nica della riproduzione del suono (Cari 
Dreher). Problemi pratici nei sistemi di 
auto-radio (Charles R. Wexlerì), Come sì 
giudicano le valvole (James Martin). Ta¬ 
bella dei verificatori di apparecchi e del¬ 
le caratteristiche di valvole. TLna parola 
a favore degli amplificatori ad alta fre¬ 
quenza aperiodici j (A ust m C. Lescarbou¬ 
ra). Una supereterodina per radiodiffu¬ 
sioni con impiego del sistema Loftin Whi- 
ie (George E. Fleming). I progressi della 
televisione (Edgard H. Felix). Il controllo 
esatto nel Laboratorio assicura il funzio¬ 
namento soddisfacente dell'apparecchio 
(Glena H. Browning e James Milieu). Il 
perfezionamento delle supereterodine a 


mezzo del sistema reiettore dell'Hopkins 
(E. K. Oxner). La versatilità del tubo a 
vuoto - impieghi della valvola termoio¬ 
nica all’infuori della radio (Fred E. 
ICauer). Alcuni metodi e problemi di in¬ 
cisione di dischi (C. F. Goudy e W. P. 
Powers). Gli amplificatori di suoni, i tea¬ 
tri e la loro acustica (Fred A. Jewell). La 
guida per il radioamatore. I circuiti di ap¬ 
parecchi del commercio : l’Edison m od Rr, 
Rz, Cz ; lo Sparton AC-89, l'Apex N. 47; 
il Silver N. 30-B. Novità dell’industria. Fo¬ 
gli d’informazione del Radio News. Il ra¬ 
dio foro. Esperimenti con gli amplificatori 
a bassa frequenza. La costruzione, di un 
ricevitore a doppia onda (Nat Pomeranz). 
Alcune nuove applicazioni per la radio sul¬ 
l’automobile (Walter H. Goldstein e Jerry 
Margolish), 

L’Onde électréque. - Giugno 1930. 

Le oscillazioni sinusoidali e le oscilla¬ 
zioni libere (Dott. Balth. vati der Poi). 
(Riassunto dell'A. Egli considera un siste¬ 
ma elettrico che comprende un'induttan¬ 
za e una capacità costanti e una resistenza 
in funzione del potenziale v, la quale cor¬ 
risponde di conseguenza alla seguente re¬ 
lazione : 


T d 2 v dv 

L ~W + {V) dt + 


V 

’C 


m 

c 


Se la resistenza R (v) è negativa quan¬ 
do il valore assoluto di v è inferiore a un 
certo valore, e positivo per i valori mag¬ 
giori, si può ritenere che in assenza di 
una f. e. m. applicata e (t) il sistema sarà 
suscettibile di oscillazioni proprie di pe¬ 
rìodo e di ampiezza determinate, perchè 
l’energia ricevuta durante la porzione di 
periodo in cui R è negativa compensa esat¬ 
tamente l’energia dissipata quando R è 
positiva. 

L'A. sceglie per la forma normale delle 
oscillazioni di questo tipo quelle definite 
dall'equazione y"— ^(1 — y2)y'+y = o. Egli 
dimostra che nel caso che e è molto pic¬ 
colo, la soluzione periodica si avvicina ra¬ 
pidamente ad una forma che differisce al¬ 
quanto dalla sinusoide. I casi estremi sono 
già praticamente raggiunti per gpo.i e 
e = IO. rispettivamente. Per per esem¬ 

pio, si ha una forma intermedia. 

Il caso estremo di e molto grande pre¬ 
senta un particolare interesse, per il fatto 
che egli comprende un grande numero 'di 
fenomeni naturali periodici, di cui l’assi- 
mìlazioiie ad un’oscillazioue sinusoidale è 
evidentemente impossibile. Le osculazio¬ 
ni di -questa specie presentano, a prescin¬ 
dere dalla loro forma particolare, tre ca¬ 
ratteristiche fisiche notevoli : 

i.° Il loro periodo è dato da un prodot¬ 
to di due valori del tipo CR, oppure del 

tipo L . —invece di essere data, come il 
R 

periodo di un sistema sinusoidale, dalla 
radice quadrata di un prodotto di due va¬ 
lori del tipo LC. 

























48 


2.° Esse si sincronizzano facilmente con 
una forza sinusoidale di frequenza molto 
diversa dalla loro, ma se il loro periodo 
può facilmente variare per limiti molto 
larghi, la loro ampiezza rimane pratica- 
mente costante. 

3-° Sotto l’influenza di una forza perio¬ 
dica di frequenza molto superiore alla pro¬ 
pria, esse assumono una frequenza che co¬ 
stituisce un sottomultiplo esatto della fre¬ 
quenza dell'oscillazione sinusoidale con¬ 
duttrice, e realizzano in questo modo una 
demoltiplicazione di frequenza. 

L'A. considera in dettaglio una grande 
quantità di esempi di oscillazioni libere, 
tolti dalla meccanica, dall’acustica, dall’e¬ 
lettricità, dalla biologia, dall’economia po¬ 
litica ecc.). 

Osservazioni relative alla radioelettrici- 
cità e alla fisica del globo, fatte in occa¬ 
sione dell’eclisse totale del sole il 9 mag¬ 
gio a Puolo Coudore (Indocina) J. B. Galle, 
ingegnere al Laboratorio Nazionale di Ra- 
dioelettricità. 

(Riassuuto : L'eclisse totale del sole del 
9 maggio 1929 ha prodotto delle perturba¬ 
zioni notevoli sugli echi ritardati, sulla 
propagazione delle onde corte, sull’inten¬ 
sità dei parassiti atmosferici, sulla radio- 
goniometria delle onde medie. 

Inoltre le variazioni del campo elettrico 
e di ionizzazione dell’atmosfera, del ma¬ 
gnetismo terrestre, sono stati oggetti di stu- 
dii, ma non hanno dato dei risultati posi¬ 
tivi che per l’ionizzazione dell’atmosfera). 

Un ricevitore a sensibilità regolabile. H. 
de Bellescize. (Riassunto : L'A. dimostra 
come l’evoluzione della telefonia senza filo, 
caratterizzata tanto daU’aumento della por¬ 
tata delle stazioni di trasmissione, quanto 
dalla generalizzazione dei ricevitori a co¬ 
mando unico, richieda come corollario l’as- 
servimeuto automatico dell’amplificazione. 
Egli ricorda il dispositivo di asservimento 
da lui descritto nella stessa Rivista nel 
1927, ed espone la realizzazione definitiva, 
alla quale è pervenuto dopo tre anni di 
esperienze. L’articolo chiude con una ras¬ 
segna di alcuni altri sistemi che perseguo- ‘ 
no lo stesso scopo). Paragone fra la quan¬ 
tità delle macchie solari, l’attività magne¬ 
tica terrestre e la potenza dei segnali ra¬ 
dioelettrici emessi su onde lunghe. L. "W. 
Austin del Bureau of Standards. Biblio¬ 
grafia. 

Radioélectricìté et QST francais réunis. 

- Agosto 1930. 

Per tutti. Attraverso il regno delle onde : 
la T. S. F. in America... e altrove (Alex 
Surchamp). In materia di certe teorie mo¬ 
derne (Generale Cartier). La diatermia 
(Dott. Paul Colombier). I motori elettrici 
Jean Barre). Le misure della permeabili¬ 
tà (Ing. J. Granier). La rivelazione a carat¬ 
teristica di placca. Note complementari 
(A. Tailliez). I catodi toriati '(Ing. J. Ricq), 
L'amplificazione microfonica nelle trasmis¬ 
sioni degli amatori (J. Sar). Gli altopar¬ 
lanti (P. Blanc). La telefonia automatica 
spiegata (R. Tabard), Il freddo : applica¬ 
zioni al latte e alle industrie del latte (A. 
Michel, ingegnere frigorista). L'impianto 
di T. S. F. a bordo dei velivoli (Gilbert 
Etienne). Principi di illuminazione (Pa- 
gès). L’automobile e l’elettricità (E. Pe- 
pinster). Considerazioni di indole finan¬ 
ziaria e economica sull’industria elettrica 
in Francia (R. Leroque, dottore in legge). 
Corso del rame, grafico di ricapitolazione 
per il 1929 e 1930. Attraverso la stampa 
estera. La grande esposizione germanica di 
T. S. F. a Berlino 1930. Il controllo a di¬ 
stanza delle frequenze delle onde di sup¬ 
porto delle stazioni di trasmissione. 

La Ti S. F, moderne. - Agosto 1930. 

Un nuovo montaggio di rivelazione a ca¬ 
ratteristica di placca (L. G. Veyssière). Un 
amplificatore di potenza per fonografi o 
per T. S. F. ( continuazione ) (Ing. L. Chré- 
tien). I fenomeni d’interferenza provenien¬ 
ti dalle stazioni ad onda corta (Marcel Pa- 


pin). Lunghezze d’onda e frequenze delle 
stazioni europee di radiotelefonia (Dott. 
Pierre Corret). Informazioni e notizie. Al¬ 
cune idee pratiche. Le onde corte. 

Un oscillatore a (frequenza costante. - 

, C. W. Miller e H. L. Andrews. - Review 

of Seleni. Instr., maggio 1930. 

In un circuito anodico, che funzioni con 
il minimo accoppiamento, l’influenza della 
valvola sulla frequenza dipende unicamen¬ 
te dalla resistenza interna della placca, e 
diminuisce quando aumenta la resistenza 
della placca. Il costante aumento di fre¬ 
quenza che si osserva solitamente va at¬ 
tribuito principalmente all’effetto prodotto 
dalla variazione progressiva del filamento 
sulla resistenza di placca. Le valvole UX 832 
e la schermata UX 860 sono state riscon¬ 
trate particolarmente adatte per oscillato¬ 
ri a frequenza costante, date le qualità dei 
loro filamenti. La griglia interna di que- 
st’ultima contribuisce a mantenere costan¬ 
ti le fluttuazioni nell’emissione del fila¬ 
mento quando sia collegata al filamento at¬ 
traverso una batteria e una resistenza : — 
l’aumento di emissione produce un au¬ 
mento di corrente in questo circuito e ri¬ 
duce il potenziale di griglia; ciò riduce a 
sua volta l’aumento di corrente anodica 
che sarebbe altrimenti la conseguenza del- 
Paumento di emissione. 

Un altro sistema che si è dimostrato ot¬ 
timo per ridurre gli effetti di variazione 
del filamento è stato progettato in origine 
per compensare le variazioni del poten¬ 
ziale anodico. Esso consiste nel collegare 
in serie una seconda valvola in guisa che 
la stessa corrente i passa dalla batteria ano¬ 
dica attraverso le due valvole e una resi¬ 
stenza R; ogni aumento di i aumenta la 
caduta di potenziale in R e rende la gri¬ 
glia della seconda valvola più fortemente 
negativa. Ciò produce una diminuzione 
della tensione della prima valvola (oscil- 
latrice). 

Segue la descrizione dell'apparecchio 
usato per lo studio delle variazioni di fre¬ 
quenza : esso comprende un oscillatore ad 
audiofrequenza controllato a mezzo di una 
corda di violino tesa, di eui un’estremità 
passa sopra un bottone microfonico. 

Le valvole a più griglie. - B. Decaux. - 

Revue Generale de VElectriciti, 5 apri¬ 
le 1930. 

I. Considerazioni di indole generale. - 
II, Tetrodi : A) Valvole con griglia a ca¬ 
rica spaziale : proprietà generali ; l’uso di 
potenziali anodici ridotti : l’uso di forti 
pendenze per ottenere una forte amplifica¬ 
zione senza un’esagerata resistenza inter¬ 
na. B) Valvole schermate : proprietà gene¬ 
rali : uso negli amplificatori accordati ; per 
la ricezione delle onde corte : negli ampli¬ 
ficatori a resistenza capacità (generalmente 
non adatte) ; però per scopi speciali - per 
segnali deboli - la resistenza negativa può 
essere sfruttata per ottenere una grande 
- teoricamente infinita - amplificazione con 
messa a punto un po’ delicata. Di grande 
utilità nell’ amplificazione delle correnti 
continue ; voltmetro a valvola di Siemens 
& Halske che consiste di una combina¬ 
zione di una valvola a carica spaziale con 
una valvola schermata. Valvole schermate 
per la trasmissione, come amplificatrici e 
oscillatrici, particolarmente per le onde 
corte. L’uso della valvola schermata può 
essere utile per migliorare l’efficienza de¬ 
gli oscillatori - la griglia è impiegata in 
questo caso non tanto come « schermo » 
quanto come griglia « ritardatrice » per gli 
elettroni secondari che partono dalla plac¬ 
ca quando il suo potenziale scende sotto 
quello della griglia di controllo. 

C) Tetrodi a funzione multipla : doppia 
amplificazione {« reflex ») : impiego per il 
cambiamento di frequenza : amplificatore 
bilanciato e oscillatore (Barthélémy e The- 
bault « crittadina - isodina ») specialmente 
adatta per dispositivi di misura e di con¬ 
trollo : circuiti a resistenza negativa : ridu- 


N. 17. - La Radio per Tutti. 

zione della resistenza di parecchi circuiti 
in serie, di cui ognuno con la propria 
frequenza naturale : superrigenerazione : 
amplificatore a reazione indipendente dalla 
frequenza : generatori di oscillazioni libe¬ 
re. D) Pliodinatron, negatron. 

III. Pentodi : A) Griglia a carica spa¬ 
ziale, valvole a tre griglie. B) Il pentodo 
inglese : l’uso di una griglia addizionale 
quale griglia ritardatrice per evitare le 
emissioni secondarie. C) Valvole a tre gri¬ 
glie a funzione multipla - applicazioni in¬ 
numerevoli e precisamente nel cambia¬ 
mento di frequenza, in cui la griglia ad¬ 
dizionale aumenta la pendenza mentre ri¬ 
duce la tensione anodica : la trisodina del 
Barthélémy. D) Valvole a due griglie e due 
placche (Fotos) particolarmente per il 
cambiamento di frequenza. 

Perfezionamento nel sistema di tra¬ 
smissione e di amplificazione di 
correnti e di movimenti vibratori. 

(Incisione di dischi grammofonici). - 
Brevetto francese N. 677316, Tolone, 
pubbl. 6 marzo 1930. 

Un sistema per ottenere una grande fe¬ 
deltà. di riproduzione. L’idea originale con¬ 
siste nel paragone fra il risultato ottenuto 
e quello desiderato in modo da far svanire 
automaticamente ogni senso sgradevole : 
in luogo di curare ogni singolo stadio di 
amplificazione in modo da ottenere con 
ognuno la massima perfezione, l'amplifi¬ 
catore è lasciato a funzionare « come ca¬ 
pita», ma il dispositivo corregge automa¬ 
ticamente ogni errore che tentasse di ma¬ 
nifestarsi. Così collegando un diaframma 
elettrico da grammofono ad un altopar¬ 
lante i collegamenti elettrici sono fatti in 
modo che la punta sia rigidamente (elet¬ 
tricamente) collegata al diaframma, sì che 
il movimento di uno debba produrre un 
movimento esattamente eguale dell’altro 
(tale effetto è ottenuto da una bobina mo¬ 
bile ausiliarìa in opposizione, la quale è 
fissata alla bobina mobile in funzione ed 
è collegata attraverso un amplificatore al¬ 
l’avvolgimento del diaframma). Ma seb¬ 
bene i movimenti siano eguali, la potenza 
che corrisponde ad ogni singolo movi¬ 
mento può essere diversa. 

La registrazione elettromagnetica dei 
suoni. - C. Stille. - E. T. Z., 27 mar¬ 
zo 1930* 

L'articolo tratta della registrazione di 
suoni basato sul telegrafono di Poulsen. 
L’A. rileva particolarmente la necessità di 
una preliminare magnetizzazione del na¬ 
stro : l’importanza d’impiegare acciaio del¬ 
la migliore qualità, non soltanto per evitare 
i rumori di fondo, ma per assicurare una 
lunga durata, poiché le riproduzioni fatte 
su acciaio di ottima qualità consentono di 
ottenere una riproduzione perfetta perfino 
dopo 16 anni. L’A. ha potuto ridurre la 
velocità di 3 m. sec. usata da Poulsen a 
1 m. sec. per la riproduzione della paro¬ 
la, mentre per la musica (film sonori, ecc.) 
velocità di 1,2 fino a 2 m. sec. sono pie¬ 
namente soddisfacenti. 

Un dispositivo illustrato (il « Dailj T - 
graph ») consiste di una macchina da det¬ 
tatura per uso di uffici. In essa è impie¬ 
gato un filo di acciaio dello spessore di 
0,2 min. di cui ogni rotolo dà un’ora di 
riproduzione. Tale dispositivo ha il van¬ 
taggio di permettere la correzione degli er¬ 
rori; pure di conseguenza si realizza l’eco¬ 
nomia di poter usare più volte lo stesso filo. 


PROPRIETÀ LETTERARIA. E vietato ri¬ 
produrre artìcoli o disegni della pre¬ 
sente Rivista. 


Livio Matarelli, gerente responsabile. 
Stab. Grafico Matarelli della Soc. Anon. 
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